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IA e Hollywood: Gareth Edwards dice “si”

Il regista di Jurassic World Rebirth, Gareth Edwards, ammette pubblicamente di essere affascinato dall’IA. Il regista ha rivelato di aver già sperimentato l’uso dell’IA e che gli piacerebbe sfruttarla anche per la creazione di film. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

L’IA per Gareth Edwards

Gareth Edwards di certo non è tra coloro che sono terrorizzati dall’IA. Già in passato ha detto di aver sperimentato modelli di diffusione, rivelando che le sue intenzioni vanno ben oltre la semplice sperimentazione.

Il regista ha infatti ammesso di voler creare un vero e proprio film ibrido generativo con l’intelligenza artificiale. L’unico motivo per il quale non ha ancora avviato il progetto è legato ad una questione di tempistiche: lo sviluppo tecnologico galoppa ad un ritmo nettamente superiore rispetto al processo cinematografico. Di conseguenza, gli strumenti cambiano rapidamente o, addirittura, ne nascono di nuovi. Questo rende difficile avere un asset tecnologico di partenza stabile.

Una passione che persiste

Gareth Edwards ha già dimostrato la sua apertura alla tecnologia con il film fantascientifico The Creator (2023), nel quale ha chiaramente adottato un approccio positivo al tema dell’intelligenza artificiale.

Anche in occasione di un panel sul world-building all’evento AI on the Lot di Amazon a Culver City, ha espresso la sua propensione ad accogliere nuove tecnologie, paragonando l’ascesa dell’AI a quella della CGI negli anni 90.

“Non vedo perché tu non dovresti interessarti a queste cose come regista. È chiaramente uno strumento che potrebbe essere al livello della macchina fotografica. Sarà meglio della CGI”

Diversamente la pensano altri registi e collaboratori che rimangono restii dinanzi a questa innovazione tecnologica.

Un aiuto prezioso

Il regista spiega che l’IA generativa è un aiuto importante per organizzare idee, produrre immagini o mettere alla prova dei concetti. Non è una mente che crea storie al posto tuo, bensì un supporto che può dare nuovi spunti per creare qualcosa di originale e stimolare la propria creatività.

Inoltre, ha sottolineato che l’uso dell’IA richiede supervisione così come durante la realizzazione di un film in modo tradizionale.

Gareth Edwards e Paul Schrader promuovono l’IA

Durante lo stesso evento è intervenuto anche Paul Schrader, storico sceneggiatore e regista di American Gigolo e First Reformed.

Schrader ha raccontato di aver utilizzato ChatGPT per sviluppare un’idea narrativa nello stile dei suoi film. Il risultato, a suo dire, era già abbastanza valido da poter essere proposto professionalmente.

Il regista ha però ammesso che oggi il pubblico riconoscerebbe ancora una differenza qualitativa rispetto ai suoi lavori migliori. Una distanza che, secondo lui, potrebbe però ridursi rapidamente nei prossimi anni.

Il futuro del cinema sarà davvero generato dall’IA?

Gareth Edwards ha concluso il suo intervento con una riflessione prudente ma significativa: nessuno oggi può davvero prevedere quale sarà il futuro dell’intelligenza artificiale nel cinema.

La sensazione, però, è che Hollywood stia entrando in una nuova fase tecnologica destinata a cambiare radicalmente produzione, effetti visivi e sviluppo creativo.

E se fino a pochi anni fa l’IA sembrava fantascienza, oggi è già al centro delle discussioni dei grandi registi blockbuster.