EO, la recensione su Almanacco Cinema

EO, un asino in soggettiva: la recensione

Uscito nel 2022, EO racconta la storia avventurosa e ineluttabile di un ciuchino che si ritrova disoccupato dopo la chiusura del circo in cui lavorava.

Su RaiPlay è disponibile EO, una co-produzione polacco-italiana e rende per la prima volta protagonista di una storia cinematografica un asino. Che affronta una vera e propria Odissea che lo condurrà dalla Polonia, nella quale si esibisce come animale da circo, all’Italia, fino all’epilogo del film.

EO, la trama

Dopo la chiusura del circo in cui lavorava e la confisca degli animali che vi si esibivano, l’asinello EO si trova ad affrontare molte peripezie, venendo separato dalla sua umana di riferimento, la circense Kassandra. Triste per la sua perdita, si barcamena tra nuovi lavori e proprietari e qualche sprazzo di libertà. Finché non finirà su un camion diretto in Italia.

Una regia fusionale con il protagonista

In EO è da subito chiaro il punto di vista che assume la regia, che si fonde, letteralmente, con l’asino protagonista. Vede con i suoi occhi e alla sua altezza, ha percezioni più acute a livello sensoriale, ed è spesso vibrante, in accordo con il trotto dell’animale in diverse scene: la telecamera, spesso a spalla, si fonde con EO.

L’unica nota stridente con questa deliberata scelta di regia sono le tonalità rossastre di alcune sequenze, tra cui quelle circensi e quelle più oniriche che appaiono di tanto in tanto nel corso del film: gli asini, infatti, non percepiscono il rosso.

Il risultato finale, comunque, è bellissimo fotograficamente parlando ma non ha paura di sporcarsi un po’.

EO, un protagonista che ruba la scena

Per comico che possa sembrare, la migliore interpretazione di questo film appartiene proprio ai 6 diversi asini che hanno impersonato il protagonista EO: dotati di una presenza scenica potentissima, che non ha bisogno di parole per catturare l’attenzione e il cuore dello spettatore.

Gli attori umani in scena non possono che essere comprimari di questo umile quanto intenso animale. D’altra parte, ogni essere umano che incontriamo nel film mette in mostra i suoi lati più esecrabili (ad eccezione della luminosa e tenera Kassandra): il circense che picchia EO, gli agricoltori che lo sfruttano, i tifosi superstiziosi. Per non parlare di chi intende trasformarlo in salame o usarlo per alleviare la propria noia esistenziale (Lorenzo Zurzolo).

EO resta protagonista anche quando fa capolino, in una parte breve ma intensa, la grande Isabelle Huppert.

Una dichiarazione d’amore agli animali che non ha morali da impartire

Il pregio più grande di EO, oltre al suo inedito punto di vista, è il fatto che pur essendo dichiaratamente un film “animalista” – com’è dichiarato prima dei titoli di coda – non vuole impartire morali o lezioni: mostra la vita di un ciuchino per quello che è. Quella di un qualsiasi animale da soma o da carne che prima o poi potrebbe smettere di essere utile per i lavori di fatica.

Gli animali che sono condannati a vivere con gli umani, nelle comunità umane, sono animali sottratti alla loro natura. Violati, considerati solo a scopo utilitaristico: se non utilizzati per dare spettacolo, servono a trasportare carichi pesanti. Se non sono buoni nemmeno a quello, ci puoi sempre fare il salame. Lo sfruttamento cieco e indifferente dei loro corpi è reso palese in questo film, pur non essendo esplicitamente denunciato. I continui sballonzolamenti di EO e di altri animali – cavalli, mucche, maiali – come merci e non come esseri viventi senzienti sono resi molto bene a livello di regia.

Il protagonista, la troupe e gli spettatori sono tutti testimoni di questa barbarie: esseri viventi resi oggetti e assoggettati ad altri esseri viventi.

EO, in breve

EO è un film che non ha bisogno di tante parole per catturare lo spettatore: gli basta affidarsi agli occhi intensi che tutto vedono dell’asino protagonista della storia. La regia entra in EO, diventa EO: rende partecipe chi guarda di ogni dolore, di ogni respiro, di ogni pericolo. Mai a questo livello una cinepresa si è incarnata in un animale cinematografico.

Il risultato è che non puoi fare a meno di amare EO e, allo stesso tempo, di tracciare, in qualità di testimone impotente, la strada che lo condurrà verso la sua sorte.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★