In un’intervista rilasciata a Variety, l’attore britannico Hugh Grant si racconta. A partire da una certa fama che lo accompagna da anni.
Hugh Grant ha una reputazione da “grumpy” (in inglese, “burbero”), come si è spesso definito in diverse interviste. Dice anche di essere un interprete difficile da gestire sul set.
Durante il tour promozionale di Wonka, film nel quale ha interpretato uno spassoso Oompa Loompa, Grant ha scherzato in conferenza stampa dicendo di aver odiato girare il film, mentre il resto del cast esprimeva entusiasmo. Anche se per lui era chiaramente una battuta, il web ha trasformato quelle parole in un dato di fatto. “In realtà, mi sono divertito moltissimo a girarlo”, ha poi chiarito.
Grant critica il modo in cui internet elimina il contesto e l’umorismo per creare titoli ad effetto. “Ecco perché lo odio così tanto”, afferma. Forse è la sua fama di attore affabile e romantico che rende il pubblico impreparato al suo sarcasmo e alla sua ironia pungente. Tuttavia, chi lavora con lui è complice di questo lato del suo carattere. Jerry Seinfeld, ad esempio, dopo averlo diretto in Unfrosted, ha scherzato sul fatto che fosse difficile lavorare con lui, ma i media hanno preso le sue parole alla lettera.
La rinascita di Hugh Grant con ruoli insoliti
Grant torna a sorprendere in Heretic, horror psicologico in cui interpreta Mr. Reed, un uomo che sottopone due missionarie mormoni a prove di fede. Il film e la sua interpretazione hanno ricevuto recensioni entusiastiche e diverse nomination, tra le quali quelle ai Critics Choice e ai Golden Globe.
Dal romanticismo all’horror
Grant ammette di aver smesso di fare commedie romantiche non per scelta, ma perché non gli sono più state offerte. “E poi ne ho fatta una che è stata un fallimento totale”, dice, riferendosi a Did You Hear About the Morgans?.
Le commedie, afferma, sono difficili da realizzare. Così Grant: “Sono difficili. E con il senno di poi, apprezzo davvero quelli buoni che ho fatto. Quelli di Richard Curtis parlano davvero di dolore. È qualcosa che mia moglie ha notato. È svedese; sono bravi a riconoscere il dolore. Stava guardando Love Actually e ha detto ‘Tutti soffrono, e l’umorismo è solo un modo per affrontare il dolore’. È questo che li fa durare nel tempo e non svanire come un soffio di vento.
Anche quelli di Marc Lawrence sono fantastici perché ama davvero le persone, e c’è un calore che trovo incantevole. Ho visto commedie romantiche fatte un po’ a tavolino, e non funzionano altrettanto bene”.
Il ritorno in Bridget Jones
Grant tornerà nei panni di Daniel Cleaver nel nuovo capitolo della saga di Bridget Jones, Mad About the Boy. Basato sul libro di Helen Fielding, il film affronta temi come il lutto e la genitorialità. L’attore ha persino contribuito alla stesura dei dialoghi, preoccupandosi di dare maggiore sviluppo al suo personaggio.
Questa l’opinione di Grant sul copione: “Forse, perché ho 500 figli, l’ho trovato molto commovente e divertente”.
Un talento per la scrittura e l’improvvisazione
Grant ha iniziato come scrittore e, ancora oggi, ama aggiungere tocchi personali ai dialoghi. Anche in Heretic alcune battute sono state improvvisate, come la frase “Non ho mai avuto una Wendy”.
La svolta verso ruoli più oscuri
Grant è attratto dal lato oscuro ed Heretic gli ha dato l’opportunità di esplorarlo. Ha studiato serial killer e leader di sette, approfondendo non solo la loro psicologia, ma anche dettagli estetici come occhiali e abbigliamento, per costruire il personaggio di Mr. Reed.
Il ruolo lo ha coinvolto emotivamente: “Mi portava in luoghi molto malinconici, ma ho cercato di usarli a mio vantaggio”.