Khartoum Sudan documentario recensione

Khartoum, recensione del documentario sul Sudan

Recensione di Khartoum, documentario del 2025 sulla guerra civile in Sudan, presentato all’università La Sapienza dal Movement for Sudan.

Khartoum è un documentario realizzato tra il 2022 e il 2024 da un collettivo di artisti, di cui fanno parte anche Anas Saeed, Philip Cox e Rawia Alhag. Segue le vicende di cinque persone in fuga dalla guerra civile, scoppiata a seguito del colpo di Stato condotto da Abdel Fattah al-Burhan.

Khartoum, recensione del documentario sulla guerra civile in Sudan

Omar al-Bashir, dittatore che ha governato per 30 anni il Sudan, è stato deposto nel 2019 dall’esercito sudanese. Ne è seguita l’istituzione di un Consiglio militare di transizione e, successivamente, di un governo civile-militare guidato da Abdalla Hamdok. Nel 2021, però, i militari delle Rapid Support Forces hanno arrestato Hamdok. Il Governo del Sudan ha quindi dichiarato lo stato di emergenza, interrompendo il processo di transizione alla democrazia. Il documentario Khartoum mostra le condizioni in cui si è trovata a vivere la società civile a partire dall’aprile 2023, quando è iniziata la guerra civile. Si focalizza sulla vita di un funzionario pubblico, una venditrice di tè, due ragazzi di strada e un attivista politico.

Gli italiani prendono posizione al fianco del popolo sudanese

Khartoum è stato portato in Sapienza da Movement for Sudan, una realtà socialista di recente formazione. Movement for Sudan afferma di essere nato per far luce su quanto sta avvenendo nel Paese africano. Il documentario dedica molto spazio alle conseguenze delle azioni condotte contro la popolazione, inaspritesi dopo la rivoluzione del 2019. La megalopoli di Khartoum è stata ridotta in macerie dalla guerra civile attualmente in corso, dietro cui si possono intravedere gli interessi geopolitici degli Emirati Arabi Uniti. Gli EAU sono accusati di aver stretto un’alleanza con i militari delle RSF, ed essere di conseguenza complici di saccheggi, violenze e massacri contro i sudanesi. Il popolo deve avere giustizia.

Khartoum, troppa confusione nella narrazione delle vicende

Khartoum è un film confusionario, che permette di prendere coscienza su uno dei fenomeni più tragici dell’Africa contemporanea, ma al tempo stesso non instilla vera indignazione nel pubblico. Il tentativo di evidenziare le sofferenze della popolazione civile finisce con il lasciare sullo sfondo la dimensione generale dello scontro, rendendo necessario ricercare altrove informazioni sulla guerra. Questa confusione, chiaramente, rende difficile l’immedesimazione con le vittime.

Khartoum, un buon lavoro registico e interpretativo

Il collettivo chiamato a realizzare il film, pur privo di mezzi sofisticati, è riuscito a fare un buon lavoro registico. La ricorrenza di elementi simbolici e la presenza di filmati d’archivio permettono all’opera di farsi visivamente coinvolgente. La partecipazione di vere vittime della guerra, inoltre, accresce la drammaticità dell’opera. Queste vanno lodate per il modo in cui sono riuscite a portare in scena i loro traumi: probabilmente selezionate anche in base alle loro capacità performative, restituiscono infatti una vivida immagine delle vicende.

 

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
5
★★★★★