Almanacco 24 ottobre 2026 Storia del cinema

Almanacco del 24 ottobre 2026: Walt Disney davanti alla HUAC, From Beyond, Gattaca, John Wick e altre ricorrenze nella storia del cinema.

Walt Disney davanti alla HUAC, La battaglia di Alamo, From Beyond, Gattaca, John Wick, F. Murray Abraham, Maureen O’Hara e altre ricorrenze nella storia del cinema.

Accadde oggi al cinema

1947 – Walt Disney testimonia davanti alla Commissione per le attività antiamericane

Il 24 ottobre 1947 Walt Disney compare a Washington davanti alla House Committee on Un-American Activities, nel pieno delle audizioni dedicate alla presunta infiltrazione comunista nell’industria cinematografica. I verbali ufficiali del Congresso collocano la sua testimonianza proprio quel giorno, dopo quelle di Lela Rogers e Oliver Carlson.

Disney è uno dei cosiddetti “friendly witnesses”, cioè dei testimoni favorevoli all’indagine. Parla anche dello sciopero che aveva sconvolto il suo studio nel 1941 e indica persone e organizzazioni che ritiene legate al Partito comunista. Pochi giorni dopo toccherà agli sceneggiatori e registi che si rifiutano di rispondere alle domande sulle proprie appartenenze politiche. Dieci di loro saranno condannati per oltraggio al Congresso e diventeranno gli Hollywood Ten, primi grandi bersagli della blacklist degli studios.

Non è quindi una ricorrenza legata all’uscita di un film, ma a qualcosa che modificherà profondamente chi poteva lavorare nel cinema americano e a quali condizioni. Una parte della storia di Hollywood passa anche da una stanza del Congresso.

1960 – John Wayne presenta finalmente La battaglia di Alamo

Il 24 ottobre 1960 si tiene al Woodlawn Theatre di San Antonio, Texas, la prima mondiale di The Alamo, distribuito in Italia come La battaglia di Alamo. La normale uscita americana arriverà nei giorni successivi: l’AFI distingue infatti chiaramente la première di San Antonio del 24 dalle aperture di Los Angeles e New York del 26 e dall’uscita indicata al 27 ottobre.

Per John Wayne è molto più di un film. Aveva cominciato a pensare al progetto già negli anni Quaranta, lo produce, lo dirige e interpreta Davy Crockett accanto a Richard Widmark e Laurence Harvey. Per finanziare l’impresa arriva a impegnare una parte considerevole del proprio patrimonio; le fonti dell’epoca collocano il costo finale tra i 12 e i 14 milioni di dollari, una cifra enorme per il 1960.

La versione presentata a San Antonio dura addirittura 202 minuti, compresi ouverture, intervallo e musica d’uscita; per la distribuzione generale verrà ridotta a 167.

Il film riceverà sette candidature agli Oscar, compresa quella come miglior film. Ma soprattutto rappresenta uno dei casi più estremi della Hollywood classica in cui una star mette denaro, prestigio e carriera al servizio di un unico progetto personale gigantesco.

1986 – From Beyond apre una porta che sarebbe stato meglio lasciare chiusa

Il 24 ottobre 1986 comincia nelle sale americane la distribuzione di From Beyond di Stuart Gordon, tratto liberamente da H.P. Lovecraft, con Jeffrey Combs, Barbara Crampton, Ken Foree e Ted Sorel. Il film apre in distribuzione limitata e incasserà negli Stati Uniti circa 1,26 milioni di dollari.

Al centro c’è il Resonator, una macchina capace di stimolare la ghiandola pineale e permettere agli esseri umani di percepire creature normalmente invisibili. Il problema è che, una volta che gli uomini possono vedere loro, anche loro possono vedere gli uomini.

Gordon sposta rapidamente il racconto dal laboratorio scientifico al body horror: corpi che mutano, desiderio, carne e conoscenza diventano praticamente la stessa cosa. È uno dei film che aiutano a definire quella particolare zona dell’horror anni Ottanta in cui gli effetti prostetici non servono soltanto a mostrare un mostro, ma a dimostrare che il corpo umano stesso può diventare il mostro.

E c’è anche una piccola connessione italiana: una parte consistente della produzione viene realizzata a Roma, negli studi della Empire Pictures.

Gattaca: lo Streben minimalista di Andrew "Truman Show" Niccol - 24 ottobre Storia del cinema

1997 – Gattaca immagina un mondo in cui il curriculum è scritto nel DNA

Il 24 ottobre 1997 arriva commercialmente nelle sale statunitensi Gattaca di Andrew Niccol, dopo alcuni precedenti passaggi festivalieri. Ethan Hawke interpreta Vincent Freeman, nato senza selezione genetica in una società nella quale il DNA determina praticamente in anticipo lavoro, aspettative e posizione sociale; Uma Thurman è Irene e Jude Law è Jerome.

Il film non immagina una dittatura spettacolare. Quasi tutto funziona bene, tutto è elegante, pulito ed efficiente. Proprio per questo il sistema è inquietante: basta una goccia di sangue, un capello o un campione d’urina per stabilire quanto una persona dovrebbe poter aspirare nella vita.

Persino il titolo contiene già il concetto. Le lettere G, A, T e C di Gattaca sono quelle utilizzate per indicare le quattro basi del DNA: guanina, adenina, timina e citosina. Nei titoli di testa quelle stesse lettere vengono isolate graficamente nei nomi di attori e tecnici.

Nel 1997 sembra fantascienza sul futuro della genetica. Con il passare degli anni il film è diventato interessante anche per un motivo diverso: non parla tanto della possibilità di conoscere i nostri dati biologici quanto di chi avrà il diritto di usarli per decidere chi siamo.

2008 – Clint Eastwood porta Changeling in quindici cinema

Il 24 ottobre 2008 comincia la distribuzione limitata americana di Changeling di Clint Eastwood, con Angelina Jolie. Il film era già stato presentato mesi prima a Cannes: questa è quindi precisamente la data dell’apertura commerciale statunitense, inizialmente in appena 15 cinema. Una settimana dopo passerà a oltre 1.800 sale.

Jolie interpreta Christine Collins, madre il cui figlio scompare nella Los Angeles del 1928. Quando la polizia le restituisce un bambino, lei sostiene immediatamente che non è suo figlio. Il problema è che ammetterlo significherebbe per il dipartimento riconoscere pubblicamente il proprio errore.

Eastwood costruisce così un film in cui il vero antagonista non è soltanto un individuo, ma un’istituzione capace di trasformare la propria versione dei fatti in verità ufficiale e di dichiarare irrazionale chi continua a contestarla.

La partenza è piccola — meno di mezzo milione di dollari nel primo weekend — ma il film finirà sopra i 113 milioni nel mondo.

2014 – John Wick entra nei cinema americani

Il 24 ottobre 2014 John Wick arriva in distribuzione ampia negli Stati Uniti. Non è la première assoluta: il film era già stato mostrato a Fantastic Fest e aveva avuto una première newyorkese il 13 ottobre, oltre ad alcune aperture internazionali il giorno precedente. Il 24 è dunque la data precisa dell’uscita commerciale americana.

Keanu Reeves interpreta un ex sicario che ha abbandonato il mestiere e viene costretto a tornarci dopo che alcuni criminali entrano in casa sua, gli rubano l’auto e uccidono il cane lasciatogli dalla moglie appena morta.

Il film costa circa 20 milioni di dollari, parte con 14,4 milioni nel weekend americano e conclude la prima corsa mondiale intorno agli 86 milioni. Numeri solidi, ma non tali da far immaginare immediatamente ciò che sarebbe successo dopo.

Più importante dell’incasso è infatti il linguaggio dell’azione: inquadrature leggibili, coreografie fisiche, combattimenti nei quali l’attore resta visibile e un universo criminale che viene suggerito prima ancora di essere spiegato. Da quel film relativamente piccolo nascerà uno dei marchi action più riconoscibili del nuovo millennio.

Nati il 24 ottobre nella storia del cinema

Il 24 ottobre 1939 nasce a Pittsburgh F. Murray Abraham. Dopo anni da caratterista, Scarface e numerosi lavori teatrali, nel 1984 arriva Antonio Salieri in Amadeus di Miloš Forman. L’interpretazione gli vale l’Oscar come miglior attore, battendo nella stessa categoria il collega Tom Hulce, che nel film interpreta Mozart.

Il 24 ottobre 1947 nasce a St. Louis Kevin Kline, uno dei pochi attori capaci di attraversare con la stessa credibilità Shakespeare, commedia farsesca e dramma cinematografico. Dopo La scelta di Sophie e Il grande freddo, vince l’Oscar come non protagonista per Un pesce di nome Wanda, dove interpreta l’indimenticabile Otto.

Dieci anni dopo, il 24 ottobre 1957, nasce John Kassir, volto molto meno famoso della propria voce: è lui a dare vita al ghigno e alla risata del Crypt Keeper di Tales from the Crypt, personaggio che accompagnerà anche nei lungometraggi derivati dalla serie.

Il 24 ottobre 1960 nasce a San Francisco B.D. Wong. Dal teatro di M. Butterfly passa al cinema e alla televisione, diventando tra l’altro il genetista Henry Wu in Jurassic Park e tornando nello stesso ruolo, oltre vent’anni dopo, nella serie di Jurassic World.

Ci hanno lasciato oggi

Il 24 ottobre 1991 muore a 70 anni Gene Roddenberry, creatore di Star Trek. La serie originale era durata appena tre stagioni, dal 1966 al 1969, ma l’universo costruito intorno all’Enterprise era già diventato qualcosa di enormemente più grande della sua prima incarnazione televisiva.

C’è un particolare quasi cinematografico nella data della sua morte: il sito ufficiale Roddenberry ricorda che era scomparso meno di 48 ore dopo aver visto una proiezione di Star Trek VI: Rotta verso l’ignoto, ultimo film cinematografico incentrato sull’equipaggio originale.

Il 24 ottobre 2015 muore a Boise Maureen O’Hara, 95 anni. Charles Laughton l’aveva portata giovanissima nel cinema britannico e americano; avrebbe poi attraversato Notre Dame, Com’era verde la mia valle, Il miracolo della 34ª strada e soprattutto il cinema di John Ford.

Con John Wayne gira cinque film: Rio Grande, Un uomo tranquillo, The Wings of Eagles, McLintock! e Big Jake. La loro coppia cinematografica diventa talmente naturale che molti spettatori finiranno per associarli quasi come se fossero stati una coppia anche fuori dallo schermo. Non lo erano. O’Hara lo ricordava invece come uno dei propri amici più stretti.

Il 24 ottobre 2017 muore infine Robert Guillaume, 89 anni. Gran parte della sua fama arriva dalla televisione con Soap e Benson, ma il cinema gli consegna una seconda immortalità attraverso una voce: è Rafiki in Il re leone.

La frase del giorno

“Once the camera is rolling, acting is acting.”

Kevin Kline, spiegando che, una volta partita la macchina da presa, la sostanza del mestiere dell’attore resta la stessa anche lavorando in un’altra lingua e in un’altra cinematografia.