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Jodie Comer commenta il finale di La Morte di Robin Hood

Jodie Comer ha elogiato il film di Michael Sarnoski: “In un’epoca in cui riproponiamo sempre lo stesso materiale, è fondamentale dare spazio a idee nuove”. 

Jodie Comer è tra i volti principali della rilettura di Robin Hood firmata da Michael Sarnoski, regista affermatosi grazie a Pig, il suo apprezzato debutto con protagonista Nicolas Cage. Il nuovo progetto è in parte basato su una ballata del XVII secolo in cui la cugina dell’eroico fuorilegge, una priora malvagia, dissangua a morte il vecchio e malato Robin Hood con il pretesto di un’antica pratica medica nota come salasso. Comer ha accettato subito di interpretare la guaritrice per lo sceneggiatore e regista e di condividere scene intime con il Robin Hood di Hugh Jackman, soprattutto perché aveva già lavorato brevemente con la star di Wolverine.

Nel film, i personaggi di Jodie Comer e Hugh Jackman ribaltano la tradizione della ballata. Suor Brigida, benevola e senza alcun legame con Robin Hood, soccorre un uomo ferito che si presenta come Randolph e lo cura nel suo priorato. Solo nel terzo atto scopre che si tratta in realtà di Robin Hood, l’uomo che anni prima aveva sterminato la sua famiglia. Lontano dall’eroe romantico della leggenda, qui Robin emerge come una figura segnata dalla violenza e responsabile di profonde sofferenze. 

Le dichiarazioni di Jodie Comer

SPOILER. Consapevole di quanto il tema dell’eutanasia volontaria sia ancora divisivo, l’attrice si interroga su come il pubblico reagirà alla scelta di Brigida di aiutare Robin a porre fine alla propria vita. “Non so se per alcune persone ci sarà ambiguità riguardo al suo aiuto nella sua morte. Non so se la gente intuirà quali siano le sue motivazioni o se il suo gesto verrà percepito come puro», afferma Comer. «C’è un’enorme contraddizione che lei deve affrontare, ma sono sempre rimasta molto colpita dalla grazia che riesce a trovare in quel momento. Ha questa capacità di non rispondere al dolore con il dolore o alla violenza con la violenza”. 

Curiosamente, La Morte di Robin Hood richiama altri due recenti film di Jodie Comer, The End We Start From e 28 Years Later: In tutti e tre interpreta donne che vivono in comunità insulari relativamente pacifiche e dedite alla cura degli altri. Una somiglianza che, come ha ammesso l’attrice, non aveva mai notato prima. “Forse dovrei diventare madre. Non lo so. Forse sto vivendo qualcosa nella mia recitazione che dovrei approfondire nella mia vita” racconta Comer. “Tutti i miei film hanno temi che mi attraggono sempre molto, ma trovo affascinante quando le persone colgono fili conduttori di cui io non sono necessariamente consapevole”.