Cinema

Festa del Cinema 2026, Renzo Piano: nuovo documentario in anteprima mondiale

Festa del Cinema 2026, Renzo Piano: debutta in prima mondiale il documentario che racconta alcune delle opere più celebri dell’architetto italiano.

Festa del Cinema 2026, Renzo Piano. Nel corso dell’evento più importante del cinema mondiale, fa il suo debutto Five Living Buildings, dedicato all’architetto italiano.

Festa del Cinema 2026, Renzo Piano: la nuova opera in anteprima

Festa del Cinema 2026, Renzo Piano
Festa del Cinema 2026, Renzo Piano
Debutta in prima mondiale “Five Living Buildings”, il documentario che racconta alcune delle opere più celebri dell’architetto italiano attraverso le storie di chi le vive ogni giorno.
L’architettura come strumento per costruire comunità e migliorare la vita delle persone.
È da questa idea che nasce Five Living Buildings (by Renzo Piano), il documentario diretto da Jonathan Goodman Levitt e prodotto insieme a Véronique Bernard, presentato in prima mondiale alla Festa del Cinema di Roma.
Il film prende spunto dalla visione che ha guidato oltre mezzo secolo di lavoro di Renzo Piano, uno dei più importanti architetti contemporanei. Secondo il maestro genovese, l’architettura non consiste semplicemente nel progettare edifici, ma nel creare luoghi capaci di accogliere, favorire relazioni e generare benessere collettivo.
Il documentario accompagna lo spettatore attraverso cinque opere simbolo firmate da Piano, tra cui il celebre Centre Pompidou di Parigi, il Whitney Museum di New York, l’ospedale di Entebbe realizzato per Emergency in Uganda e altri progetti sviluppati in diverse parti del mondo.
Un percorso che attraversa Francia, Grecia, Uganda, Stati Uniti e Cina, raccontando non solo gli edifici ma soprattutto le persone che li frequentano.
La particolarità dell’opera è infatti il punto di vista scelto dagli autori.
A parlare non sono solamente architetti o esperti del settore, ma studenti, tirocinanti, giardinieri, medici, pazienti, addetti alla sicurezza, operatori museali e visitatori. Attraverso le loro testimonianze emerge il ruolo concreto che questi spazi svolgono nella vita quotidiana.
L’obiettivo è mostrare come un edificio possa diventare un organismo vivo, capace di influenzare positivamente una comunità. Le architetture di Piano vengono così osservate non come monumenti statici, ma come luoghi in continua trasformazione, modellati dalle persone che li abitano e li attraversano ogni giorno.
Secondo il regista Jonathan Goodman Levitt, la Festa del Cinema di Roma rappresenta la cornice ideale per il debutto italiano del documentario. Un legame reso ancora più significativo dal fatto che il cuore della manifestazione, il Parco della Musica, è stato progettato proprio dallo studio di Renzo Piano.
Five Living Buildings si propone così come un racconto che unisce cinema, architettura e dimensione umana, restituendo un ritratto originale di uno dei grandi protagonisti della cultura contemporanea.
Più che raccontare edifici celebri, il documentario racconta le vite che scorrono al loro interno e il modo in cui gli spazi possono contribuire a creare relazioni, inclusione e senso di appartenenza.