Elon Mus Alex Gibney

Musk: Gibney accusa il DOGE di preparare il controllo degli elettori

Elon Musk conosceva con sorprendente sicurezza l’esito delle presidenziali americane prima che fossero scrutinati i voti. Poco dopo è entrato nell’amministrazione Trump, mentre gli uomini del DOGE ottenevano accesso ai dati fiscali, sanitari, previdenziali e bancari di milioni di cittadini.

Il nuovo documentario di Alex Gibney mette in relazione i due fatti e formula un’accusa molto precisa: la raccolta di quelle informazioni potrebbe servire a influenzare le prossime elezioni attraverso l’intelligenza artificiale.

Musk dura 225 minuti più dieci d’intervallo e sarà presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Gibney aveva iniziato a lavorarci nel 2022, prima che Elon Musk comprasse Twitter e lo trasformasse in X, finanziasse Donald Trump e passasse dall’influenzare il governo a lavorarci dentro. Il film biografico è diventato durante la lavorazione un’inchiesta politica.

La certezza di Musk sul voto e i diecimila laser nello spazio

La testimonianza più esplosiva arriva da Ashley St. Clair, attivista conservatrice e madre di uno dei figli di Musk. Racconta che nell’autunno del 2024 il miliardario mostrava sull’esito delle elezioni un grado di sicurezza che lei non gli aveva mai visto. Prima del voto le avrebbe annunciato l’imminente attivazione di una non meglio precisata “anomalia nella Matrix”. Nei messaggi mostrati dal documentario compare anche una frase di Musk: “Ho diecimila laser nello spazio”.

Gibney domanda se si riferisse a Starlink. St. Clair risponde di non sapere dove altro Musk possa possedere laser spaziali. È materiale suggestivo, forse inquietante, o semplicemente il linguaggio abituale di un uomo che parla della politica come di un videogioco del quale possiede l’hardware. Il documentario lo accosta però a un dato meno interpretabile: Musk ha investito circa 288 milioni di dollari nella campagna repubblicana del 2024, diventando il maggiore finanziatore individuale dell’intero ciclo elettorale.

Trump, una volta eletto, gli ha affidato il Department of Government Efficiency. Musk vi ha lavorato per 130 giorni come special government employee; la sua squadra ha attraversato Tesoro, Social Security Administration, Dipartimento dell’Istruzione e Office of Personnel Management, chiedendo accessi normalmente riservati a personale autorizzato e sottoposto a controlli. All’OPM alcuni funzionari di carriera furono persino esclusi dai sistemi contenenti indirizzi, stipendi, valutazioni e numeri di previdenza sociale dei dipendenti federali.

Dai dati pubblici all’intelligenza artificiale privata

Nel film il premio Nobel Geoffrey Hinton esplicita il collegamento sul quale Gibney costruisce l’accusa. Per condizionare elezioni con l’intelligenza artificiale occorre conoscere nel dettaglio le persone da convincere; l’attività del DOGE, sostiene Hinton, assomigliava a quella necessaria per costruire una simile capacità.

Nel giugno 2025 la Corte Suprema ha consentito al DOGE ampio accesso agli archivi della Social Security Administration, sospendendo le restrizioni disposte da una giudice federale. Quegli archivi comprendono dati bancari, fiscali, medici e migratori e servono oltre settanta milioni di beneficiari. Gli uomini del DOGE utilizzavano una versione personalizzata di Grok per analizzare dati governativi e ne sollecitavano l’adozione presso il Dipartimento per la Sicurezza interna, dove il sistema non risultava ancora approvato. Grok appartiene a xAI, cioè allo stesso Musk.

Il mandato ufficiale riguardava tuttavia gli sprechi, non gli elettori, e su quel terreno i risultati sono meno eroici della propaganda con la motosega.

Nell’agosto 2026 il Government Accountability Office ha esaminato i 110 miliardi di dollari di risparmi esposti dal DOGE nel suo Wall of Receipts. Per il 96 per cento dei risparmi attribuiti ai contributi pubblici mancavano informazioni sufficienti a verificare il metodo di calcolo; 108 contratti di locazione risultavano già in chiusura prima della nascita del DOGE; un contratto informatico della Difesa, indicato come fonte di 1,7 miliardi di risparmi, non era stato cancellato né ridotto.

L’organismo creato per misurare l’inefficienza altrui non ha risposto alle richieste di documentazione dei revisori federali.

Elon Musk: una concentrazione di potere senza precedenti

Musk resta un film dichiaratamente accusatorio.

Gibney delinea il protagonista come la reincarnazione contemporanea del confidence man, l’impostore che conquista la vittima vendendole anzitutto fiducia. Ma il punto più delicato del documentario riguarda qualcosa di molto più concreto della personalità di Musk: la quantità di potere economico, tecnologico e politico concentrata nelle mani di un singolo privato.

Il tono dello scontro, del resto, era stato fissato ancora prima che il documentario fosse terminato. Nel marzo 2023, quando venne annunciato pubblicamente il progetto, Musk commentò su Twitter che sarebbe stato “probably a hit piece”, probabilmente un’opera costruita per demolirlo.

Gibney gli rispose direttamente: “How would you know?”