Quarant'anni di Stand By Me

Oscar 2026, un escluso all’omaggio per Rob Reiner protesta sui social

Mancano 7 giorni alla notte degli Oscar 2026 e alla celebrazione per il regista Rob Reiner, recentemente scomparso. L’attore di un suo celebre film non ci sarà.

Gli Oscar 2026 si preparano a celebrare il compianto regista Rob Reiner, ma uno degli attori protagonisti di un suo grande film non è stato coinvolto nella celebrazione. Il film in questione è il capolavoro del 1986 Stand By me e l’attore è Corey Feldman.

Feldman ha raccontato tutto su X: “Sì, è vero, non sono stato invitato”, ha scritto, chiarendo che il momento non riguarda lui, ma il ricordo del regista scomparso.

Secondo il periodico Variety, Billy Crystal e Meg Ryan, protagonisti di uno dei film più amati di Reiner, Harry ti presento Sally, si ritroveranno sul palco durante il segmento In Memoriam insieme ad altre star dei film di Reiner. Feldman, invece, resterà a guardare. E sempre su X aggiunge: “Apprezzo tutto il supporto, ma fermate le petizioni. Will e Jerry se la caveranno alla grande… io onorerò Rob a modo mio”.

L’attore aveva recitato nel cult Stand By Me (1986) e ha lasciato intendere che i suoi co-protagonisti, Jerry O’Connell e Will Wheaton, sono stati invitati mentre lui no. L’Academy, interpellata da Variety, non ha ancora commentato.

La tragedia dietro la celebrazione di Reiner agli Oscar 2026

Dietro la celebrazione però si nasconde una tragedia: Rob Reiner e la moglie Michele Singer Reiner sono stati trovati morti nella loro casa di Brentwood il 14 dicembre, uccisi da “multiple ferite da arma da taglio”, secondo il medico legale. Il figlio Nick è stato arrestato e accusato di due omicidi; si è dichiarato non colpevole e rischia la pena di morte o l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.

Mentre era in vita, Reiner è stato protagonista degli Oscar una sola volta: quando è stato candidato nel 1993 nella categoria Miglior film Codice d’onore. Ora, post mortem, avrà una chance di vedere riconosciuti film che hanno segnato almeno due generazioni di spettatori.