Google, Range e XPrize lanciano un concorso da 3,5 milioni per film sci-fi ottimisti. Non solo marketing, ma un esercizio di visualizzazione collettiva.
Mentre Hollywood continua a guardare l’intelligenza artificiale come si guarda un tostapane posseduto dal demonio, con sospetto e una certa paura di essere sostituiti, qualcuno ha deciso di fare l’esatto opposto: immaginare il futuro senza disperarsi troppo. E ha anche i soldi per farlo perché si chiama Google.
Google e Range Media Partners hanno quindi deciso di allearsi con XPrize, organizzazione no-profit famosa per competizioni legate all’innovazione tecnologica, per lanciare un concorso globale dedicato ai film di fantascienza. In palio ci sono 3,5 milioni di dollari e l’obiettivo è semplice: convincere i filmmaker di tutto il mondo a raccontare una fantascienza ottimista, cioè storie sul futuro in cui l’umanità non finisce immediatamente distrutta da robot, algoritmi o frigoriferi intelligenti.
Il premio: soldi veri e un film da realizzare
Il progetto vincitore si porterà a casa 2,5 milioni di dollari di finanziamento per la produzione, più 100.000 dollari in contanti. Tradotto: abbastanza soldi per trasformare un’idea in un vero film.
Oltre al denaro, il team vincitore riceverà anche il supporto produttivo di Range Media Partners e l’accesso alle tecnologie creative di Google per sviluppare il progetto come lungometraggio.
Secondo Peter Diamandis, fondatore e presidente esecutivo di XPrize, il cinema è pieno di storie che ci avvertono di quanto il futuro possa essere terribile. Ed è vero: tra invasioni aliene, intelligenze artificiali assassine e pianeti distrutti, l’umanità nella fantascienza se la vede quasi sempre brutta. Questa competizione, invece, vuole fare spazio a racconti che mostrino un futuro complesso ma anche pieno di possibilità.
Come ha spiegato anche Anousheh Ansari, CEO di XPrize, l’ottimismo può essere un potente carburante per l’innovazione: quando metti insieme menti creative, idee folli e qualche milione di dollari, qualcosa di interessante di solito succede.
Come partecipare al concorso di Google, Range e XPrize
Per partecipare non serve presentare un film completo, per fortuna. I filmmaker dovranno inviare un trailer di tre minuti oppure un cortometraggio sul sito ufficiale della competizione che racconti una storia ambientata in un futuro possibilmente non distopico.
Tra tutte le proposte verranno selezionati cinque finalisti, che presenteranno il proprio progetto dal vivo durante il Moonshot Gathering di settembre a Los Angeles, davanti a una giuria composta da esperti di cinema, tecnologia e scienza.
Oltre al premio principale, quattro finalisti riceveranno 100.000 dollari ciascuno, mentre altri 500.000 dollari di premi saranno annunciati successivamente.
In sostanza: se avete una buona idea su un futuro in cui l’umanità non si autodistrugge entro due settimane, potrebbe essere il momento giusto per raccontarla. E magari farci pure un film.
Un’operazione di marketing, ma anche un esercizio di visualizzazione.
C’è anche un sottotesto interessante in tutta questa operazione. Se le big tech – tipo Google – ormai hanno una responsabilità evidente verso il mondo creativo e verso il cinema (perché le tecnologie che sviluppano cambiano davvero il modo in cui si fanno e si raccontano le storie), allora forse anche l’industria cinematografica – tipo Hollywood – ha una piccola responsabilità.
Ad esempio evitare di raccontare solo futuri in cui l’intelligenza artificiale decide di sterminarci dopo tre minuti di accensione. Anche perché, piccolo dettaglio: l’AI impara dai dati che trova online, dai testi e dalle storie che l’umanità produce e che finiscono su internet. In pratica stiamo addestrando le macchine, leggendo loro miliardi di storie horror su guerre economiche, devastazione ambientale e crudeltà verso i nostri simili.
Quindi sì, forse infilare ogni tanto una visione del futuro un filo più ottimista non è solo marketing: è anche una forma di igiene mentale collettiva. E magari, già che ci siamo, evitiamo di insegnare alle macchine che la prima cosa da fare quando diventano senzienti è eliminare i loro creatori. Non si sa mai.