Warm Bodies: recensione del film horror-romantico di Jonathan Levine.
Bentornati alla rubrica settimanale di Almanacco Cinema dedicata al romance: il luogo dove emozioni, chimica e storie d’amore sul grande schermo prendono vita.
Dai cult alle ultime uscite, analizziamo rom-com, drammi, dark romance, young adult, romantasy, romance storico e contemporaneo.
Il romance non è un genere facile: tra cliché e titoli ripetitivi, solo le storie che sanno emozionare davvero restano nel cuore e nella memoria dello spettatore.
Questa volta parliamo di Warm Bodies, film del 2013 diretto da Jonathan Levine e basato sull’omonimo romanzo di Isaac Marion pubblicato nel 2012. Un horror-romantico con elementi comedy che racconta una storia particolare fatta di sopravvivenza, amore e cambiamento sociale.
Warm Bodies: di cosa parla il film?
Warm Bodies (2013) è ambientato in un mondo post-apocalittico dove gli esseri umani sono costretti a vivere nascosti per proteggersi dagli zombie e dagli ancor più pericolosi “ossuti”.
La storia viene raccontata proprio dal punto di vista di R (Nicholas Hoult), uno zombie diverso dagli altri, che ci permette di scoprire qualcosa in più sulla sua condizione. Gli zombie bramano carne umana e, quando mangiano un cervello, possono rivivere i ricordi della persona a cui apparteneva. Per R questo rappresenta uno dei pochi modi per sentirsi ancora, paradossalmente, vivo.
Durante una missione di ricognizione alla ricerca di cibo organizzata dai sopravvissuti guidati dal fidanzato di Julie (Teresa Palmer), R lo uccide e ne mangia il cervello. Attraverso quei ricordi rimane profondamente colpito dalla ragazza e decide di salvarla invece di divorarla.
Da questo momento nasce tra i due un rapporto insolito che porterà R verso una vera e propria rinascita: il suo cuore ricomincia a battere.
La relazione tra R e Julie non solo permette allo zombie di ritrovare lentamente la propria umanità, ma diventa anche il punto di partenza per un cambiamento che coinvolgerà tutti gli altri zombie. La loro storia d’amore si intreccia così con una vera e propria rivoluzione capace di stravolgere il destino dell’umanità.
Un progetto dai buoni propositi
Il film è sicuramente particolare: non tanto per la relazione romantica tra un’umana e uno zombie, quanto più per la scelta di inserirla all’interno di un prodotto che combina sia elementi horror che comici.
Si tratta di un’idea originale, ma assai rischiosa.
Warm Bodies: un genere difficile da bilanciare
L’idea alla base di Warm Bodies è infatti molto interessante. Purtroppo, però, il film presenta alcune criticità.
La componente horror è quasi completamente assente: lo scenario post-apocalittico, il trucco degli zombie e le scene d’azione sono a volte più vicine ad un fantasy adolescenziale, piuttosto che al genere horror di sopravvivenza.
A emergere maggiormente è invece la parte comica, che però non è del tutto azzeccata e in alcuni momenti sfiora quasi il demenziale.
C’è chi riesce a sorridere davanti ai modi bizzarri con cui comunicano gli zombie, davanti all’innamoramento di R per Julie o alla ragazza che imita il loro modo di camminare. Dall’altra parte, però, alcuni spettatori possono rimanere delusi dalla mancanza di tensione e dal poco realismo del mondo narrato.
In effetti il problema principale di Warm Bodies è proprio il bilanciamento dei generi. Il film finisce quasi per sembrare una rom-com con elementi fantasy ispirata alle atmosfere young adult, quando avrebbe avuto tutte le carte in regola per distinguersi maggiormente e brillare di luce propria.
In sostanza: l’idea funziona, ma lo sviluppo poteva essere migliore.
Il significato di Warm Bodies: zombie, amore e diversità
Nonostante possa sembrare una banale storia d’amore tra un’umana e uno zombie, Warm Bodies nasconde una metafora più profonda.
Il film parla della paura del diverso, della possibilità di cambiare, dell’importanza di unirsi per ricominciare e della capacità di imparare dagli altri.
Non è solo R a rinascere grazie a Julie: anche lei scopre qualcosa di nuovo su se stessa attraverso il rapporto con lui. Così come gli altri zombie imparano da R e il resto dell’umanità da loro.
Questo messaggio non viene raccontato in modo banale, ma passa attraverso la musica, l’introspezione del protagonista e dialoghi che, pur mantenendo una certa leggerezza tipica del genere, riescono a evitare le classiche frasi romantiche vuote e prive di valore narrativo.
Peccato che il cambiamento vero e proprio sia stato inscenato in maniera troppo repentina, perdendo di importanza e dando la sensazione di un “lieto fine” forzato.
Personaggi ed evoluzione: R e Julie
Uno degli aspetti più interessanti di Warm Bodies è l’evoluzione dei personaggi.
A differenza di molte opere in cui i protagonisti rimangono statici e privi di personalità, qui assistiamo a una crescita graduale sia dei personaggi principali sia di quelli secondari, come gli altri zombie e il padre di Julie.
R è un personaggio particolare: per quanto possa esserlo uno zombie, possiede una personalità riconoscibile, dei pensieri e un desiderio di cambiamento. Creare empatia verso una creatura normalmente associata alla paura e alla repulsione non era semplice, ma il film riesce almeno in parte nell’intento, senza ridicolizzare troppo R in quanto zombie.
Anche Julie è una protagonista forte, indipendente e con idee proprie. Il suo rapporto con il padre mostra una ragazza pronta a difendere ciò in cui crede, anche quando significa mettere in discussione ciò che la società considera normale.
Non troviamo quindi semplici stereotipi, ma personaggi con una caratterizzazione che, nei limiti del genere, riesce a coinvolgere lo spettatore.
Warm Bodies: si poteva fare meglio?
La risposta è sì.
Warm Bodies aveva tutte le caratteristiche per diventare un film memorabile. Jonathan Levine ha realizzato un adattamento originale e particolare del romanzo di Isaac Marion, ma serviva maggiore attenzione per evitare alcuni momenti banali e poco convincenti.
Un pubblico young adult può apprezzare il film nonostante i suoi difetti, mentre uno spettatore adulto potrebbe trovare più difficile lasciarsi coinvolgere completamente.
Il problema principale è che Warm Bodies sembra non avere una vera e propria identità: non eccelle pienamente né come horror, né come commedia, né come romance. Rimane in bilico tra più generi.
Resta comunque una visione piacevole e leggera per chi ama le storie d’amore fantasy, i film young adult e le commedie romantiche con un elemento soprannaturale.
Una pellicola imperfetta, decisamente, ma con un’idea originale e un messaggio più profondo di tanti altri romance contemporanei.