I fan di Mindhunter non hanno mai smesso di sperare: ora nuove parole di Holt McCallany riaccendono le voci su un possibile ritorno della serie.
A più di cinque anni dalla seconda stagione, Mindhunter potrebbe finalmente tornare. A rivelarlo è Holt McCallany, che nella serie interpreta l’agente dell’FBI Bill Tench. In un’intervista rilasciata a ScreenRant, l’attore ha raccontato di aver recentemente incontrato il regista e showrunner David Fincher, che gli avrebbe accennato a un possibile ritorno della serie sotto forma di trilogia cinematografica.
Tre film da due ore, prodotti per Netflix, che potrebbero dare un finale soddisfacente alla serie, interrotta troppo presto. McCallany però frena gli entusiasmi: “Penso che sia solo una possibilità. David deve essere soddisfatto delle sceneggiature, e ci vorrebbe un allineamento perfetto di sole, luna e stelle”.
Mindhunter, un capolavoro interrotto
Tratta dal libro Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano di John E. Douglas e Mark Olshaker, la serie ha esplorato le origini della profilazione criminale alla fine degli anni ’70. Le due stagioni, andate in onda su Netflix tra il 2017 e il 2019, sono ancora oggi considerate tra le migliori mai prodotte dalla piattaforma.
Il merito è anche del rigore stilistico di Fincher, capace di trasformare ogni interrogatorio in un thriller psicologico. Ma ciò che ha realmente lasciato il segno è la straordinaria cura nel casting: attori come Cameron Britton (nei panni di Ed Kemper), Damon Herriman (Charles Manson) e Oliver Cooper (David Berkowitz) hanno restituito interpretazioni ipnotiche, rese ancor più inquietanti dalla somiglianza impressionante con i veri criminali.
La speranza dei fan
Accanto a McCallany, il protagonista Jonathan Groff ha dato vita all’agente Holden Ford, ispirato proprio a John E. Douglas. La serie ha conquistato un pubblico esigente, attirato da un ritmo misurato e da una messa in scena che ha saputo evitare ogni sensazionalismo.
La decisione di Fincher di non proseguire dopo la seconda stagione, a causa del budget troppo elevato rispetto agli ascolti e agli impegni paralleli del regista, aveva lasciato l’amaro in bocca a molti fan. “Mi sono sentito molto fortunato e privilegiato ad aver potuto partecipare a quella serie. Mi piacerebbe molto se tornasse”, ha aggiunto McCallany. “Lui mi ha dato un po’ di speranza quando l’ho incontrato”.
Ora si è riaccesa la speranza per un ritorno che potrebbe finalmente dare una conclusione degna a una serie già indimenticabile.
