Agnieszka Holland su Minneapolis
Agnieszka Holland parla delle vittime di Minneapoils e si scaglia contro la propaganda americana: “Quando i media vengono corrotti, la democrazia muore.”

Gli ultimi fatti di cronaca continuano a far discutere.
Sempre più personalità pubbliche si stanno schierando (o non schierando) a proposito dei fatti inerenti l’ICE e Minneapolis.
Tra questi c’è Agnieszka Holland, regista e sceneggiatrice polacca candidata all’Oscar.
Secondo Holland, la verità è ancora importante nel mondo odierno, ma è facile distorcerla:
“È avvenuto con la propaganda di Stalin e Goebbels. Hanno dimostrato quando sia facile cambiare il significato delle parole, e quanto siano fragili. A volte è come se diventassero sempre meno importanti, come quando sentiamo ciò che dice la propaganda americana sulle sparatorie a Minneapolis.”
Il suo film del 2019, Mr Jones, tratta proprio questa tematica. Il film racconta la storia di Gareth Jones, giornalista che scrisse di Holdomor, carestia che uccise milioni di persone in Ucraina.
“Provò a raccontare la verità su quanto stesse accadendo, ma nessuno era interessato. Quando i media sono corrotti e giocano con la verità in base ad agende politiche o ideologiche, la democrazia muore. Sta succedendo anche ora.”
Holland, candidata agli Oscar con Franz (biopic su Franz Kafka), non ha mai nascosto le proprie idee politiche. Ad esempio, l’aver parlato della crisi al confine tra Polonia e Bielorussia in The Green Border, ha perfino messo in pericolo la sua incolumità.
“Ha provocato attacchi molto violenti dalle autorità polacche e dagli elettori di estrema destra. Ho ricevuto molte minacce. In Polonia ho dovuto viaggiare con delle guardie del corpo, il che è stata una delle esperienze più divertenti che abbia mai fatto.”
Agnieszka Holland e la sua speranza per il futuro
“Le esperienze dei miei genitori furono molto intense. Il trauma che hanno vissuto li ha segnati per sempre. In qualche modo ha segnato anche me. Sono stata testimone della loro debolezza e della loro forza, della loro vitalità e della loro depressione, e sicuramente questo mi ha resa più matura e tollerante. Ho capito che le persone non possono essere sempre impeccabili e forti e che non posso davvero contare su di loro.”
Ciononostante, c’è qualcosa su cui Agnieszka Holland non ha mai avuto dubbi. Il cinema e il suo potere comunicativo:
“Ora che il mondo è diventato di nuovo complicato e pericoloso, forse emergerà una nuova generazione di cineasti. E porterà le persone a tornare nei cinema per l’esperienza collettiva di ricevere messaggi ed immagini importanti. Forse dovremo affrontare un qualche nuovo tipo di muro o di abisso, e se sopravvivremo nascerà un nuovo mondo con nuovi valori. Dopo ogni disastro nella storia umana, è sempre seguito qualcosa di buono. Se sopravvivremo come pianeta, il prossimo passo sarà un nuovo progresso. Questa è la mia speranza.”
