Skip to content Skip to footer
Le uscite al cinema di febbraio 2026: Cime tempestose

Cime tempestose: le reazioni al film più provocante del 2026

Cime Tempestose di Emerald Fennell esce nei cinema italiani il 12 febbraio. E la Warner Bros. rilancia le entusiaste impressioni del pubblico alle anteprime.

“Provocante” sembra la parola adatta per descrivere il nuovo e innovativo adattamento del romanzo di Emily Brontë del 1847. La regista, infatti, sembra aver realizzato un film seducente e sofisticato. Oltre che volutamente “pop”. La storia segue la turbolenta relazione, nella brughiera del West Yorkshire, fra Catherine Earnshaw e l’affascinante Heathcliff.

Le trasposizioni di Cime tempestose si sprecano, dal classico del 1939 con Laurence Olivier e Merle Oberon come protagonisti, alla versione del 1970 con Timothy Dalton e Anna Calder-Marshall. Fino al film del 1992 con al centro i due divi Juliette Binoche e Ralph Fiennes e al più recente adattamento del 2011 con Kaya Scodelario e James Howson. Per il 2026, invece, Emerald Fennell ha scelto i volti di due star dei nostri tempi, gli australiani Margot Robbie e Jacob Elordi.

Le prime reazioni: fra dolore e desiderio

Cime tempestose

Uno dei commenti più articolati sul nuovo Cime tempestose paragona lo stile di Emerald Fennell a quello di Baz Luhrmann, il regista di Moulin Rouge!, Romeo + Giulietta e Elvis (2022).

Una storia d’amore seducente, su larga scala e travolgente che incanala l’emozione cruda del testo per creare un’esperienza sensoriale completa. L’adattamento di Fennell affonda le sue radici nei sentimenti, è singolare, un’estensione sfrenata della sua esperienza di lettura dell’opera di Brontë. È dolorosamente malinconico e straordinariamente contemporaneo.

E continua: “Cime Tempestose è il film più sensuale che abbiamo visto negli ultimi tempi: la passione, il desiderio, l’attrazione gravitazionale del desiderio e la dicotomia tra piacere e dolore sono serviti da perfetto tonico alla regressione puritana della Generazione Z nella repressione. Fennell mette in guardia, attraverso un dolore straziante, dai pericoli del negarsi felicità, avventura, intimità e amore, per placare gli atteggiamenti culturali a non lasciarci andare”.

Per concludere: “Sono sicuro che i puristi non saranno d’accordo, ma è certo che diventerà un punto fermo per questa generazione”. Un riferimento alle polemiche che avevano suscitato le prime immagini dell’adattamento, considerato un completo stravolgimento del romanzo di partenza.

Le reazioni parlano di una grande chimica fra i due protagonisti ed elogiano la maestria di Emerald Fennell.

Un’opera d’arte visiva mozzafiato, il film sembra destinato a essere un importante candidato ai premi, in particolare per la fotografia, i costumi, la scenografia e la colonna sonora. Il pubblico, in particolare BookTok, rimarrà assolutamente sbalordito da ciò che Fennell ha realizzato con questo audace adattamento.

Cime tempestose: un nuovo classico

C’è chi descrive il film come “un nuovo classico di livello divino. Inebriante, trascendente, stuzzicante, ammaliante, lussurioso, ipnotico. Cattura sapientemente il dolore mozzafiato e l’essenza del desiderio. La fotografia di Sandgren è ammaliante. La scenografia di Davies è sublime”.

E ancora: “non è solo una storia d’amore; è un racconto ammonitore costruito con rigore. La chimica tra Margo Robbie e Jacob Elordi destabilizza. Ogni scena è un dipinto squisito e la colonna sonora sintetica-orchestrale di Charli XCX rende la bellezza punitiva e severa”.

Alcuni lamentano un’eccessiva lunghezza ma tutti concordano nel considerarlo un film avvincente, divertente e sensuale.

Il tutto si fonde in un’intensa sensazione di desiderio, estasi e disperazione. Sottigliezze e sfumature non sono ammesse qui. Per quanto caotico e prolisso possa essere, il romantico che è in me, a cui piacciono le emozioni forti, se ne è innamorato.

Fennell, dopo aver vinto l’Oscar con Una donna promettente (2020) e aver creato un piccolo cult con Saltburn (2023), torna a provocare e sedurre il pubblico con il suo Cime tempestose. Un film di cui sicuramente se ne parlerà a lungo. Con un invito ad andare in sala e a tornare su Almanacco cinema per la nostra recensione!

Show CommentsClose Comments