Elio continua a far discutere: Pete Docter svela finalmente il vero motivo dietro la rimozione della storyline LGBTQ+ dal flop animato della Pixar.
A quasi un anno dall’uscita nelle sale di Elio (estate 2025), il film d’animazione fantascientifico targato Pixar continua a essere al centro di accese controversie. Il progetto, che ha registrato uno dei peggiori incassi nella storia dello studio, ha subìto una genesi travagliatissima, culminata con l’abbandono del regista originale Adrian Molina e con la massiccia riscrittura del protagonista. Ora, a fare chiarezza (e a sollevare nuove polemiche) è intervenuto direttamente Pete Docter, Chief Creative Officer dell’azienda californiana.
In una lunga e schietta intervista rilasciata in queste ore al Wall Street Journal, Docter ha confermato le indiscrezioni trapelate lo scorso anno, ammettendo che i vertici dello studio hanno richiesto l’eliminazione dei riferimenti queer originariamente previsti. “Stiamo facendo un film, non stiamo finanziando centinaia di milioni di dollari in sedute di terapia”, ha dichiarato il dirigente, aggiungendo che la Pixar non voleva esporre i piccoli spettatori a tematiche che i genitori avrebbero potuto non aver ancora affrontato a casa.
L’esodo creativo e la visione perduta
La versione originale ideata da Molina (regista dichiaratamente gay, già co-autore di Coco) non era un esplicito racconto di coming out, ma presentava un protagonista di 11 anni fortemente “queer-coded”. Le prime bozze includevano scene in cui Elio sfilava con magliette rosa realizzate con rifiuti della spiaggia e mostrava foto di una cotta maschile nella sua cameretta. A seguito di alcuni test screening negativi in Arizona, i dirigenti chiesero di “mascolinizzare” il personaggio, spingendo Molina e parte del team (tra cui l’attrice America Ferrera) ad abbandonare il progetto in segno di protesta.
Il risultato finale, affidato frettolosamente alla co-regia di Domee Shi e Madeline Sharafian, si è rivelato un compromesso “generico” che ha smarrito l’anima dell’opera.
Un passo indietro per lo studio?
Le taglienti dichiarazioni di Docter segnano un netto e doloroso cambio di rotta per l’azienda californiana, confermando una tendenza alla “cautela preventiva” dettata dalle pressioni del box office e dalle paure dei boicottaggi.