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Star Wars, a Trieste la mostra sul franchise

A Trieste Star Wars diventerà uno strumento per riflettere su identità, libertà e immaginario collettivo, grazie a una mostra che verrà inaugurata stasera.

C’è qualcosa di molto interessante nel fatto che Trieste ospiti una mostra dedicata alla all’universo di Star Wars. Non è solo una questione estetica, né la celebrazione nostalgica di una saga cinematografica. E’ l’occasione per riflettere sul rapporto tra potere, identità e libertà.

La mostra Beyond The Stars – The Arts Side

La mostra Beyond The Stars – The Art Side, inaugurata il 4 novembre negli spazi della palestra John Reed Fitness, coinvolge dieci artisti: Stefano Banfi, Felipe Cardeña, Davide Bacter, Fabrizio Ceccarelli, Giulia Maglionico, Domenico Pellegrino, Alessandra Pierelli, Andrea Poggipollini, Bruno Volpez e Tom Porta. Sculture, pitture, disegni, installazioni luminose, costumi, droidi e spade laser compongono un percorso che rilegge un universo narrativo molto amato.

Il significato di Star Wars

Il punto di partenza è dato dal conflitto tra Bene e Male. Una dicotomia apparentemente elementare, ma che Star Wars ha saputo trasformare in una sofisticata riflessione sul potere. L’Impero rappresenta la concentrazione assoluta dell’autorità, la burocratizzazione della galassia, la pretesa di sostituire la pluralità dei popoli con un ordine amministrativo universale. La Ribellione, al contrario, nasce dalla resistenza di comunità diverse, unite non da un’omologazione ideologica, ma dalla necessità di sottrarsi a un dominio totalizzante.

La mostra di Star Wars: perché Trieste?

Sarebbe ingenuo sovrapporre meccanicamente la fantascienza alla politica contemporanea. Eppure, le analogie sono difficili da ignorare. Ogni epoca produce i propri imperi: alcuni si fondano sulla forza militare, altri sull’economia, altri ancora sulla narrazione ideologica. E’ proprio questo che rende interessante l’operazione culturale triestina. Bisogna ricordare che Trieste è una frontiera storica, un crocevia di culture, un luogo nel quale l’identità non è mai stata imposta dall’alto. Trieste è il prodotto di stratificazioni, contaminazioni e appartenenze complesse, è una città che conosce la differenza tra universalismo proclamato e pluralismo vissuto.

L’intervento istituzionale

La cultura non dovrebbe essere un monopolio delle istituzioni centrali, né può essere finalizzata al solo consumo passivo delle masse. Dovrebbe nascere dall’iniziativa autonoma di artisti, associazioni, comunità e cittadini. Il contributo del Crimson Squadron, fan club friulano dedicato a Star Wars, mostra che una comunità può trasformare una passione condivisa in un’esperienza concreta. Massimiliano Fedriga ha celebrato la saga per la sua capacità di attraversare generazioni e linguaggi artistici; affermazione condivisibile, purché non si dimentichi che la vitalità di un immaginario dipende soprattutto dalla libertà di reinterpretarlo.

Star Wars, 50 anni dopo

Il vero contrario dell’Impero non è la Repubblica; è una società nella quale nessun potere può arrogarsi il diritto esclusivo di definire il pensiero, l’identità e il futuro delle persone. La Forza non appartiene ai ministeri, alle burocrazie o ai centri di comando: appartiene a chi conserva la capacità di scegliere. E forse è proprio questa la lezione più interessante che Star Wars può consegnarci, a cinquant’anni dalla sua nascita: non serve conquistare la galassia per essere liberi, talvolta basta impedire ad altri di governarla con pugno di ferro.