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Anica, Alessandro Usai: “Il successo di un film non si misura solo al botteghino”

Anica, Alessandro Usai: secondo una nuova ricerca presentata al MIA, il percorso di un film continua ben oltre l’uscita al cinema, tra streaming e altro.

Anica, Alessandro Usai. Parole forti, per difendere i singoli titoli cinematografici indipendentemente dai loro iniziali risultati al box office.

Anica, Alessandro Usai: le piattaforme sempre più importanti

Anica, Alessandro Usai
Anica, Alessandro Usai
Secondo una nuova ricerca presentata al MIA, il percorso di un film continua ben oltre l’uscita al cinema. Streaming, televisione e piattaforme digitali giocano un ruolo sempre più centrale nel determinare il reale impatto di un’opera.
Il successo di un film non può più essere valutato esclusivamente sulla base degli incassi registrati nelle sale cinematografiche. È questo il messaggio emerso dalla nuova edizione dello studio Sala e Salotto, realizzato da Ergo Research per Alessandro Usai e presentato al MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo di Roma.
Secondo Alessandro Usai, presidente di Anica, limitare il giudizio sul valore di un’opera cinematografica al solo dato del box office rischia di offrire una lettura parziale e fuorviante della realtà.
Lo studio evidenzia infatti come il consumo dei film continui a svilupparsi ben oltre il primo sfruttamento in sala, attraverso piattaforme digitali, servizi a pagamento e visioni domestiche.
L’analisi conferma una trasformazione ormai evidente nelle abitudini del pubblico.
Oggi il percorso di un film non termina con la programmazione nei cinema, ma prosegue attraverso molteplici canali che contribuiscono a costruirne il successo nel tempo. Per questo motivo, secondo Anica, l’industria audiovisiva dovrebbe concentrarsi maggiormente sulla comprensione dei comportamenti degli spettatori e delle modalità con cui i contenuti vengono fruiti.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda il cinema italiano. Dallo studio emerge infatti che molte produzioni nazionali continuano a ottenere risultati significativi anche dopo il passaggio nelle sale, conquistando spazio e attenzione sulle piattaforme e nei servizi di streaming.
In alcuni casi, il pubblico sembra addirittura scoprire o riscoprire determinate opere proprio attraverso la distribuzione digitale.
Non tutti i film seguono però lo stesso percorso.
Secondo quanto emerso dall’indagine, i titoli che hanno già ottenuto buoni risultati al cinema e le opere d’intrattenimento più accessibili tendono a conservare una forte capacità di attrazione anche sul piccolo schermo.
Questo dimostra come il valore di un film possa svilupparsi lungo un ciclo di vita molto più ampio rispetto a quanto suggeriscano gli incassi delle prime settimane di distribuzione.
Per Usai, il tema centrale diventa quindi l’analisi del mercato e dei consumi culturali.
Comprendere come, quando e dove il pubblico guarda i film rappresenta oggi una risorsa fondamentale non soltanto per distributori ed esercenti, ma anche per autori, produttori e investitori.
L’obiettivo, è superare una visione limitata del settore audiovisivo e adottare strumenti di valutazione più completi, capaci di considerare l’intero percorso delle opere. In un panorama sempre più multipiattaforma, il successo di un film si costruisce infatti attraverso esperienze diverse, che spaziano dalla sala cinematografica alla visione domestica.
Il cinema resta dunque centrale, ma non più come unico parametro di riferimento. La sfida del futuro sarà leggere il mercato nella sua complessità, seguendo i film lungo tutte le fasi della loro vita e comprendendo meglio il modo in cui gli spettatori scelgono di incontrare le storie sul grande e sul piccolo schermo.