Tratto dal libro di Marcelo Rubens Paiva, Io sono ancora qui racconta della lotta contro la dittatura brasiliana. Il film conquista ben 3 nomination agli Oscar.
Io sono ancora qui, in sala dal 30 gennaio, è il nuovo film di Walter Salles (I diari della motociletta, 2004 e On The Road, 2012). Presentato in anteprima all’81esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, la pellicola si è aggiudicata il premio per la miglior sceneggiatura.
Inoltre, il film è fra i candidati agli Oscar 2025 come Miglior film straniero, Miglior film e Miglior attrice protagonista.
Io sono ancora qui, la trama
Tratto dalla storia vera dell’avvocatessa brasiliana Maria Lucrécia Eunice Facciolla Paiva (7 novembre 1929-13 dicembre 2018), il racconto parte dalla scomparsa del marito, l‘ex deputato federale Rubens Paiva. A causa della dittatura militare allora in vigore, fu negata qualsiasi risposta su dove si trovasse alla moglie, Eunice.
La donna, nell’espressa necessità di garantire il corretto mantenimento di se stessa e dei suoi figli, rientrò e si è laureò presso la Facoltà di Giurisprudenza della Mackensie Presbyterian University, dove ha sostenuto i diritti umani delle vittime della repressione politica e delle loro famiglie, nonché i diritti degli indigeni.
“Quando ho letto il memoir Sono ancora qui di Mrcelo Rubens Paiva, sono rimasto profondamente commosso”, ha raccontato il regista. “Per la prima volta, la storia dei desparecidos, delle persone strappate dalle loro vite per mano della dittatura brasiliana, era raccontata dalla prospettiva di coloro che restano privati di una persona cara”.
“Nell’esperienza di una donna – Eunice Paiva, madre di cinque figli – c’era al tempo stesso la testimonianza di come sopravvivere a una perdita e l’immagine speculare di una ferita inflitta a un’intera nazione.”
“Era anche una storia personale: conoscevo quella famiglia ed ero amico dei figli Paiva. La loro casa resta indelebilmente impressa nella mia memoria. Nei sette anni che abbiamo impiegato per realizzare Io sono ancora qui, la vita in Brasile ha compiuto una virata avvicinandosi pericolosamente a quel passato. E questo fatto ha reso più che mai urgente il racconto di quella storia.”