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Greenland 3

Greenland 3: il regista apre alla trilogia e cita l’era Trump

Con Greenland: Migration nelle sale, Ric Roman Waugh conferma i piani per un terzo capitolo e riflette su come la politica attuale influenzi il disaster movie.

Mentre Greenland:Migration sta dominando il box office di questo inizio 2026, il regista Ric Roman Waugh guarda già al futuro. In una recente intervista a The Hollywood Reporter, il cineasta ha confermato che le discussioni per un terzo capitolo sono già in fase avanzata, trasformando ufficialmente la saga di sopravvivenza con Gerard Butler in una potenziale trilogia. Ma non è solo questione di incassi: Waugh ha sottolineato come il clima politico attuale abbia plasmato la narrazione.

Secondo il regista, se il primo film era una parabola intima sulla famiglia, questo sequel e l’eventuale terzo atto devono necessariamente confrontarsi con la gestione del potere. Waugh ha tracciato un parallelo diretto tra la ricostruzione della società nel film e l’attuale panorama politico americano, suggerendo che un terzo film esplorerebbe cosa succede quando le “vecchie regole” crollano e emergono nuovi leader carismatici ma divisivi. Un commento che, visto il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, assume una valenza quasi documentaristica

Un finale difficile da gestire

Il produttore Sébastien Raybaud ha però avvertito i fan: il finale di Migration contiene un evento narrativo “tricky” (complicato) che rende la scrittura di un sequel una sfida non indifferente. Senza fare spoiler, la pellicola lascia la famiglia Garrity in una situazione che ridefinisce il concetto di “casa”. Waugh ha dichiarato: “Non faremo un terzo film solo per incassare. Lo faremo solo se troveremo un modo onesto per mostrare come l’umanità si riorganizza quando non c’è più nessuno a dare ordini”.

La sopravvivenza non è democratica

Il tema centrale del franchise rimane la “zona grigia morale”. In un mondo devastato, la democrazia è un lusso o una necessità? Greenland 3 potrebbe diventare il capitolo più politico della saga, abbandonando la fuga fisica per concentrarsi sulla guerra ideologica per il controllo delle risorse rimaste.