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Kirsten Dunst e Sofia Coppola

Sofia Coppola e Kirsten Dunst: no al quinto film insieme

La regista Sofia Coppola e l’attrice Kirsten Dunst non torneranno a collaborare, almeno per ora: il film che avrebbe segnato la loro quinta collaborazione è stato ufficialmente cancellato.

Il progetto era emerso nell’estate del 2025 e prevedeva una nuova reunion tra le due, dopo un sodalizio artistico iniziato più di vent’anni fa. Dunst aveva confermato di aver letto la sceneggiatura e che le riprese sarebbero potute iniziare nel 2026. Tuttavia, in una recente intervista,  Coppola ha spiegato che il film non andrà avanti, definendolo “troppo triste” e poco adatto al momento storico attuale. La regista ha sottolineato il desiderio di creare opere che offrano sì profondità, ma anche una certa forma di speranza e bellezza, evitando toni eccessivamente cupi.

Del film si sapeva pochissimo: sarebbe stato un dramma in costume ambientato negli Stati Uniti, incentrato su una figura storica reale ma poco conosciuta. Questa scelta si inseriva perfettamente nella filmografia di Coppola, spesso attratta da personaggi femminili complessi e figure storiche rivisitate con uno sguardo intimo e contemporaneo. Basti pensare al ruolo di Scarlett Johansson in Lost in Translation (2003) o a quello di Cailee Spaeny nel suo ultimo film, Priscilla (2023).

Un sodalizio come pochi

La collaborazione tra Coppola e Dunst è una delle più riconoscibili nel cinema americano recente. È iniziata con Il giardino delle vergini suicide (1999), esordio alla regia di Coppola, diventato negli anni un cult generazionale. Le due si sono ritrovate poi in Marie Antoinette (2006), in cui Dunst interpretava la celebre regina francese in una versione moderna e stilizzata che ha contribuito a ridefinire il genere del biopic storico.

Successivamente hanno collaborato ancora, anche se in modo più marginale, in The Bling Ring (2013), e poi in L’inganno (2017), remake del film di Don Siegel, che è valso a Coppola il premio per la miglior regia al Festival di Cannes.

La decisione di cancellare il progetto riflette anche un contesto più ampio dell’industria cinematografica contemporanea. Negli ultimi anni molti film, soprattutto quelli d’autore o in costume, faticano a trovare finanziamenti perché considerati rischiosi rispetto a produzioni più commerciali o franchise consolidati. Anche registi affermati come Coppola devono confrontarsi con queste dinamiche, oltre che con un pubblico che, dopo periodi globali difficili, sembra orientarsi verso storie meno cupe.

Non è escluso, comunque, che Coppola e Dunst tornino a lavorare insieme in futuro: entrambe hanno più volte espresso grande stima reciproca, e il loro rapporto creativo resta uno dei più solidi e apprezzati del cinema contemporaneo.