A San Diego oltre cento artisti internazionali stanno celebrando Carlo Rambaldi e l’eredità lasciata dal maestro italiano degli effetti speciali. La Sparks Gallery ospita United in Art – 100 Stars | Rambaldi’s Orbit, mostra promossa dalla Fondazione Culturale Carlo Rambaldi e visitabile fino al 6 novembre.
L’esposizione porta in California il progetto nato a New York nel 2025 e riunisce pittura, scultura, fotografia e arte digitale intorno all’immaginario dell’artista che diede forma ad alcune delle creature più riconoscibili della storia del cinema.
L’appuntamento arriva pochi giorni dopo un altro riconoscimento americano: il 15 ottobre Rambaldi ha ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame, nuova tappa delle celebrazioni dedicate al maestro italiano.
“Il modo più bello di onorare l’eredità di Carlo Rambaldi è continuare a dare spazio ai sogni, alla creatività e al talento di chi viene dopo di lui”
Lo hanno dichiarato Daniela e Cristina Rambaldi, figlia e nipote dell’artista e rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione.
Carlo Rambaldi a San Diego con United in Art – 100 Stars
Curata da Daniela Rambaldi e Simona HeArt, United in Art – 100 Stars | Rambaldi’s Orbit costruisce il proprio percorso sull’idea di una costellazione: ogni artista rappresenta una stella autonoma, mentre Rambaldi diventa il punto intorno al quale linguaggi e generazioni differenti possono incontrarsi.
Alla Sparks Gallery sono così riuniti più di cento percorsi creativi provenienti da diversi Paesi. Molte delle opere dialogano direttamente con il mondo di Rambaldi, altre ne raccolgono soprattutto il metodo: trasformare materiali, meccanica e immaginazione in qualcosa capace di acquistare una presenza propria davanti allo spettatore.
Tra gli artisti selezionati c’è Matteo Borgardt, italiano cresciuto negli Stati Uniti, presente con Entwined. La scultura nasce da una radice recuperata nel letto di un fiume della California settentrionale e cresciuta naturalmente intorno a una pietra, successivamente montata dall’artista su una base in noce americano. Borgardt lavora infatti con materiali recuperati, intervenendo sulle forme già prodotte dalla natura.
Da King Kong e Alien a E.T., i tre Oscar di Rambaldi
Nato a Vigarano Mainarda nel 1925 e morto a Lamezia Terme nel 2012, Carlo Rambaldi appartiene a una stagione degli effetti speciali precedente alla diffusione della computer grafica, quando una creatura cinematografica doveva essere progettata, scolpita, costruita e messa materialmente in movimento sul set.
Il suo lavoro gli valse tre Academy Awards: per King Kong, Alien ed E.T. l’extra-terrestre. Rambaldi riuscì a fondere scultura, meccanica e animazione in personaggi che non funzionavano soltanto come effetti visivi, ma diventavano veri interpreti della scena.
È soprattutto E.T., realizzato per il film di Steven Spielberg, a essere rimasto legato al suo nome. Spielberg arrivò a definire Rambaldi il “Geppetto di E.T.”, sintetizzando bene una concezione degli effetti speciali nella quale costruire una creatura significava innanzitutto riuscire a darle espressione e personalità.
Il Premio Carlo Rambaldi a Jo Champa e Daniele Chiovaro
Durante l’inaugurazione di San Diego sono stati assegnati anche i riconoscimenti legati al progetto. Il Premio Carlo Rambaldi è andato all’attrice e produttrice Jo Champa, madrina dell’edizione 2026, mentre Daniele Chiovaro è stato proclamato United in Art – Artist 2026.
Nata negli Stati Uniti e cresciuta a Roma, Champa ha attraversato moda e cinema italiano prima di trasferirsi a Hollywood: ha lavorato come modella per Gianni Versace e come attrice con autori come Ettore Scola, Massimo Troisi e Bernardo Bertolucci, dedicandosi negli anni anche alla promozione della cultura italiana negli Stati Uniti.
La Fondazione ha inoltre premiato due giovani talenti coinvolti nel progetto video e assegnato tre contributi economici destinati ad altrettanti artisti.
È forse qui che l’omaggio a Rambaldi si allontana maggiormente dalla semplice commemorazione. A San Diego il creatore di E.T. non viene ricordato soltanto attraverso le creature che lo hanno reso celebre: il suo nome viene utilizzato per mettere nuovi artisti nelle condizioni di creare, esporre e farsi conoscere. Esattamente il tipo di eredità che Daniela e Cristina Rambaldi hanno scelto di mettere al centro delle celebrazioni.
