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Send Help, nuova immagine con Dylan O’Brien e Rachel McAdams

Send Help, le dinamiche vittima-carnefice: parla Dylan O’Brien

Attenzione: questo articolo contiene spoiler su Send Help, il film di Sam Raimi che vede come protagonisti Rachel McAdams e Dylan O’Brien.

Riguardo il conflitto morale al centro di Send Help, il film di Sam Raimi ambientato su un’isola deserta, il protagonista Dylan O’Brien rifiuta le letture nette e prende posizione in modo sorprendente.
In passato, l’attore aveva già spiegato di non sentirsi obbligato a difendere i personaggi negativi che interpreta. Può comprenderli, anche profondamente, senza giustificarne le azioni. Un approccio che vale anche per Bradley Preston, il CEO arrogante e manipolatore che interpreta in Send Help.

Send Help, dalla parte di Linda. E dei personaggi imperfetti

In questa storia, eppure, O’Brien si schiera apertamente con Linda Liddle, il personaggio interpretato da Rachel McAdams. Una scelta che colpisce ancora di più se si considera che Linda, nel corso del film, arriva a uccidere Bradley, la sua fidanzata e un capitano locale accorso in soccorso dopo un incidente aereo nel Golfo della Thailandia.

Secondo O’Brien, però, Linda non è solo carnefice. È una donna segnata da un passato di violenza domestica, ignorata e svalutata sul lavoro, tradita dalla promessa di una promozione che Bradley decide di negarle. La sua esclusione, il suo risentimento e il desiderio di non tornare alla vita di prima diventano il motore di scelte sempre più estreme.

Stando a quanto dice l’attore, il film costruisce il suo racconto come un gioco di equilibri morali: lo spettatore è spinto a cambiare continuamente prospettiva, a chiedersi chi abbia torto e chi ragione, e fino a che punto sia possibile perdonare. Non c’è un eroe puro né un colpevole assoluto, ma una zona grigia in cui empatia e condanna convivono.

Così O’Brien: “Linda ha vissuto la sua vita come una persona a cui nessuno presta attenzione o rispetto, quindi capisco perché non voglia tornare a quel mondo. Che cosa sei disposto a perdonare? Su cosa sei disposto a puntare tutto? Lei arriva a scelte brutali, ed è questo che rende interessante la storia. Si tratta di quanta empatia provi per lei”.

L’attore, poi, non nasconde il suo amore per i personaggi imperfetti: “Amo guardare personaggi pieni di contraddizioni. Amo il fatto che entrambi possano essere protagonisti e antagonisti allo stesso tempo. Amo i film così. Sono sempre più rari”.

Fa notare che in Send Help non ci sono antagonisti puri ma che il film funziona diversamente: “Un antagonista in un film come Send Help avrebbe potuto restare fermo alla dinamica iniziale tra Bradley e Linda e trascinare quella tensione fino alla fine. Ma il film non fa questo. Cambia, si approfondisce. Entra nel dettaglio di ciò che ha portato Bradley e Linda a quella situazione, ma non credo che questo renda le loro azioni perdonabili”.

Le dinamiche tra i personaggi, a suo avviso, sono l’elemento più interessante: “Una delle cose che amo di più del film è che ti costringe a interrogarti continuamente sulle dinamiche tra i personaggi. Lui è cattivo? Lei è cattiva? Lo sono entrambi? Dovrei tifare per uno dei due? Per tutti e due? Per nessuno? Spero che anche il pubblico si ponga queste domande mentre cerca di farsi un’idea dei personaggi”.

Sul finale di Send Help, O’Brien commenta ironicamente: “(Linda, ndr) Avrebbe potuto semplicemente rompergli il naso. Non sappiamo davvero cosa sia successo. È anche questo il bello del film. Per me, personalmente, sto con Linda. Non è che non stia anche con Bradley, ma è stato molto interessante ascoltare le reazioni delle persone”.

Le affinità con Breaking Bad

Scritto da Damian Shannon e Mark Swift, Send Help ricorda per certi aspetti Breaking Bad: un personaggio inizialmente empatico, schiacciato dalle circostanze, che progressivamente scivola verso scelte discutibili. La domanda di fondo resta sempre la stessa: quanto siamo disposti a giustificare chi ci ha fatto simpatia?

Il punto di rottura per molti spettatori è il doppio omicidio compiuto da Linda per impedire il ritorno alla civiltà. All’inizio aveva solo rallentato i soccorsi per dimostrare il proprio valore al nuovo capo; poi, però, il suo attaccamento a Bradley assume i contorni di una forma distorta di dipendenza emotiva.

O’Brien spera che il pubblico non trasformi il film in una guerra di schieramenti. Per lui, Send Help non è una storia di uomini contro donne, ma una riflessione più ampia sulle dinamiche di potere, sulla frustrazione e sulla paura di tornare a una vita in cui non si è mai stati davvero visti.

Così l’attore: “Ci sono tanti aspetti di questi personaggi che aggiungono spessore alle loro scelte e rendono tutto discutibile. È chiaro che il pubblico tende a schierarsi, ma mi piace che non sia tutto così netto. Mi piace che non sia una dinamica in bianco e nero”.