Il cult The Blair Witch Project si prepara a rinascere: Lionsgate e Blumhouse rilanciano l’incubo tra mistero, nostalgia e nuove paure.
The Blair Witch Project si prepara infatti a infestare di nuovo il grande schermo con un reboot in arrivo. I primi dettagli condivisi da Lionsgate e Blumhouse Productions promettono un ritorno alle origini ma con nuove inquietudini.
Il progetto, in sviluppo da anni, farà capolino sul mercato del Festival di Cannes nelle prossime settimane, segno che qualcosa di concreto, e probabilmente disturbante, si sta finalmente muovendo tra gli alberi.
The Blair Witch Project, chi c’è dietro il nuovo incubo?
A guidare il reboot sarà il creator di YouTube specializzato in horror Dylan Clark. L’inizio delle riprese è previsto per l’autunno e un budget contenuto (circa 10 milioni di dollari), perfettamente in linea con lo spirito “low cost, altissima tensione” che rese iconico l’originale. La trama? Ancora top secret, come ogni leggenda che si rispetti.
La sceneggiatura porta la firma di Chris Devlin, poi rimaneggiata dallo stesso Clark. In produzione troviamo due nomi che, nel genere horror contemporaneo, sono una garanzia: James Wan con la sua Atomic Monster e Jason Blum con Blumhouse, affiancati da Roy Lee. Completano la squadra Adam Hendricks e Greg Gilreath per Divide/Conquer.
E attenzione: il reboot non dimentica le proprie radici. I creatori del film del 1999 – Eduardo Sanchez, Daniel Myrick e Gregg Hale – torneranno nella veste di produttori esecutivi, insieme agli attori Joshua Leonard e Michael C. Williams.
The Blair Witch Project, il film che ha cambiato le regole
Uscito nel 1999, il film The Blair Witch Project raccontava la scomparsa di tre studenti di cinema in una foresta, mentre giravano un documentario su una leggenda locale.
Un’idea semplice, realizzata con uno stile grezzo e iper-realistico, che ha trasformato il film in un fenomeno globale: 248 milioni di dollari incassati e un genere, il found footage, lanciato definitivamente nell’immaginario collettivo.
Un piccolo film diventato un enorme bluff cinematografico, capace di far credere al pubblico che fosse tutto vero. E forse è proprio questo il segreto che il reboot dovrà ritrovare: farci dubitare, ancora una volta, di ciò che vediamo.
E il futuro di Dylan Clark?
Nel frattempo, Dylan Clark si sta ritagliando uno spazio interessante nell’horror contemporaneo: collaborerà con la Universal Pictures per adattare il suo corto Portrait of God, con il coinvolgimento di Sam Raimi e Jordan Peele. Anche Story Time diventerà un lungometraggio, prodotto da Zak Olkewicz e LD Entertainment.
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