Il nuovo film diretto da Andy Serkis prende forma: Ian McKellen si prepara a tornare Gandalf in Nuova Zelanda, mentre al cast di aggiunge Anya Taylor-Joy.
The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum aggiunge un nome importante al suo cast: Anya Taylor-Joy.
L’attrice interpreterà Seren, un personaggio originale creato per il film: un’elfa Sindar del Reame Boscoso, vicina a Re Thranduil e descritta come una presenza fidata e letale. Attraverso di lei, il racconto potrà avvicinarsi ad un territorio già presente nell’opera di Tolkien: la corte silvana e il ruolo strategico di Bosco Atro negli anni che precedono la Guerra dell’Anello.
Peter Jackson è tra i produttori, Andy Serkis dirigerà il film e tornerà personalmente a interpretare Gollum/Sméagol, Ian McKellen riprenderà il ruolo di Gandalf, Elijah Wood quello di Frodo, mentre Lee Pace tornerà come Thranduil. Tra i nuovi ingressi nel cast figurano ad oggi Jamie Dornan come Grampasso/Aragorn, Kate Winslet come Marigol, Leo Woodall come Halvard.
Marigol è un personaggio creato per il film: il nome richiama foneticamente Marigold, Sméagol e Déagol, sembra quindi suggerire una probabile appartenenza alla razza dei Mezzuomini. Halvard, anche lui originale, evoca invece per assonanza Halbarad, Dúnadan legato alla Grigia Compagnia di Aragorn.
Il film è atteso nelle sale il 17 dicembre 2027.
Ian McKellen in partenza da Roma per la Nuova Zelanda
Proprio in queste ore, a Roma, durante un incontro legato a un film presentato per Cinema in Piazza, Ian McKellen ha annunciato di essere in procinto di partire per la Nuova Zelanda, dove tornerà a vestire i panni di Gandalf in The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum.
Non è la prima volta che l’attore lascia intendere qualcosa sul film. In un precedente intervento al panel londinese For the Love of Fantasy, McKellen aveva anticipato che nella storia sarebbero comparsi sia Frodo sia Gandalf, chiudendo poi ogni ulteriore dettaglio con un eloquente: “Le mie labbra sono sigillate”.
La confermata presenza di Elijah Wood nei panni di Frodo apre però una domanda interessante: quanto del film sarà racconto diretto e quanto memoria, cornice, ricostruzione? Se la vicenda principale ruota attorno alla caccia a Gollum prima degli eventi centrali de La Compagnia dell’Anello, il ritorno di Frodo suggerisce che il film si muoverà necessariamente anche su un piano retrospettivo, usando la memoria della Guerra dell’Anello per rileggere un episodio rimasto ai margini della saga.
The Hunt for Gollum, del resto, non nasce da un romanzo autonomo né da un capitolo già interamente pronto per essere adattato. Nasce piuttosto da cronologie, accenni, dialoghi retrospettivi, dalle appendici del Signore degli Anelli e dalle speculazioni del fandom tolkieniano.
The Hunt for Gollum: Seren, gli Elfi e la crepa nel potere
Dopo gli eventi de Lo Hobbit, Gollum diventa una presenza sfuggente e pericolosissima, poiché reca con se un frammento di verità sull’Anello, sul nome Baggins e sulla terra chiamata Contea. Prima viene attirato nell’ombra di Mordor, dove Sauron riesce a strappargli informazioni decisive; poi viene rintracciato e catturato nelle Paludi Morte da Aragorn, e consegnato agli Elfi del Reame Boscoso di Thranduil.
Lì, sotto la custodia di Gandalf e degli Elfi Silvani, Gollum resta prigioniero a lungo, almeno fino al momento in cui riesce ancora una volta a fuggire. Durante il Consiglio di Elrond ne La Compagnia dell’Anello, Legolas arriva a Gran Burrone proprio come messaggero del padre, per riferire che la creatura è scappata dalla sorveglianza degli Elfi.
The Hunt for Gollum sembra chiamato a raccontare una falla nella Storia: il punto in cui ciò che avrebbe dovuto essere controllato continua invece a sfuggire. Tutta la storia di Gollum, del resto, è una sequenza di impossibili prigionie. È prigioniero dell’Anello prima ancora di perderlo. È prigioniero del desiderio, della fame, della paura, della memoria corrotta di ciò che è stato. È prigioniero a Mordor, poi nelle mani di Aragorn, poi nella custodia degli Elfi, eppure ogni volta riesce a sopravvivere, a deformarsi, a sfuggire.
Seren, personaggio creato appositamente per The Hunt for Gollum, potrebbe diventare il filo conduttore della narrazione: la nobiltà antica e ferita degli Elfi Silvani, l’ombra che torna a premere da Dol Guldur, la custodia problematica nel Reame Boscoso di uno dei segreti più pericolosi della Terza Era, e la presenza miserabile ma decisiva di una creatura destinata a sfuggire a ogni controllo.
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