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Susan Sarandon e la repressione a Hollywood

Susan Sarandon: “censura e repressione a Hollywood”

L’attrice premio Oscar Susan Sarandon ha parlato, ai Premi Goya 2026, di come sia stata ostracizzata da Hollywood per le sue posizioni sulla Palestina.

Durante la cerimonia di oggi dei Goya 2026, Susan Sarandon riceverà il premio Goya International. Oltre a essere premiata per la sua straordinaria carriera, l’Accademia spagnola le riconosce un “coraggioso impegno politico e sociale”. L’attrice è da sempre un’attivista per i diritti umani e civili. E anche ora a 79 anni non teme di far sue le cause umanitarie che le sono più a cuore.

Recentemente proprio quella della Palestina, dove si sta consumando un massacro incessante della popolazione civile. Il fatto che l’attrice si sia fin da subito fatta avanti per denunciare il genocidio in atto a Gaza e la complicità dei governi occidentali, le è valso lo scaricamento della sua agenzia. Nel 2023, infatti, l’agenzia UTA ha abbandonato l’attrice dopo le sue parole durante una manifestazione per la Palestina a New York. Sarandon ha parlato ai media spagnoli della difficile situazione che ha dovuto affrontare a Hollywood per le sue posizioni politiche.

Susan Sarandon costretta a ripartire da zero

Per aver parlato della Palestina e chiesto il cessate il fuoco a Gaza, l’attrice ha perso l’agenzia che la rappresentava ma anche la possibilità di ricoprire ruoli di rilievo a Hollywood. E non è l’unica.

È diventato impossibile per me anche solo essere in televisione. Ultimamente non so se è cambiato. Non potevo fare nessun film importante o qualcosa legato a Hollywood. Ho trovato agenti alla fine in Inghilterra e in Italia, e lavoro lì. Ho appena fatto un film in Italia e ho fatto uno spettacolo all’Old Vic per un certo numero di mesi. Conosco questo regista italiano che mi ha appena assunto – gli è stato detto di non assumermi, quindi è ancora recente. Non ha ascoltato, ma hanno avuto quella conversazione. In questo momento, sono un po’ specializzata in piccoli film con registi che non hanno mai diretto, in film indipendenti.

L’attrice, quindi, nonostante il peso della carriera, che l’ha vista 5 volte candidata all’Oscar, con una vittoria nel 1995 per Condannato a morte, ha dovuto ripartire da zero. Trovando rifugio in Europa per poter lavorare in film indipendenti.

La libertà di parola in USA

Susan Sarandon, Focus su Almanacco Cinema

L’attrice ha commentato anche la situazione generale negli USA, parlando di “censura e repressione”. E lodando la libertà che invece si respira in Spagna, anche grazie al governo socialista attuale.

“In un luogo in cui si sente repressione e censura, vedere la Spagna e vedere il presidente e ciò che dice e il sostegno che sta dando su Gaza, e avere attori come Javier Bardem che si fanno avanti con una voce così forte, è così importante per noi negli Stati Uniti”, ha affermato.

L’ultimo film statunitense che ha visto protagonista l’attrice di Thelma e Louise è stato Nonnas (2025). Distribuito da Netflix, per la regia di Stephen Chbosky. Adesso sembra che l’attrice lavorerà in Europa. Anche nel nostro paese. E che non sia l’occasione per sperimentare e regalarci altre grandi interpretazioni al di qua dell’oceano.