Balle Spaziali 2

Balle spaziali 2 ora ha un titolo: la presentazione al CinemaCon

Al CinemaCon è stato presentato ufficialmente uno dei sequel più attesi: quello di Balle spaziali. Il titolo del nuovo film è stato annunciato da Mel Brooks.

Dopo anni di voci, battute e speranze coltivate dai fan, Amazon MGM Studios ha finalmente acceso i motori dell’astronave più demenziale della galassia: il sequel di Balle spaziali (Spaceballs) arriverà nelle sale statunitensi il 23 aprile 2027 e avrà un titolo perfettamente in linea con lo spirito irriverente dell’originale: Spaceballs: The New One.

L’annuncio è arrivato durante il CinemaCon di Las Vegas, attraverso un video preregistrato in cui Mel Brooks, mente creativa del franchise, ha svelato il titolo con il consueto tono ironico. Assente fisicamente all’evento, Brooks ha spiegato di essere impegnato perché stava “andando a vedere i Phish allo Sphere”.

Una battuta surreale, ma perfettamente coerente con l’universo di Balle spaziali, dove il nonsense è sempre stato una forma d’arte.

Balle spaziali, un sequel che prende in giro tutto, a partire da sé stesso

Se il primo Balle spaziali era una parodia sfrenata di Star Wars e dei grandi classici sci-fi, il nuovo capitolo promette di essere ancora più meta. I dettagli della trama sono ancora top secret, ma la produzione ha già giocato con la propria identità descrivendo il film come: “Un sequel non-prequel non-reboot parte due ma con elementi reboot, film di espansione del franchise“. Una definizione volutamente assurda volta a prendere di mira la moda hollywoodiana di reboot, sequel e universi espansi.

Anche il teaser mostrato al CinemaCon è andato in quella direzione, con un narratore che introduce il film con toni epici: “Lo spazio: oscuro, freddo, infinito. Un universo pieno di eroi e cattivi, dove il destino della galassia è nelle mani di pochi, e i fulminatori (in inglese blaster, armi tipiche di Guerre spaziali, ndr) fanno pew-pew-pew (suono onomatopeico dello sparo, ndr)”.

Tra le immagini mostrate, Mel Brooks truccato da Yoda, Lord Casco davanti a un orinatoio e persino un gigantesco Na’vi di Avatar che gli si piazza accanto. Il tutto accompagnato da un’altra frecciata a Hollywood: “Il destino è intervenuto con gli studi di Hollywood che si fondevano a casaccio”. E dalla promessa che il film un giorno “sarà usato come detrazione fiscale”.

In poche scene, Balle spaziali 2 dimostra di non aver perso il vizio di ridicolizzare l’industria che lo produce.

Balle spaziali, il sequel Spaceballs: The New One

Il cast storico torna a bordo

Il nuovo Balle spaziali riporta in scena molti dei volti che hanno reso memorabile l’originale del 1987. Tornano infatti: Mel Brooks nel ruolo di Yogurt, Bill Pullman come Stella Solitaria, Daphne Zuniga come Principessa Vespa, George Wyner come Colonnello Nunziatella e, soprattutto, Rick Moranis come Lord Casco.

Accanto a loro ci saranno anche alcuni nuovi membri del cast come Josh Gad, Keke Palmer, Lewis Pullman e Anthony Carrigan, che interpreteranno personaggi sui quali ancora aleggia il mistero.

Dietro la macchina da presa ci sarà Josh Greenbaum, che ha definito il progetto “l’onore di una vita” parlando della possibilità di realizzare un seguito di quello che considera un vero “capolavoro comico”.

Anche il resto del cast ha mantenuto il tono scanzonato del franchise. Bill Pullman, parlando del collega Lewis Pullman, suo figlio nella vita reale, ha scherzato dicendo di essere felice di lavorare con “qualcuno che ho visto sbocciare in uno straordinario giovane uomo… naturalmente, sto parlando di Josh Gad”.

E lo stesso Lewis ha raccontato il suo “lungo” percorso per ottenere il ruolo: “È stato un processo piuttosto rigoroso, ci sono voluti anni. Prima di tutto, sono nato”.

Mentre Daphne Zuniga ha detto di essere felice di tornare, purché Amazon le garantisca: “un enorme camerino, una diaria gigantesca, un autista personale, uno chef stellato Michelin, una cabina armadio per i miei bagagli”. A chi se la ricorda principessa in fuga con un ingente quantitativo di valigie e un mastodontico asciugacapelli non potrà che scappare un sorriso.

Il grande ritorno di Rick Moranis dopo 30 anni di assenza dalle scene

Ma la notizia che ha acceso davvero l’entusiasmo dei fan è una sola: Rick Moranis è tornato.

L’attore riprenderà il ruolo di Lord Casco, segnando la sua prima interpretazione live-action al cinema dal 1997, anno di Tesoro, ci siamo ristretti anche noi.

Nella succitata scena del teaser, Moranis appare nel finale in una gag che omaggia e parodia Avatar: mentre si trova davanti a un orinatoio, un gigantesco Na’vi si piazza accanto a lui. Sbalordito, Lord Casco dice: “Ti vedo” nella lingua dei Na’vi, prima di indossare degli occhiali 3D e guardare verso il basso.

Una scena assurda, demenziale e in perfetto stile Balle spaziali, ma soprattutto un momento simbolico: Rick Moranis torna finalmente sul grande schermo.

La sua assenza dal cinema non è mai stata un mistero. Dopo la morte della moglie, la costumista Ann Belsky, scomparsa nel 1991 per un cancro al seno, Moranis scelse di allontanarsi dalle scene per dedicarsi ai figli.

Nel 2015 spiegò con grande semplicità: “Lavoravo con persone davvero interessanti, persone meravigliose. Poi sono passato a stare a casa con due bambini piccoli, che è uno stile di vita molto diverso. Ma era importante per me. Non ho assolutamente alcun rimpianto. La mia vita è meravigliosa”.

Balle spaziali: da cult anni ’80 a ritorno evento

Quando uscì nel 1987, Balle Spaziali non fu un successo clamoroso al botteghino, fermandosi a poco più di 38 milioni di dollari nel mondo. Eppure, col tempo, il film è diventato un autentico cult, grazie alla sua satira irresistibile di Star Wars, 2001: Odissea nello spazio e dell’immaginario fantascientifico.

La storia dell’eroe Stella Solitaria, del fido Ruttolomeo, della Principessa Vespa e del maldestro Lord Casco è rimasta impressa nell’immaginario collettivo, trasformando Balle spaziali in una delle parodie più amate di sempre.

Ora, quasi quarant’anni dopo, Spaceballs: The New One promette di riportare quello stesso spirito irriverente in una Hollywood molto diversa, ma forse ancora più bisognosa di essere presa in giro.