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No hard feelings, ritorno anni 2000
L’estate, la spiaggia, l’adolescenza e i suoi sentimenti intensi. No hard feelings o come uscito in Italia, fidanzata in affitto è un ritorno nostalgico alla commedia anni 2000.
Il mondo va veloce e la società muta con altrettanta rapidità, tanto che proviamo già nostalgia per i cari anni 2000, anni spensierati di nuovo millennio, carichi di grandi e nuove speranze. Dall’estetica generale all’abbigliamento Y2K riguardiamo già a tutto con nostalgia così come ai film stessi e non c’è genere di film più rappresentativi che la classica commedia, preferibilmente statunitense, ed è proprio ciò a cui il regista Gene Stupnitsky ci vuole riportare, seppur con alcuni difetti.
La trama
L’estate sta finendo e a Montauk, una New York nostrana dalle solite rappresentazioni, Maddie, interpretata da una mai banale Jennifer Lawrence, irriverente e sfacciata barista ha problemi economici soprattutto dopo che la sua macchina rimane distrutta. Per provare a salvare la casa lasciata in eredità dalla madre, Maddie cerca qualsiasi lavoro fino ad imbattersi all’annuncio di una coppia sposata che è in cerca di una ragazza che possa aiutare a scuotere il figlio Percy in vista del college, interpretato da un giovane Andrew Barth Feldman, iniziando a frequentarlo e andandoci a letto.
Il “lavoro” si rivelerà molto più difficile del previsto sia a causa dell’impacciaggine di Percy, ancora immaturo e goffo, ma anche per il legame che si andrà a formare tra i due durante il film che passerà di vari stati emotivi, dall’attrazione all’amicizia più sincera, con i due che finiranno per diventare più vicini di quanto si possa aspettare.

Percy è la gen z
La chimica tra i due attori protagonisti è impressionante ma ancor più sorprendente è quella tra i due personaggi del film. Il rapporto alla base è molto semplice, Maddie è più grande, ha vissuto già un decennio in più di Percy, è insensibile, scontrosa e delusa dalla vita. Percy invece ingenuo, inesperto su tutto ed impacciato, ai limiti dell’incel.
Il rapporto di reciproco scambio che avverrà tra i due però sfocerà poi in un qualcosa di veramente stretto e a tratti toccante, senza mai risultare banale o rifugiandosi nel cliché. Perché se i limiti tecnici del film sono ovvi, specialmente se si parla di errori di montaggio, No hard feelings si rifà tutto sulla scrittura riuscendo ad analizzare il gap generazionale tra millenial e gen z, nonostante molti sviluppi di trama scontati.
Percy è l’identificazione, seppur estrema, della gen z. Non ha certezze, non sa cosa fare in quanto cresciuto da degli schermi ed è sovraccaricato da tutto e in tutto. Confuso, sensibile e inadeguato, Percy vive in un artificio e non ha benché la minima esperienza di vita. L’evoluzione del suo personaggio così come quella di Maddie, oltre a riuscr anche a far divertire si rivelerà dolce ed attuale.

Ritorno agli anni 2000
L’ispirazione Y2K in questo film non è solo una suggestione ma reale. L’estate, il college e l’elemento coming of age, solo alcuni elementi tipici di quelle commedia anni 2000 tipicamente americane che hanno dominato le sale nel primo decennio del nuovo millennio. Commedie incalzanti e divertenti che seppur con mancanze tecniche riuscivano comunque ad offrire una storia divertente fatta di formazione e adolescenza.
No hard feelings riprende a pieno molti temi ed elementi ricorrenti di questo genere di cinema al quale già guardiamo indietro con nostalgia, una nostalgia sorprendentemente precoce che riflette proprio la rapidità della vita moderna e la velocità con la quale abbandoniamo influenze e cambiamo trend.
