Tony

Tony e le regole per un biopic

Tony è il nuovissimo biopic sul cuoco, filosofo e scrittore Anthony Bourdain, che incastra una storia semplice alla perfezione per un film incredibile.

In un anno ancora fortemente in definizione, la stagione cinematografica del 2026 si è rivelata tanto proficua economicamente quanto analiticamente interessante. I brutti blockbuster da franchise come Spider-Man: Brand New Day incassano, i blockbuster d’autore come Odissea incassano, i film d’animazione come Toy Story 5 incassano, i film indipendenti come Obsession e Backrooms incassano.

Anche i film biografici sono tornati ad incassare, e l’orrendo e buonista Michael ed il suo miliardo al box office ne sono la prova. Ma tra questi progetti, c’è una netta spaccatura interna tra la storia che l’autore vuole raccontare e ciò che il film si aspetta che il pubblico voglia. I biopic finiscono spesso in questa linea di mezzo e si perdono. Matt Johnson ci regala una guida precisa su come riuscire ad evitare il problema con il suo recente ed incredibile Tony.

Tony

Dopo aver realizzato quel capolavoro di BlackBerry nel 2023, Johnson è stato inondato di offerte su biopic e, tra queste, c’era un’offerta per un film su Anthony Bourdain. Solamente dopo che lui e il suo amico storico e produttore Matthew Miller hanno incontrato l’attore Dominic Sessa, hanno deciso di ufficializzare il tutto. Così nasce Tony, diretto da Johnson e scritto da lui e Miller con Todd Bartels e Lou Howe.

Il film segue la storia del diciannovenne del New Jersey Anthony, chiamato da tutti Tony, a cui viene rifiutata una borsa di studio per il romanzo su cui sta lavorando da un anno e che decide di seguire la sua cotta del liceo NancyEmilia Jones – nella cittadina marittima di Provincetown. Tony passerà l’estate lavando piatti e cucinando nel Flagship, con lo chef – Antonio Banderas – e i colleghi SalLeo Woodall – e StavStavros Halkias.

Anthony Bourdain

Anthony “Tony” Michael Bourdain nasce e cresce a New York nel 1956, figlio di un dirigente della Columbia Records ed di una redattrice del New York Times. New York rappresenta tutto per Bourdain, che infatti, al di là dei viaggi durante l’infanzia, rimane nella Grande Mela a lavorare in alcuni dei migliori ristoranti del mondo e a collezionare articoli su articoli.

Dopo aver pubblicato senza successo i suoi due primi libri, nel 2000 esce Kitchen Confidential – base d’ispirazione per la pellicola – che diventa un bestseller e lo porta alla fama internazionale. Nel 2002, il suo show televisivo A Cook’s Tour lo fa viaggiare in tutto il mondo e, assieme al più famoso No Reservations, lo rende un’icona della cucina, un manifesto del socialismo, un filosofo esistenzialista ed un mito, per sempre.

Tony

Confessioni da una cucina

Tony racconta i tre mesi di vita di Bourdain durante l’estate del 1975. Tony racconta la storia di formazione di un ragazzetto narcisista, viziato e dipendente che si perde cercando l’amore e si riprende quando trova la cucina. A Matt Johnson non interessa raccontare Anthony Bourdain come tale, a Matt Johnson interessa raccontare la storia di un ragazzo più o meno qualsiasi e di cosa vuola fare della sua vita.

La provvidenza non c’entra niente. Nonostante tutto, le persone sono definite da ciò che fanno, non da ciò che dicono. Lo scrittore Tony ci prende in giro, facendocelo notare. Ci dice un sacco di cazzate, ma lo fa con classe e spocchia, ma quando nessuno crede più in lui, l’unico rimasto per farlo è sè stesso. Tra la memoria di un passato che non esiste ed il ricordo sfocato di un qualcosa che fluttua, Tony sguazza in questa amalgama di nulla.

Diario di un viziato idealista

Per una volta nella sua carriera, Johnson decide di non girare questo film come fosse un documentario, ma lo fa riproponendo velatamente lo stesso solito stile e, proprio come Tony, riesce a fregarci di nuovo con la realtà più cruda. Ogni angolo, ogni punto di vista, ogni taglio è una spiata dalla serratura di una porta socchiusa. Il ritmo travolge tutto in un costante flusso che oscilla letterariamente tra Salinger e Kerouac.

Se tutto questo rende il biopic perfetto e schivo dai classici archetipi, la pessima Nancy riporta il più grande errore di una storia vera di cameratismo maschile, ovvero, il personaggio femminile scritto unicamente in funzione del suo protagonista. Al di là di questa grave mancanza, Tony è un film imperfetto, dal montaggio alla colonna sonora finendo per le prove attoriali, ed è questo che lo rende un biopic ideale ed un commiato perfetto al cuoco che non c’è più.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
5
★★★★★