Monica Vitti film

Monica Vitti, cinque film per ricordare l’attrice

Dalla stagione del cinema d’autore con Michelangelo Antonioni alla commedia all’italiana, Monica Vitti ha attraversato generi e personaggi lasciando un’impronta inconfondibile. Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, ecco cinque film per riscoprire la sua straordinaria versatilità.

Monica Vitti è stata il volto fondamentale di una stagione cinematografica italiana, ma tutt’oggi a quattro anni dalla sua morte rimane la più grande attrici che abbiamo avuto nel nostro cinema. Naturalmente, il suo volto viene immediatamente collegato alla trilogia dell’incomunicabilità di Antonioni, di cui è stata anche compagna di vita, ma ridurre la carriera dell’attrice solo a quello toglierebbe una parte fondamentale del suo talento. Monica Vitti sapeva essere allo stesso tempo comica e malinconica, riuscendo a travolgere lo spettatore nei suoi personaggi. Nata a Roma il 3 novembre 1931, ha costruito una carriera che attraversa il cinema modernista di Michelangelo Antonioni, la commedia all’italiana e il racconto popolare, dimostrando una versatilità rara.

Nel giorno della sua nascita la ricordiamo consigliandovi cinque film per riscoprirla. 

1. La ragazza con la pistola (1968) di Mario Monicelli

Assunta, una giovane siciliana abbandonata dall’uomo che l’ha sedotta, parte per l’Inghilterra con l’intenzione di vendicare il proprio onore. La commedia di Monicelli racconta una società patriarcale in cui la donna è relegata al ruolo di moglie e il suo onore dipende da suo marito. Monicelli prende questo pretesto e racconta la storia di emancipazione di una donna. Monica Vitti in questo ruolo è sorprendente, il suo personaggio cambia e scopre nuovi modi di vivere la vita. Un film in cui l’attrice riesce a far vedere alla perfezione la sua venatura comica, non rilegandosi quindi al ruolo di attrice di cinema d’autore.

2.Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca (1970), di Ettore Scola

Accanto a Marcello Mastroianni e Giancarlo Giannini, Vitti interpreta Adelaide, una fioraia coinvolta in un triangolo amoroso. Scola racconta una relazione sentimentale attraversata da gelosia, conflitti sociali e desideri contraddittori.

La commedia si muove tra comicità e amarezza, mostrando personaggi incapaci di sottrarsi alle proprie debolezze. Vitti dà ad Adelaide una vitalità istintiva, ma anche una malinconia che impedisce al personaggio di diventare una semplice figura farsesca. In questo film l’attrice riesce a bilanciare il suo lato comica e quello più drammatico, dando vita a uno dei personaggi più belli del nostro cinema per uno dei film più belli del nostro cinema.

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3. L’avventura (1960), di Michelangelo Antonioni

È il film che segna una svolta nella carriera di Vitti e nel cinema italiano. Durante una gita in barca alle isole Eolie, Anna scompare misteriosamente. La ricerca della donna lascia progressivamente spazio al rapporto tra il suo compagno Sandro e Claudia, l’amica interpretata da Vitti.

Antonioni crea un racconto in cui l’assenza è la vera protagonista di questo film. Monica Vitti diventa magnetica, dando vita a un personaggio impenetrabile, che si muove tra le incertezze e i sensi di colpa. Con questo film l’attrice segna l’entrata nel cinema moderno.

4. Polvere di stelle (1973), di Alberto Sordi

In Polvere di stelle, Vitti è Delia, un’attrice di varietà che, insieme al capocomico Mimmo, cerca di sopravvivere e inseguire il successo durante la Seconda guerra mondiale. Il film attraversa l’Italia del conflitto attraverso lo sguardo di una compagnia teatrale, tra sogni di gloria, precarietà e illusioni.

Al fianco di Alberto Sordi, Vitti offre una prova luminosa e malinconica. Delia è una donna che continua a credere nello spettacolo anche quando la realtà sembra negarle ogni possibilità. Anche in questo caso la Vitti dimostra di saper raccontare un personaggio fatto di resistenza, commedia e malinconia, e sopratutto di trasmettere la speranza svanita di un certo periodo storico.

5. Il deserto rosso (1964), di Michelangelo Antonioni

Nel primo film a colori di Antonioni, Vitti interpreta Giuliana, una donna che vive una profonda crisi personale in un paesaggio industriale dominato da fabbriche, fumo e superfici artificiali.

Il colore non è soltanto una scelta estetica: diventa uno strumento per raccontare il disagio della protagonista. Giuliana percepisce il mondo come qualcosa di ostile e difficile da decifrare, e Vitti restituisce questa fragilità con una prova intensa, lontana da ogni compiacimento. Il deserto rosso rappresenta uno dei vertici della collaborazione tra attrice e regista.

Monica Vitti, impossibile rinchiuderla in solo cinque film

Rivedere questi film o scoprirli per la prima volta non è solo una grande lezione di cinema italiano, ma anche un modo per conoscere un’attrice che è stata in grado di essere qualunque personaggio volesse. L’intensità che riusciva a mettere in ogni personaggio, le ha permesso non solo di essere un’impronta nel cinema ma di continuare ad essere un esempio per le nuove generazioni d’attrici.