Lena Dunham, riflessioni dettagliate su ‘Girls’

Lena Dunham, riflessioni dettagliate su ‘Girls’

Lena Dunham: la creatrice del progetto Girls torna a parlare e dire la sua, con riflessioni su quanto fatto e sui fraintendimenti su un personaggio specifico.

Lena Dunham ha parlato apertamente della serie Girls, tornando ad analizzare alcuni punti nel dettaglio, come il fraintendimento di un particolare personaggio del cast.

Lena Dunham, le sue riflessioni

Parla della realizzazione del film sopra citato e di come gli spettatori abbiano totalmente frainteso il personaggio interpretato da Adam Driver, considerandolo un eroe romantico.

“Non era quello che volevo ottenere”; dice.

Spiegazioni e dettagli

Nonostante sia ormai passato quasi un decennio dalla fine di Girls (dopo ben sei stagioni su HBO), la Dunham riflette in modo più intimo su sviluppo ed eredità portata dalla serie.

Durante una bella intervista con David Marchese del New York Times, ha menzionato anche il suo prossimo romanzo, Famesick, in cui affronta il delicato tema della malattia cronica, la violenza sessuale ed il suo non sempre idilliaco rapporto con il mondo delle celebrità.

Finendo poi a parlare anche di Girls.

“Un altro aspetto interessante erano quelle dinamiche, che nella vita reale a volte erano spaventose, solitarie, venivano ricreate in televisione e la gente le trovava divertenti, spassose e a volte persino sexy!

Non avevo scritto il personaggio di Adam Driver per farlo diventare un eroe romantico, eppure alla fine tutti dicevano: Voglio un fidanzato così. Voglio un fidanzato che mi lanci assi di legno e mi dia delle sculacciate, e non era questo il mio intento, ma è stata sicuramente una lezione: ciò che desideriamo non può essere separato da ciò che abbiamo vissuto e da ciò che temiamo.”

Nella commedia drammatica si parla delle vicende di un gruppo di amici ventenni privilegiati e spesso molto egocentrici a New York. Driver ha vestito i panni del primo amore, fatto di alti e bassi, della protagonista Hannah Horvath (Dunham).

“Quello è stato il primo lavoro per tutti noi. Quindi non presumerei di sapere come si comporta chiunque altro, non direi che Girls possa essere un modello di comportamento per chiunque altro. Era più o meno così: Sette sconosciuti mandati a vivere in una casa a Seattle. Cosa succederà?

Una cosa miracolosa è che nessuno si è messo insieme sentimentalmente e nessuno si è preso a pugni. In un certo senso, abbiamo fatto del nostro meglio, e spero di riuscire a trasmetterlo nel libro, Adam è sempre stato un artista meticoloso, e per me il percorso che deve seguire per arrivare al risultato è secondario al risultato finale.

Adoro guardarlo; ho imparato più da lui che da chiunque altro abbia mai avuto di fronte davanti alla telecamera.”

La serie a livello di spettatori non riscosse un grandissimo successo, ma fece parlare di sè al suo debutto nel lontano 2012.

Racconta la vita quotidiana, e arrivò a ricevere ben 19 nomination agli Emmy, vincendone due.