Dall’Iliade a Troy (con Brad Pitt) il passo non è stato scontato ma il risultato resta comunque godibile anche se con qualche interpretazione di troppo
Troy è stato sicuramente un successo forse perché l’epica ancora attira i curiosi, forse perché soddisfa il nostro più intimo desiderio di guerra e di sangue o, forse, anche perché abbiamo potuto godere della statuaria bellezza di Brad Pitt che dava forma al leggendario Achille.
Non è tanto importante stabilire i motivi del film quanto, piuttosto, comprendere che questi hanno funzionato – almeno sullo schermo – perché se andiamo a vedere i numeri al botteghino parlano chiaro: a fronte di una spesa complessiva (comunque altissima19 di 175 milioni di dollari ne ha incassati più del doppio ed è stato il film più visto nel 2004.
Nel cast – oltre a Pitt – troviamo attori e attrici di una certa caratura che, certamente, hanno aiutato la pellicola ed in questo il regista Wolfgang Petersen non ha sbagliato: Sean Bean (nei panni di Ulisse), Eric Bana (in quelli di Ettore), Diane Kruger era la bella Elena di Troia, Peter O’Toole che impersonificava il re Priamo e Orlando Bloom vestiva gli scomodi indumenti di colui che aveva scatenato la guerra (ovvero Paride!).
Insomma, un cast – mancando alla lista ancora tutti gli altri personaggi diciamo “secondari” – che non ha disatteso le aspettative di tutto il pubblico pagante ma quanto di vero c’è nella storia narrata dal regista di origini tedesche?
Analizzare l’intero film e compararlo con l’Iliade di Omero sarebbe troppo lungo ma quel che si può fare è vedere alcune differenze eclatanti nella pellicola che avranno fatto certamente inorridire gli esperti.
Vediamo qualche differenza tra le due versioni e quando anche il personaggio di Brad Pitt ne abbia subìto le conseguenze
Tra queste differenze c’è, innanzitutto, una grande omissione storica che avrebbe, seppur in parte, sottratto un po’ di colpe al povero ma bellissimo Paride: quando il principe troiano, infatti, rapisce Elena in realtà sta adempiendo al suo destino che, tempo addietro, lo aveva condotto niente meno che dinnanzi a Atena, Era e Afrodite.
Perché? Durante un banchetto la dea Eris non venne invitata e, per vendicarsi, si presentò lo stesso (ricorda un po’ la storia della Bella addormentata nel bosco?) e lanciò sul tavolo un pomo d’oro con scritto sopra “alla più bella”. Possiamo immaginare che le tre dee più potenti si scapicollarono per avere il pomo ma Zeus, per evitare rogne, decise che proprio la scelta sarebbe toccata ad un mortale.
Il mortale in questione era Paride (che era il più bello) e le tre dee, per circuirlo, promisero tutte qualcosa di impronta ma tra potere, gloria e l’amore della donna più bella scelse proprio quest’ultima. Paride, quindi, entra nella storia e fa scatenare una guerra per un capriccio divino e sarà proprio la dea delle bellezza ad aiutarlo nel rapimento. Questo nel film non solo non è citato ma sembrerebbe solo che Pride sia un vigliacco capriccioso piuttosto che un povero soggiogato con l’inganno.
Non è, però, l’unico elemento di differenza. Un altro punto – siamo andati un po’ più avanti nella trama – riguarda la morte di Patroclo. Nel film il cugino del guerriero più valoroso ruba l’armatura di Achille e ne prende il posto in battaglia senza che quest’ultimo ne fosse al corrente. nella storia omerica, invece, Patroclo chiede il permesso ad Achille e questi gli concede di vestire i suoi panni.
Troy, la battaglia tra Pitt e Bana
Anche la morte di Ettore non è stata realmente riprodotta e, con essa, il saluto ad Andromaca ed Astianatte. La moglie del troiano, infatti, lo implora di non partire e lui – quasi – la redarguisce per questo poiché non avrebbe potuto sopportare l’onta della vergogna se non fosse sceso in battaglia. Mentre nel film Andromaca è pressoché decorativa e questo, da donna, mi ha un po’ ferita. Ettore/Eric Bana morirà e sarà proprio Achille/Brad Pitt perché questa parte della storia non avrebbero davvero potuto modificarla!
Diciamo che, soprattutto ad Hollywood, la ricostruzione storica fedele è – troppo spesso – opzionale e, per questo, possiamo essere indulgenti con Petersen.
Il film, durata 196 minuti nella versione , ha cercato di rendere una trama complessa rendendola anche godibile e scorrevole.
Perciò non vi resta che recuperare Troy e godervelo!
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