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La Mummia, la rinascita del franchise
La Mummia, il nuovo film di Lee Cronin, si annuncia come una delle opere horror dell’anno. Al centro del film, una tragedia familiare che nasconde molto di più.
Prima di vedere La Mummia, dimenticate il film con Brendan Fraser. L’opera recupera le originarie atmosfere horror, che caratterizzarono il film di Karl Freund (e che sarebbero dovute essere presenti anche nella versione del 2017 con Tom Cruise), per regalare allo spettatore 134 minuti di pura tensione.
La Mummia, la trama
All’inizio del film Katie (interpretata dalla piccola Emily Mitchell) scompare nel deserto, rapita da una vicina di casa (Hayat Kamille) nota come maga. Otto anni dopo la bambina viene ritrovata, con un corpo completamente mummificato e in condizioni psichiche fortemente instabili. Ricondotta a casa dai genitori (Jack Reynor e Laia Costa), Katie mostrerà una grande aggressività verso la nonna (Veronica Falcon) – fortemente devota – nonché capacità soprannaturali.
Cosa aspettarsi dal film?
Secondo Lee Cronin (già noto per Evil Dead Rise) “questo film sarà diverso da qualsiasi altro film sulla Mummia che abbiate mai visto. Sto scavando nelle profondità della terra per riportare alla luce qualcosa di antichissimo e terrificante”. La scena è occupata da un incubo vivente, contornato da tensioni psicologiche e dall’aridità della natura desertica del New Mexico. Secondo la New Line Cinema il film dovrà rilanciare il franchise de La Mummia, caduto in declino dopo il flop avuto nel 2017 dall’opera di Alex Kurtzman.
Al di là dell’horror, di cosa parla La Mummia?
Mettendo da parte le atmosfere gotiche e i dettagli raccapriccianti, quello cui apre le porte Lee Cronin è un dramma familiare che in molti si trovano a vivere. Nel film la famiglia protagonista è infatti alle prese con una persona dagli istinti auto-lesionistici, dal comportamento aggressivo e psicologicamente distante da quanto le accade. Di fatto, questa è una situazione che accomuna molte tra le 7 milioni di famiglie italiane annoverate come caregiver. L’accostamento è dimostrato dalle dinamiche che si creano all’interno del nucleo familiare quando Katie torna a casa. Tra queste, l’idea (subito abbandonata) di farla soggiornare in un istituto psichiatrico.
Cosa non va?
Le interpretazioni degli attori sono fenomenali; interessante la prospettiva pre-monoteistica adottata da Cronin, e deliziose, per un fan dell’horror, le varie citazioni a film classici e a recenti blockbuster. La trama, però, presenta una struttura piuttosto prevedibile: molti avvenimenti, per chi conosce i topos del genere, sono ‘telefonati’, e lo lo stile ‘citazionistico’ rischia, in alcune parti, di sembrare un ‘copia-incolla‘. Tuttavia gli elementi di splatter spinto, la presenza di tendenze analogue e la vendetta finale permettono alla trama di raggiungere la sufficienza.
In conclusione
Il film è assolutamente consigliato ai fan dell’horror e, più in generale, a chiunque abbia ‘il fegato’ di reggere le sue parti più atroci. Terrà lo spettatore incollato allo schermo, e alla fine lo lascerà con una preziosa domanda: “Fino a che punto ti spingeresti per restare con le persone che ami?”.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3.8
★★★⯨★

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