Brad Pitt è un’anima tormentata in Heart of the Beast

Brad Pitt è un’anima tormentata in Heart of the Beast

Brad Pitt racconta Heart of the Beast, il nuovo film di David Ayer tra sopravvivenza, natura selvaggia e il legame con il cane Odin.

Brad Pitt torna protagonista con Heart of the Beast, il nuovo film diretto da David Ayer che lo vede nei panni di un ex ufficiale delle Forze Speciali costretto ad affrontare la natura selvaggia dell’Alaska insieme al suo cane da combattimento ormai in pensione.

Il film, scritto da Cameron Alexander, è un dramma di sopravvivenza che mette al centro non soltanto la lotta contro un ambiente ostile, ma anche il profondo legame tra un uomo segnato dal passato e il suo fedele compagno a quattro zampe.

Brad Pitt interpreta un’ex militare tormentato dal passato

In Heart of the Beast, Brad Pitt interpreta James Belmont, un ex ufficiale delle Forze Speciali che decide di partire per un viaggio nella natura selvaggia dell’Alaska insieme a Odin, il suo cane da combattimento ormai ritirato.

Quello che dovrebbe essere un tranquillo viaggio in campeggio si trasforma però in una lotta per la sopravvivenza quando il loro piccolo aereo monomotore precipita nelle acque gelide.

Per James, il viaggio rappresenta anche un modo per rendere omaggio ai compagni d’armi e agli amici che non sono sopravvissuti alle loro missioni militari. Il peso di quelle esperienze emerge attraverso alcuni flashback che raccontano il suo passato traumatico.

“Vedo James come un’anima tormentata”, racconta Brad Pitt a Entertainment Weekly. “È determinato a calmare la propria mente e ad aprire il proprio cuore. La natura è per lui una sorta di balsamo, mentre Odin è il suo amore più grande e l’amico più importante che gli è rimasto sulla Terra”.

Un film difficile da girare per Brad Pitt e David Ayer

Per David Ayer, Heart of the Beast ha rappresentato una sfida molto più complessa di quanto potesse sembrare inizialmente.

“Non avevo idea di cosa sarebbe stato quando ho iniziato”, ammette il regista. “È un uomo, c’è un cane, ci sono i boschi, una montagna, un aereo. Quanto può essere difficile? Oh, ragazzi. Era una specie di battuta ricorrente sul set. Io e Brad ci guardavamo alla fine della giornata e dicevamo: C’è un cane, quanto può essere difficile?“.

Le riprese si sono rivelate estremamente impegnative dal punto di vista fisico ed emotivo.

“È stato incredibilmente impegnativo. Era fisicamente estenuante: bagnati, stanchi, infreddoliti. Ed era anche emotivamente impegnativo. Brad mette tutto sul tavolo, mentre io sono dietro la macchina da presa e sono proprio lì con lui. È stato un lavoro duro, ma lo percepisci in ogni fotogramma”.

Il cane Odin

Odin fa qui il suo debutto cinematografico. Il suo vero nome è Uber e, per il 95% del film, è stato l’unico coprotagonista di Brad Pitt.

“Abbiamo messo Odin al primo posto nel foglio delle convocazioni”, rivela Ayer. “Brad si considerava davvero un attore di supporto rispetto al cane, ma allo stesso tempo era anche il suo addestratore. Doveva gestire il cane, rimanere nel personaggio, creare quella presenza, fare il suo straordinario lavoro di attore, mentre il cane magari era lì accanto che cercava di mordere un’ape che gli volava davanti. La sua capacità di gestire tutto questo è stata davvero incredibile”.

Pitt ammette che lavorare con un cane per gran parte del film è stato impegnativo, soprattutto perché Uber non poteva certo conoscere le proprie battute. «I cani non conoscono necessariamente le loro battute: sono semplicemente lì a fare i cani», racconta l’attore. Pitt spiega di aver dovuto avere sempre con sé dei bocconcini per cani, anche durante le scene più emotive.

“Nel bel mezzo di una scena, magari una scena emotivamente intensa, il cane iniziava ad allontanarsi. Dovevo interrompermi e dire: “Uber, vieni qui, amico. Ecco qua”, e poi tornare immediatamente dentro l’emozione della scena. Alla fine sono diventato piuttosto bravo, e di certo non è una cosa da primo anno di scuola”.

David Ayer elogia Brad Pitt

Nel corso della sua carriera, Brad Pitt ha interpretato personaggi molto diversi, dal detective di Seven al comandante delle operazioni segrete di Inglourious Basterds, passando per Fight Club e Once Upon a Time in Hollywood.

Heart of the Beast rappresenta però una sfida particolare, anche perché è l’unico attore umano presente per quasi tutto il film, fatta eccezione per una breve sequenza con J.K. Simmons.

“È davvero coraggioso da parte sua affrontare qualcosa del genere. Sulla carta sembra così semplice: una sceneggiatura meravigliosa e una storia d’amore tra un uomo e il suo cane, che hanno condiviso una vita profonda e intensa”, spiega Ayer. “Brad era disposto ad aprirsi come non lo avevamo mai visto fare prima. E può fare qualsiasi cosa, riuscendo semplicemente a riempire lo schermo. Voglio dire, è una vera star del cinema. Ma credo che volesse confrontarsi con la propria vita, con la sua storia personale e con il suo percorso, portando parte di quelle emozioni nel personaggio”.

Il regista racconta anche di aver visto un lato diverso dell’attore, normalmente conosciuto per il suo carattere scherzoso e spensierato.

“Brad è conosciuto come un tipo divertente, sempre pronto a scherzare e a fare scherzi, incredibilmente spensierato. Poi James arriva sul set e puoi percepire immediatamente la storia, la gravità, l’anima e il grande cuore di questo personaggio”.

Un’esperienza speciale sul set

Per Ayer, le difficoltà affrontate durante la produzione hanno reso l’esperienza speciale per tutta la troupe.

“Ogni film è diverso. Le persone si riuniscono e realizzano qualcosa. Tutti sapevano che stavamo vivendo qualcosa di magico. Tutti sapevano che stavamo realizzando qualcosa di senza tempo e tutti hanno condiviso le difficoltà. Non è un film facile da realizzare per nessuno”.

Il regista ricorda in particolare l’ultimo giorno di riprese, quando Brad Pitt ha parlato alla troupe: “Abbiamo girato l’ultima scena e ricordo che tutta la troupe era riunita e Brad ha parlato alla troupe e ho visto qualcuno commuoversi. È stato pazzesco. È stato bellissimo. Non capita normalmente”.

Heart of the Beast, scritto da Cameron Alexander e diretto da David Ayer, arriverà nei cinema il 25 settembre.