Dal 1 al 6 ottobre il cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema di Torino ha ospitato il JobFilmDays, primo festival di cinema sui diritti dei lavoratori.
Quando accostiamo i termini cinema e lavoro il primo pensiero che viene in mente alla maggior parte di noi é l’immagine di Charlie Chaplin che siede su un’enorme ruota e che corre dietro il tapis roulant per stringere i bulloni. Tempi moderni é stato infatti uno dei primissimi film a rappresentare il tema del lavoro sul grande schermo come denuncia verso un sistema.
Se Chaplin ben 88 anni fa faceva scalpore con questo capolavoro del cinema muto e scuoteva gli spettatori denunciando i rischi dell’applicazione pratica del taylorismo, oggi il filone del cinema sul tema del lavoro resta molto prolifico. Però oggi nonstante la crescente consapevolezza, o forse proprio a causa della stessa, il pubblico non si sciocca più così facilmente.

Che cosa é JobFilmDays e perché é importante
In un mondo in cui diventa sempre più raro il moto di indignazione collettiva, é bello sapere che esistono ancora eventi che mettano in risalto lavori cinematografici che hanno come scopo quello di valorizzare il mondo del lavoro e di restituitgli la dignità che merita. JobFilmDays ne é un esempio. Si é concluso il 6 ottobre a Torino ed é il primo Festival cinematografico internazionale, ad oggi alla sua quinta edizione, totalmente dedicato al cinema per i diritti dei lavoratori.
Con lo scopo di coinvolgere in questo tentativo di abbinamento quanti più registi possibili, e puntando all’esclusività non si vuole solo esplorare il mondo del lavoro attraverso il linguaggio del cinema ma si vuole anche lanciare un messaggio agli addetti ai lavori e (soprattutto) ai non. Coinvolgere i giovani in questo processo é fondamentale ed il cinema può facilmente diventare uno strumento attraverso il quale le nuove generazioni possono navigare la complessità di questi temi.
Il festval diretto da Annalisa Lantermo ha ospitato pellicole da tutto il mondo. Aamelat. Jornaleras de la guerra di Eva Parey ha vinto il premio cinematografico internazionale Lavoro2024 JDF di Miglior film ritagliando uno scorcio sulla vita delle donne siriane fuggite in Libano.
Mentre vince il Gran Premio della Giuria il film francese Château Rouge di Hélène Milano. Infine il il premio al Miglior film sulle tematiche inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro è andato al serbo-sloveno Bottlemen di Nemanja Vojinović.