Un Natale senza Babbo, la recensione

Un Natale senza Babbo, la recensione

Uscito il 28 novembre su Prime Video, Un Natale senza Babbo è una commedia natalizia che punta a essere diversa dai soliti cinepanettoni.

Natale senza Babbo, film diretto da Stefano Cipani e scritto da Michela Andreozzi, vuole rinnovare l’idea del film di Natale classico facendo una commedia che abbatte i pregiudizi sulle pellicole natalizie e non solo.

Babbo Natale, interpretato da Alessandro Gassman, non riesce a ritrovare il suo spirito natalizio e decide di scappare via dalle sue responsabilità di Santa Claus ma anche dalla sua famiglia. Il Natale viene annullato e i bambini di tutto il mondo si ritrovano a rinunciare alla festa che più aspettavano.

Margaret (Luisa Ranieri) per riportare a casa suo marito, dovrà fare affidamento su due figure della tradizione; la Befana (Caterina Murino) e Santa Lucia (Valentina Romani). Il mix tra figure tradizionali e crisi moderne vuole offrire una riflessione originale sul Natale.

Un Natale moderno

Il film si distingue subito per un linguaggio moderno che strizza l’occhio alle nuove generazioni, a suon di cringe e hashtag il protagonista dovrà uscire dal suo burnout. La pellicola prova a raccontare un Natale più contemporaneo rispetto ai soliti che siamo abituati a vedere in anni di film natalizi. Anche la festa più amata al mondo deve ritrovarsi a fare i conti con la crisi moderna e una società che continua a correre senza guardare cosa si lascia indietro.

Babbo Natale ci sembra lontano dalla figura iconica e rassicurante che conosciamo, è stanco e disilluso, in piena crisi esistenziale. Il rifiuto di svolgere il suo ruolo e la necessità di cambiamento sono temi che risuonano molto nelle orecchie dell’uomo moderno. Santa Claus è più umano di quanto eravamo abituati a vedere. Senza barba bianca e cappello, è un uomo perfettamente ordinario afflitto da una crisi di mezz’età.

La pellicola prova a raccontare una figura moderna, ma si ferma a farci vedere la crisi senza mai approfondirne le cause. La commedia cerca di mettere in discussione i vecchi stereotipi natalizi, ma alla fine si limita a sfiorarli senza andare fino in fondo.

Il film manca di coraggio nel riuscire ad approfondire la crisi dell’uomo moderno e del modo contemporaneo di relazionarsi con le tradizioni. Le dinamiche sociali provano a essere il collante della pellicola ma finiscono per appiattirsi, concludendosi in un finale senza troppi colpi di scena.

A metà strada

La sensazione di superficialità forse è data dal fatto che il film non ha una vera identità. Prova a essere una commedia natalizia che incarni l’idea del Natale come tutti lo conosciamo ma anche una pellicola che vuole farsi carico di temi sociali contemporanei. Non riesce a schierarsi in nessuno dei due generi finendo per essere un mix di troppe idee e poche conclusioni.

La parte comica, affidata a Diego Abatantuono, convince e riesce a rendere il film piacevole ma non a trascinarlo in una riflessione più ampia. La pellicola si lascia sfuggire temi interessanti come i social, la questione di genere e il capitalismo. Sceglie di citare tutte le tematiche che possano arrivare a nuove generazioni e non, ma lascia lo spettatore con l’amaro in bocca di non essere riuscito a legarsi e interrogarsi su nessuna di esse.

I personaggi, seppur ben interpretati rimangono bidimensionali e non hanno una vera e propria crescita nel corso del film. Il personaggio di Babbo Natale sarebbe potuto essere spunto di una riflessione sulla modernità, ma non viene mai approfondito. L’unica crescita che vediamo è quella di Margaret che alla fine riesce a chiedere scusa quando serve. Ma anche questo si risolve in maniera troppo rapida e superficiale che lo spettatore non ha modo di riflettere. Le situazioni si risolvono troppo velocemente non riuscendo a creare una tensione vera e propria in chi guarda.

Importante citare gli effetti speciali e la rappresentazione del mondo magico che si confronta con altre commedie di Natale e ne regge perfettamente la competizione.

In conclusione

Il film è sicuramente una visione piacevole che ci fa sorridere, ma che non riesce a portarci qualcosa di veramente nuovo. Pur avendo dei pretesti lodevoli, la pellicola rimane nel territorio del tentativo più che dell’innovazione. Il film manca l’occasione di essere una ventata di aria fresca nel campo dei film natalizi.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★
Emozioni
★★
🏆 Voto Totale
2.5
★★⯨