La maschera di ferro

La maschera di ferro, la recensione

La maschera di ferro: il film con protagonista Leonardo di Caprio continua ad essere apprezzato anche in replica, gli ascolti record ne sono la prova.

Nel mondo del cinema, vi sono film e film. I primi, ben fatti, strutturati, piacevoli alla vista e intriganti al punto giusto. Sono quelli che rilassano, coinvolgono, incuriosiscono, fanno sorridere o piangere, a seconda del genere. Creano quella connessione emotiva temporanea che permette allo spettatore di connettersi con i personaggi, analizzarli, criticarli, o compatirli.

La lista è molto lunga, inutile fare nomi che non finirebbero mai. Non basterebbero mille pagine per riassumerli tutti. Registi di livello, cui va il merito di continuare a tenere in piedi questa grande industria chiamata cinema. Questi sono i film che viaggiano tra il 7 e l’8.

Togliendo le pellicole invece deludenti, quelle magari piene di aspettative ma con risultati purtroppo poco soddisfacenti, passiamo direttamente alla seconda categoria. I capolavori. In questo caso non si parla più di semplici film, ma di veri e propri colossi che anche a distanza di anni, restano impressi nella memoria in modo indelebile.

Restano senza mai andar via. Anche se vengono riproposti per la centesima volta, in terza serata, in replica. Uno di questi (parleremo anche di altri nel tempo) è La maschera di ferro.

La maschera di ferro, la trama del film senza tempo

La maschera di ferro è un film del 1998, diretto dal regista Randall Wallace, sceneggiatore, attore, produttore, cantautore e scrittore, nonchè regista americano (non a caso candidato all’oscar per la miglior sceneggiatura originale di Braveheart – Cuore impavido (con Mel Gibson).

Il soggetto è liberamente ispirato al personaggio del visconte di Bragelonne di Alexandre Dumas. Narra la storia del misterioso uomo dalla maschera di ferro intrappolato in una altrettanto celata prigione sconosciuta,  sperduta e dimenticata da tutti. Solo nel corso della storia il personaggio si scoprirà essere il fratello segreto di Luigi XIV (interpretato per l’appunto da un magistrale Leonardo di Caprio, il quale in questa occasione veste i panni di due personaggi gemelli, in un doppio ruolo che non fa altro che confermare il suo talento recitativo inarrivabile).

I tre moschettieri, Portos, Atos e Aramisda tempo ritirati, avranno il compito di tornare in azione per riportare la pace e liberare il regno dalle angherie di un re viziato e crudele. Tutto questo cercando di evitare il contrasto con D’Artagnanproprio al servizio del dispotico sovrano, ma non malvagio come lui. Tra conflitti di ogni tipo, battaglie, rapimenti, tentativi di fuga, scontri all’ultimo sangue e quant’altro, i moschettieri avranno modo di riscoprire il loro valore di un tempo, che credevano ormai perduto, riscoprendo la loro amicizia ancora più forte, ed il loro senso del dovere verso la tanto amata patria.

La maschera di ferro, cast e produzione

il film è costellato dai nomi di grandi star. In cima alla lista, a guidare il gruppo, si trova sicuramente Leonardo di Caprio. Nonostante la fama, impiega venticinque anni e cinque nomination prima di vincere il tanto agognato Oscar (per Revenant – Redivivo), nella serata di premiazione del 28 febbraio del 2016. Il suo primo ruolo cinematografico risale al 1991 con l’esordio nel b-movie Critters 3. Nel 2004 diviene anche produttore, con la sua Appian Way production.

Al fianco di Di Caprio troviamo molte altre celebrità, quali Jeremy Irons (Premio Oscar nel 1991 per il film Von Bulow), John MalkovichGabriel Byrne (Vikings), Gerard DepardieuAnne ParillaudHugh Laurie (alias Doctor House). Il film è stato girato tra aprile e giugno 1997, interamente in Francia

Riconoscimenti e colonna sonora

Numerosi i premi ricevuti dal film, come Razzie Awards, European Film Awards, Bogey Awards, ASCAP award, International film music credits awards (1998). Le musiche sono composte interamente da Nick Glennie-Smith (candidato poi agli Oscar per la miglior colonna sonora originale in un film d’avventura).

Linguaggio e stile

Il film è ancora oggi, nonostante gli anni passati, esempio di qualità e fluidità narrativa. I dialoghi risultano chiari, convincenti, in grado di far esprimere al meglio ogni singolo personaggio. Ottima anche la scelta dei luoghi, che ricrea al meglio l’ambiente della Francia di quegli anni.

Unica pecca, il Razzie Award assegnato a Di Caprio per la peggior interpretazione di due gemelli cinematografici transalpini, considerata minore rispetto ai suoi livelli standard, spesso quasi impeccabili. Lo stile è chiaro, deciso, elegante, mai volgare o eccessivo ( a parte il personaggio di Luigi XIV, spietato e spesso tagliente nelle sue battute, utili per ricreare al meglio il re).

In replica, al cinema, in versione restaurata o in qualsiasi altro modo venga proposto, La maschera di ferro continua a riscuotere grandissimo successo. Possiamo dire ormai pietra miliare del panorama cinematografico mondiale, con il suo marchio ben impresso e destinato a restare nel tempo.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
3.5
★★★⯨