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Fiore mio, a Locarno l’esordio alla regia di Paolo Cognetti
È stato presentato in preapertura al Locarno Film Festival, Fiore mio, il docu-film che segna l’approdo alla regia di Paolo Cognetti.
Lo scrittore Premio Strega firma il suo primo lavoro da regista. Il docufilm è stato presentato nella magica cornice di Piazza Grande, il luogo simbolo del Locarno Film Festival per inaugurarne la 77ª edizione e arriverà nei nostri cinema dal 25 al 27 novembre.
Fiore mio: cosa sappiamo
Fiore mio è l’essenza stessa della poetica di Cognetti: la montagna e il rapporto tra essa e l’uomo sono i protagonisti assoluti. L’autore si concentra soprattutto sul Monte Rosa, trattato non solo come un luogo geografico, ma come uno spazio in cui si può sentire e comprendere ciò che abbiamo intorno.
Difatti, il documentario segue la siccità che colpì l’Italia nel 2022. In quell’occasione, Cognetti ha avuto modo di osservare da vicino l’esaurimento della sorgente della sua casa a Estoul, che sovrasta la vallata di Brusson. Nasce così l’idea di raccontare la bellezza delle sue montagne, dei paesaggi e dei ghiacciai ormai destinati a sparire o cambiare per sempre a causa del cambiamento climatico.
Risulta come un racconto intimo e potente, che ci coinvolge emotivamente e ci spinge a prendere coscienza della necessità di agire per proteggere il nostro pianeta.
Il film è scritto, diretto e interpretato da Paolo Cognetti. È prodotto da Samarcanda Film, Nexo Studios, Harald House e EDI Effetti Digitali Italiani con il sostegno della Film Commission Vallée d’Aoste. Da segnalare la colonna sonora che accompagna questo viaggio alla scoperta del Monte Rosa. Vasco Brondi firma per la prima volta una colonna sonora, oltre ad interpretare la canzone che chiude il documentario: Ascoltare gli alberi. Il titolo, invece, prende spunto dall’omonima canzone di Andrea Laszlo De Simone, cantautore e musicista torinese che ha vinto il Premio César 2024 per la Migliore Musica Originale con Animal Kingdom, divenendo il primo italiano ad aggiudicarsi questo prestigioso premio.

Cognetti e la montagna
Come già evidenziato, la montagna è il cuore pulsante dell’opera di Cognetti. Un affresco in cui l’uomo e la natura si intrecciano indissolubilmente, dando vita a storie profonde e universali. In Le otto montagne, adattamento cinematografico del 2022 del suo romanzo Premio Strega, questo legame raggiunge nuove vette. Luca Marinelli e Alessandro Borghi interpretano Pietro e Bruno, due amici che, tra le cime alpine, scoprono l’importanza dell’amicizia, l’eco delle proprie radici e il mistero dell’anima.
La montagna, ancora una volta, né è la protagonista: non ne fa semplicemente da sfondo statico, ma è un personaggio a sé stante, una forza che plasma e modifica le vite dei protagonisti.
Aspettando la fine di novembre per poter tornare al cinema e immergerci nella natura più selvaggia, non ci resta che guardare il teaser trailer qui sotto.
