Amy Pascal svela il segreto del successo di Spider-Man: Brand New Day, racconta la collaborazione con Marvel e anticipa novità sul futuro di James Bond.
Con un debutto da 360 milioni di dollari negli Stati Uniti, Spider-Man: Brand New Day ha scritto una nuova pagina nella storia del botteghino. Il film ha superato persino Avengers: Endgame, firmando la migliore apertura di sempre sul mercato nordamericano.
Per Amy Pascal, produttrice della saga e figura chiave dell’universo cinematografico dell’Uomo Ragno fin dal primo film diretto da Sam Raimi nel 2002, il risultato nasce da una scelta precisa: mettere Peter Parker al centro della storia, prima ancora del supereroe.
In un’intervista concessa a Deadline, Pascal ha raccontato come è nato il nuovo capitolo, spiegando perché la produzione ha deciso di abbandonare la spettacolarità di Spider-Man: No Way Home per concentrarsi sulle emozioni del protagonista.
Amy Pascal: “Non potevamo superare tre Spider-Man”
Dopo il clamoroso successo di No Way Home, che aveva riunito tre diverse incarnazioni dell’Uomo Ragno, la sfida sembrava quasi impossibile.
Sapevamo che non potevamo fare qualcosa di ancora più grande di tre Spider-Man, quindi dovevamo andare più a fondo nel personaggio di Peter Parker. La verità è che ogni volta che io, il mio partner Kevin Feige della Marvel e la mia partner di produzione Rachel O’Connor ci sediamo per decidere quale sarà il prossimo film, partiamo sempre dalla storia di Peter Parker. Concentrarsi più su Peter che su Spider-Man è ciò che rende un film davvero riuscito.
Secondo Pascal, il cuore della saga è sempre stato il ragazzo dietro la maschera: il principio che ha guidato ogni decisione creativa.
Spider-Man, perché Jean Grey è entrata nella storia
Uno degli elementi più sorprendenti di Spider-Man: Brand New Day è il coinvolgimento di Jean Grey. Amy Pascal chiarisce che la scelta non nasce dal desiderio di collegare Spider-Man agli X-Men.
Nei fumetti gli X-Men e gli altri personaggi sono sempre stati collegati tra loro. Non abbiamo scelto Jean Grey perché fa parte degli X-Men. L’abbiamo scelta perché il regista Destin Daniel Cretton ci disse: “Se vogliamo fare un film su quanto oggi le persone si sentano isolate, più che mai a causa della tecnologia e di tutto il resto, non solo i giovani ma tutti, anche se i giovani ne soffrono particolarmente, allora dobbiamo raccontare che tendere una mano e creare un legame con qualcuno è la cosa più importante che si possa fare. Solo così capisco come realizzare questo film”.
Fu lui a dire anche: “Credo sarebbe fantastico se il cattivo fosse un adolescente”, invece dei mostri che abbiamo raccontato in passato. Anche perché le migliori storie di Peter Parker sono quelle in cui i suoi nemici condividono lo stesso problema: l’anonimato e il senso di isolamento. Ci è sembrata la storia giusta da raccontare oggi, perché tutti possiamo identificarci.
“Peter Parker è solo un bravo ragazzo”
Per la produttrice, il successo di Spider-Man dipende dalla sua straordinaria normalità.
La chiave è concentrarsi sempre sulla storia di Peter Parker, non sulla fine del mondo o su eventi con cui nessuno riesce davvero a identificarsi. Peter è semplicemente un ragazzo senza soldi, senza una fidanzata e senza particolari qualità sociali. È proprio questo che lo rende un eroe e una figura quasi mitologica: è soltanto una brava persona.
Il contributo di Destin Daniel Cretton
Amy Pascal riserva parole di grande stima anche per il regista Destin Daniel Cretton, scelto senza esitazioni dopo il lavoro svolto con Shang-Chi.
Straordinario davvero. Tutto quello che fa nasce dall’autenticità e dall’emozione. Quando lo abbiamo incontrato per la prima volta è stato subito evidente che fosse il regista giusto. Il modo migliore per realizzare un grande film è affidarsi a un grande regista. È semplicemente così.
Pascal rivela anche quale sia stata la proposta che l’ha convinta definitivamente.
Volevamo raccontare uno Spider-Man più concreto, più vicino alla realtà, e lui arrivò dicendo: “Voglio rispettare le leggi della fisica in questo film”.
Esiste davvero la “stanchezza da supereroi”?
Negli ultimi anni si è parlato spesso di una presunta crisi del genere. Amy Pascal non condivide questa lettura.
No, non credo sia reale. Se realizzi un buon film con personaggi in cui il pubblico può riconoscersi, le persone vorranno vederlo. La gente va al cinema per emozionarsi e per seguire personaggi a cui tiene. Spider-Man è tra i più amati in assoluto. E, a dire il vero, io non considero questi film semplicemente film di supereroi.
Tom Holland offre una prova meravigliosa in questo film. Abbiamo avuto un cast straordinario. La cosa più bella fatta da Destin è stata costruire tutte le sottotrame, da quella del personaggio di Sadie Sink a quella di Punisher fino a Bruce Banner, attorno allo stesso tema: tutti vivono una condizione di isolamento e convivono con qualcosa dentro di loro che non riescono a controllare. I film migliori sono quelli in cui ogni personaggio contribuisce a raccontare la stessa storia, in questo caso quella di Peter.
Tom Holland e il futuro della saga di Spider-Man
Sul possibile ritorno di Tom Holland nei prossimi film dedicati a Spider-Man, Pascal non conferma nulla. Ribadisce il metodo seguito dalla produzione fin dall’inizio.
La cosa divertente è che fin dall’inizio non abbiamo mai pianificato il film successivo. Ricordo che dopo l’uscita del primo Spider-Man, Sam Raimi mi disse: “Non ho più nulla da raccontare”. Io gli risposi: “Non ti credo”. Credo che il bello di questi film sia proprio il fatto che debbano funzionare da soli. Questo li rende unici e penso che questa formula abbia dimostrato di essere quella giusta.
Amy Pascal aggiorna anche su James Bond
Nel finale dell’intervista, la produttrice parla anche del futuro di James Bond, confermando che la scelta del nuovo interprete richiederà ancora tempo.
Direi che la fine dell’anno è un’ipotesi concreta. Stiamo procedendo con estrema attenzione. Ho lavorato con Barbara Broccoli quando ero allo studio e so bene che raccogliere l’eredità di Daniel Craig non è semplice. Il prossimo Bond dovrà essere qualcosa di davvero diverso, capace di emozionare, sorprendere e offrire una nuova direzione al personaggio.