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Cinema palestinese, i primi progetti finanziati dal Palestine Film Fund

Cinema palestinese, i primi progetti finanziati dal Palestine Film Fund

I primi progetti del cinema palestinese finanziati dal Palestine Film Fund: film su Gaza, Hebron e storie di resistenza e memoria.

Il Palestine Film Institute (PFI) ha annunciato i primi beneficiari del suo nuovo Palestine Film Fund (PFF), dopo il lancio avvenuto lo scorso anno al Festival di Cannes.

Il primo bando di finanziamento ha sostenuto sei lungometraggi e tre cortometraggi, in diverse fasi di sviluppo e produzione, con un sostegno economico complessivo di 45.000 euro (53.000 dollari).

I progetti spaziano tra storie e generi diversi, con temi di sfollamento, memoria, resistenza e resilienza che attraversano l’intera selezione, concentrata su opere raccontate da prospettive palestinesi autentiche.

Si va dai documentari come +477 Night, sulla vita a Gaza, e The Story of the Mountain, che segue bambini nella città cisgiordana di Hebron che sognano una vita in un mondo senza checkpoint, a Three Days and a Third (alias Yesterday The Eye Didn’t Sleep), un dramma familiare che esplora le tradizioni tribali nella valle della Bekaa in Libano, diretto da Rakan Mayasi, già noto per il cortometraggio Bonboné.

Le candidature e le dichiarazioni del Palestine Film Institute

Il PFI ha dichiarato di aver ricevuto 167 progetti da cineasti palestinesi di tutto il mondo, di cui 74 lungometraggi e 93 cortometraggi.

I documentari hanno rappresentato la maggioranza delle candidature per i lungometraggi (77%), mentre la fiction ha dominato le domande per i corti (55%). I registi che si identificano come uomini hanno presentato il 60% delle candidature, mentre le registe il 40%.

“L’enorme risposta al nostro primo bando dimostra sia l’urgente necessità di questo fondo sia l’incredibile ampiezza creativa della narrazione palestinese che sta avvenendo a livello globale”, ha dichiarato Reem Shadid, membro del Consiglio Esecutivo del PFI.

“Questi nove progetti svolgono un ruolo fondamentale nella realizzazione della nostra missione di creare spazi aperti in cui i cineasti palestinesi possano condividere le proprie storie e immagini, liberi dalla minaccia del silenziamento, della censura e della cancellazione”.

Un anno chiave per il cinema palestinese

Il primo ciclo di finanziamenti arriva dopo un anno di grande visibilità per il cinema palestinese, guidato da film candidati all’Oscar come Palestine 36 di Annemarie Jacir e All That’s Left You di Cherien Dabis, oltre a Once Upon A Time In Gaza di Tarzan Nasser e Arab Nasser, vincitore del premio per la Miglior Regia – Un Certain Regard al Festival di Cannes, e al documentario With Hasan In Gaza di Kamal Aljafari, candidato agli European Film Awards.

Il ruolo della giuria

La giuria inaugurale del PFF – composta dallo scrittore e regista palestinese Michel Khleifi, dalla produttrice, distributrice ed esercente egiziana nonché direttrice artistica dell’El Gouna Film Festival Marianne Khoury, e dalla regista e videoartista libanese Rania Stephan – ha sottolineato il ruolo del fondo nel sostenere una nuova ondata di talenti del cinema palestinese.

“Come giuria, siamo rimasti colpiti dalla qualità dei progetti letti, che hanno mostrato maturità cinematografica, espresso la ricchezza delle esperienze palestinesi e segnato l’avvento di una nuova generazione di cineasti palestinesi”.

Cinema palestinese, la missione del Palestine Film Fund

Il Palestine Film Fund fornisce supporto finanziario e settoriale ai cineasti palestinesi che lavorano a film di corto, medio e lungometraggio in varie fasi di sviluppo e produzione.

La priorità è data ai registi basati in Palestina, nei paesi a basso reddito o in regioni in cui la discriminazione contro le voci palestinesi limita l’accesso alle opportunità di finanziamento.

I partner fondatori includono IDFA Bertha FundInternational Media Support (IMS), Arab Fund for Arts and Culture(AFAC), Intuitive Pictures e Sawsan Asfari, con il supporto aggiuntivo di IRIS.

Il secondo bando per le candidature aprirà all’inizio di aprile 2026.

Cinema palestinese, i primi beneficiari del PFI

Lungometraggi

Concrete Land (Palestina, Giordania)

Regia: Asmahan Bkerat

Una storia intima di una famiglia beduina palestinese di tre generazioni e dei loro animali, alla periferia di Amman, in Giordania, mentre uno sviluppo incessante rimodella il loro mondo. Di fronte a sfratti, sfollamenti e a un futuro incerto, lottano per sopravvivere in un ambiente sempre più inabitabile e irriconoscibile.

+477 Night (Palestina)

Regia: Aisha Alqraan

Cosa significa essere seduti tra i propri figli e nipoti, con la moglie e le figlie intorno, mentre i bambini giocano dentro e fuori una tenda — e all’improvviso un singolo missile, del peso di una tonnellata o più, cade su di voi, cancellando ogni dettaglio della vita e trasformandolo in cenere e terra annerita? Da qui inizia il documentario: per raccontare la storia della vita prima della vita di quella famiglia.

To Make Things Grow (Regno Unito)

Regia: Yasmin Fedda

Il film ricostruisce la storia visionaria dell’orfanotrofio agricolo Farm School of Deir Amro in Palestina negli anni Quaranta, attraverso un collage di film d’archivio, testimonianze in prima persona, documenti ufficiali e fotografie personali. Indicando speranza e ispirazione per il futuro, esplora come l’intreccio tra terra, comunità e famiglia lasci un segno indelebile nella storia.

Three Days and a Third (Belgio, Palestina, Libano)

Regia: Rakan Mayasi

In una valle velata dalla nebbia e da codici tribali, due sorelle camminano nella notte non come figlie, ma come offerte — dove sangue, memoria e silenzio cercano di impedire che il fuoco si diffonda.

The Story of the Mountain (Palestina)

Regia: Shayma’ Awawdeh

A Hebron, nella Palestina occupata, bambini partecipano a un laboratorio di animazione immaginando una montagna magica che si trasforma in una gigantesca nonna capace di realizzare il loro sogno: distruggere il checkpoint all’ingresso del loro quartiere.

Aziza in a Cherished Land (Palestina)

Regia: Tareq Khalaf

Preoccupata per il deteriorarsi della situazione politica in Cisgiordania, Aziza chiede a Tareq di lasciare la Palestina e raggiungere il resto della sua famiglia negli Stati Uniti, lasciando lei e la nonna di lui sole in uno stato di guerra. Tareq trova rifugio nel giardino di Aziza, osservando il suo modo stagionale di vivere mentre affronta la difficile decisione di partire.

Cortometraggi 

Trash (Palestina)

Regia: Leen Ms. Kanan

A un teso checkpoint militare, la vita di un camionista palestinese è minacciata quando si china a raccogliere il suo rosario caduto. Il suo piccolo atto di coraggio trasforma la paura in una rivolta silenziosa, reclamando dignità nella routine dell’oppressione.

Issa and the Forest (Palestina)

Regia: Rama Heib

Issa è un giovane ragazzo che vive da solo in cima a una montagna avvolta dalla nebbia. Trascorre le giornate accudendo il suo cavallo e uno speciale albero che deve annaffiare ogni giorno. Una mattina particolarmente nebbiosa, uno strano suono lo conduce a una creatura misteriosa, che fugge nella foresta. Issa decide di seguirla, ignaro delle gravi conseguenze che questa scelta avrà sul suo futuro.

Where the Light Rests (Palestina)

Regia: Islam Tuaima

Dopo aver perso il marito e i figli nella guerra, Asmaa vive sola nella casa di sua sorella, circondata dai loro ricordi e dai suoi rituali quotidiani. Il film documenta il suo viaggio interiore attraverso dolore, perdita e fede, mentre cerca di comprendere il significato dell’esistenza dei suoi figli dopo la loro scomparsa. La luce nella sua vita diventa simbolo di chiarezza e speranza, rivelando che i suoi cari non hanno lasciato il mondo, ma stanno “dormendo nella luce”.