Finalmente disponibile in streaming su Prime Video, ecco il ritorno in versione animata del Cavaliere Oscuro, Batman: Caped Crusader.
Sviluppata da Bruce Timm, creatore, e James Tucker, produttore esecutivo, la serie è stata prodotta da Bad Robot Productions, 6th & Idaho Motion Picture Company, Warner Bros. Animation, DC Studios e Amazon MGM Studios. Regia di Christina Sotta, Christopher Berkeley e Matt Peters. Sceneggiatura di Ed Brubaker e Greg Rucka.
Un reboot dell’omonima serie animata Batman: The Animated Series (1992-1995), sempre creata da Bruce Timm ma con delle novità che rendono unica la serie e non quindi un copia e incolla di quella degli anni’90.
Infatti lo stesso Timm aveva più volte dichiarato che non avrebbe proseguito la serie animata che lo rese famoso negli anni’90. Non ne ha voluto sapere per anni finché James Tucker, insieme a J.J. Abrams e il regista Matt Reeves che ha diretto il recente The Batman (2022), ha riportato l’uomo pipistrello sul piccolo schermo.
Se non attraverso referenze più o meno esplicite che si allungano all’intera storia editoriale del personaggio creato da Bob Kane e Bill Finger, Batman: Caped Crusader non è legato a Batman: The Animated Series.
Batman: Caped Crusader. La trama
La serie reimmagina il mito di Batman con un focus sugli aspetti noir del detective.
Ambientata in una Gotham City degli anni quaranta grigia e minacciosa, la serie presenta un giovane Bruce Wayne nei primi mesi di attività di vigilante della notte. Viene evidenziata la sua lotta contro la corruzione sempre più dilagante e la criminalità sempre più forte e preponderante. Le forze di polizia sono poche e corrotte dando campo libero a battaglie tra bande mafiose.
La serie viaggia su toni cupi e maliconici, dove Batman fa fronte alle nuove interpretazioni dei villain classici, come Catwoman, Clayface o lo stesso Pinguino; viene dato tanto risalto agli alleati dell’uomo pipistrello, per esempio James Gordon e sua figlia Barbara, mettendolo molto spesso in secondo piano. I villain e gli alleati assumono ruoli maggiormente prominenti. La serie è caratterizzata da una narrazione serializzata, concentrandosi su casi investigativi episodici che si uniscono in una narrazione più ampia nel corso della stagione.
Lo show offre una visione più realistica e meno vistosa dei suoi personaggi. Lo spettatore non deve distrarsi ma seguire con attenzione (proprio come un detective), gli eventi in successione. Nulla è lasciato al caso.
Dal passato si può scappare… oppure imparare qualcosa
Una serie che ha le sue radici nel XX secolo, con ovviamente doverosi adattamenti per renderla contemporanea.
Tante sono le referenze, in termini di scelta e percorso, al film The Batman uscito nel 2022 con regista Matt Reeves, il quale, insieme a J.J. Abrams e lo sceneggiatore Ed Brubaker, è uno dei produttori esecutivi della serie animata.
Come da copione, abbiamo un Batman fortemente traumatizzato dalla perdita dei suoi genitori: un trauma dal quale sembra non volerne uscire o che affronta a modo suo, da solo, cercando riscatto nella lotta al crimine. Di giorno è Bruce Wayne, eccentrico miliardario, filantropo e uomo socievole; di notte vigilante mascherato con l’interrogativo che affligge cittadini e polizia. Batman è simbolo di speranza o una minaccia?
Egli possiede un carattere rigido, impostato e distaccato così come i rapporti che instaura con gli altri personaggi.
Su tutti il rapporto con il suo maggiordomo Alfred Pennyworth: per tutta la serie viene tenuto a distanza da Bruce/ Batman, sembra essere più uno strumento per la lotta al crimine, non più importante della radio usata come mezzo d’informazione e spionaggio o della mappa della città piuttosto che la Batmobile.
Lo chiama per cognome fino all’ultimo episodio, dove ci viene mostrato l’inizio di quello che sarà poi il rapporto che tutti noi conosciamo. Un lato diverso del supereroe in questa serie: oscuro, certo, ma anche emotivamente incasinato, distante, al limite dell’inumano.
Per quanto riguarda la tecnologia, essa è caratterizzata da un gusto “retrofuturistico”: infatti si può notare come nel corso della serie si alternino/ uniscano strumenti datati( la radio su tutti), a strumenti molto all’avanguardia( Batmobile e mappa della città).
Invece per gli strumenti utili alla lotta si notano il rampino, le granate fumogene e il batarang, mentre non vi è nulla di futuristico nella tuta, con stivali, guanti, mantello e maschera di colore nero e il resto di colore grigio.
Batman: i villain e gli alleati contemporanei
La novità principale nonché nota positiva della serie sono sicuramente i personaggi secondari.
La stagione infatti non ha come protagonista assoluto il Cavaliere Oscuro anzi al contrario: proprio perché sappiamo tanto su di lui l’attenzione viene rivolta ai personaggi futuri alleati di Batman, ma anche ai cattivi. Essi vengono presentati nel corso degli episodi. Questi ultimi sono di per sé autoconclusivi: vi è il delitto commesso, la presentazione del cattivo con la sua storia, lo sviluppo del caso e la sua finale risoluzione. Batman è l’elemento che unisce gli episodi: è colui che aiuta la polizia sconfiggendo il cattivo, chiudendo il caso. Ma tutto il contenuto dell’episodio mette in evidenza i personaggi “minori”, i quali hanno subito modifiche sostanziali per rendere la serie unica, diversa, piccante.
Oswalda Cobbelpot / Pinguino. Il primo colpo di scena “contemporaneo”: il personaggio di Pinguino è realizzato in chiave femminile, con un Gender Swap. La rappresentazione è quella di una donna forte, alta e robusta, capace di affrontare Batman in uno scontro uno contro uno con coraggio. Non ha paura ed è senza scrupoli. Così come il suo alter ego maschile, anche lei vuole governare su Gotham.
Harleene Quinzel / Harley Quinn. Presentata inizialmente come la classica psichiatra, è una grande amica di Barbara. Questo in apparenza. La realtà ci mostra invece una donna, la quale “pazzia” seguita poi da una sorta di giustizia privata, deriva dalla troppa malvagità che Gotham e suoi abitanti si portano con sé. Gotham è senza speranza di sopravvivenza fino a quando sarà comandata dai ricchi con le loro perversioni e oscurità latenti. Come si può notare, l’unicità della storia è che la follia di Harley non esce fuori grazie a Joker il quale, nella versione classica, condiziona la psichiatria facendola impazzire.
Selina Kyle / Catwoman. Questa Catwoman non proviene dai bassifondi della città, ma è una ricca ereditiera proprio come Bruce Wayne.
Barbara Gordon. Qui è un avvocato difensore che molto spesso si trova a difendere i criminali. In più è il punto di riferimento di Batman all’interno della centrale di polizia prendendo il posto di suo padre, il commissario Gordon.
Bullock. Il detective è sempre stato descritto come un poliziotto corrotto ma di buon cuore e di essere un fedele alleato di Batman. Qui invece viene rappresentato come un vero e proprio “villain”.
Joker. Sebbene compaia nei minuti finali dell’ultimo episodio, in questa serie animata sembra uno psicopatico come non se ne sono mai visti prima, allontanandoci molto dalla versione che lo ha reso iconico e sancito come il villain migliore dell’universo Batman e non solo: quella del pagliaccio principe del crimine.
In conclusione
Batman: Caped Crusader è una serie d’animazione che di cartoonesco ha solo la sua realizzazione, con immagini fluide e pulite seppur con qualche scena che convince meno specie in relazione alla computer grafica non eccezionale di edifici e veicoli.
Non ci si deve aspettare un cartone animato con tanto di sigle iniziali musicali: la serie è pensata e destinata per un pubblico adulto.
C’è violenza e c’è sangue dovuto ai combattimenti corpo a corpo o a scontri a fuoco; sicuramente ha caratteri più oscuri, sinistri rispetto a tutte le altre serie animate con protagonista l’uomo pipistrello.
Di pari passo con l’oscurità vanno l’inganno, il tema della maschera, due personalità distinte all’interno di un solo uomo( Batman sì ma anche e soprattutto Harvey Dent/ Due Facce).
Cosa è vero? Cosa invece non lo è? Di chi ci si può fidare a Gotham City?
Queste sono alcune ma ridondanti domande che affliggono buoni e cattivi.
Ricordiamo però, che se l’oscurità è sempre più nera, tanto più la luce brillerà con una forza senza pari. E questa luce, oltre che da Batman, proviene da chi lotta giorno e notte per la sicurezza nelle strade della città. Il commissariato e i tribunali devono essere portatori di lealtà e giustizia, la quale deve essere affidabile, degna di fiducia e che unisca i cittadini creando un fronte comune sempre più indistruttibile: loro non possono e non devono essere lasciati soli.
In conclusione, il finale dello show preannuncia alla realizzazione di una seconda stagione.
Nel frattempo godiamoci questa prima stagione che può rendere felici sia gli spettatori casuali sia i fan storici, nostalgici ma anche incuriositi da questa nuova versione dell’universo di Batman, giungendo alla nuova generazione di fan i quali potrebbero avere la loro “serie d’infanzia” del Cavaliere Oscuro.

