L’argomento principale delle ultime settimane è il film evento L’Odissea. Le critiche e gli elogi sono arrivate da tutte le parti del mondo, ora a dire la sua è proprio l’autore di quest’epopea cinematografica: Christopher Nolan.
Christopher Nolan, non ha bisogno di presentazioni, è da anni uno dei registi più celebrati del panorama contemporaneo, autore di film che hanno ridefinito il blockbuster d’autore, da Memento a The Dark Knight, passando per Inception, Interstellar e il premio Oscar Oppenheimer. Eppure, il regista britannico ha riconosciuto quella che considera uno dei principali errori della critica: concentrarsi su quello che il film non è piuttosto che su quello che racconta.
Le critiche intorno all’ Odissea
In una riflessione nata anche alla luce del dibattito suscitato da L’Odissea, molti spettatori e recensori, infatti, gli riconoscono una straordinaria capacità nel costruire meccanismi narrativi complessi e sequenze spettacolari, ma gli rimproverano una certa distanza emotiva rispetto ai personaggi. Questo, secondo Nolan, nasce da aspettative create ancora prima della visione, e questo senza dubbio è successo con la sua ultima pellicola. L’Odissea ha generato enormi aspettative fin dal suo annuncio. In particolare negli ultimi tempi si sono aperte discussioni sui casting, sulle scelte estetiche e sulla possibilità di trasformare un testo fondamentale della letteratura occidentale in uno spettacolo audiovisivo.
Inoltre, secondo Nolan, il suo modo di raccontare le storie è sempre stato guidato dalla struttura, dall’idea e dalla costruzione del racconto. Solo successivamente emerge la componente emotiva, che per lui rappresenta il punto di arrivo dell’esperienza cinematografica e non necessariamente il suo motore iniziale. Un approccio che ha caratterizzato praticamente tutta la sua filmografia e che, inevitabilmente, divide il pubblico.
Il tema è tornato di stretta attualità con L’Odissea, il kolossal tratto dal poema di Omero che ha conquistato il botteghino mondiale ma ha anche generato un acceso confronto tra critici, studiosi e appassionati. Se da una parte il film è stato elogiato per la sua ambizione tecnica, la spettacolarità delle immagini e l’utilizzo estensivo delle cineprese IMAX, dall’altra non sono mancate osservazioni sulla presunta freddezza emotiva dell’opera e sulla caratterizzazione dei personaggi. La componente meno forte della pellicola di Nolan è probabilmente la sceneggiatura, come spesso accade nei suoi film. Ha deciso di sacrificare un arco narrativo dei personaggi solido per privilegiare la spettacolarità dell’immagine.
Le discussioni si sono intensificate dopo le dure parole della classicista e traduttrice di Omero Emily Wilson, che ha accusato il film di sacrificare la profondità psicologica, etica ed emotiva del poema originale in favore di un grande spettacolo visivo. Pur riconoscendo il merito di aver riacceso l’interesse del pubblico verso l’opera di Omero, Wilson ha sostenuto che il cuore del racconto sia stato in parte smarrito nell’adattamento cinematografico.
Cosa ne pensa Nolan?
Il regista ha spiegato che nel corso della sua carriera ha imparato a non lasciarsi condizionare dalle discussioni nate prima dell’uscita dei suoi film, infatti alle critiche a priori gli da poco peso. La riflessione da fare è sicuramente più ampia, tutti i film di Nolan sono degli eventi e vengono programmati per essere tali. La distribuzione del film inizia anche un anno prima che questo esca in sala, con grandi eventi e grandi aspettative. L’utilizzo dei social e della spettacolarizzazione dell’immagine gioca molto a favore di Nolan in realtà, sia chi avrà criticato il film a priori e sia chi andrà a vederlo per piacere, si ritroveranno nella stessa sala, facendo fare i miliardi al botteghino.
I film di Nolan si sviluppano in sala ma creano una storia parallela al di fuori e questo favorisce la costruzione di un giudizio basato su questa storia parallela. Nolan in questa discussione si pone al centro, il suo punto di vista è su come si parla di cinema oggi. Rifiuta il commento a priori e dichiara che un film vada giudicato a partire dall’opera stessa, non dalle aspettative costruite attorno a essa.
Per quanto la critica odi o apprezzi Nolan, un merito bisogna sicuramente riconoscerglielo, è capace di portare in sala milioni di persone, e in questo momento è fondamentale.