Tom Cruise: il celebre attore, noto per film di grande successo come la saga di Mission Impossible e molto altro ancora, si è raccontato ai microfoni di GQ.
Tom Cruise, volto iconico del panorama cinematografico hollywoodiano e globale, ha deciso di esprimere il suo pensiero, tornando dopo tempo sulla copertina GQ.
Tom Cruise, il suo punto di vista
L’attore afferma di non avere nulla contro Netflix o la TV e che le voci sulla sua intensità sul set sono vere.
Mi aspetto molto e lo dico apertamente.
Connessione tra umanità e follia
Ha dunque confermato le voci che lo volevano molto rigido e severo sul set. E’ solito avvertire i colleghi prima di iniziare a girare, in modo che possano sapere cosa aspettarsi.
Quindi i film sono …hanno a che fare con l’umanità. Non ho niente contro la TV via cavo, la televisione tradizionale o Netflix. Penso che siano fantastici. Creano posti di lavoro e tutto il resto. Ma quello che mi piace del cinema è che ci riuniamo tutti in una stanza e condividiamo un’esperienza.
Quando lavoro con altre persone, non ho paura, mentre recito, di sembrare ridicolo, di farlo. E’ come dire: non è questo il punto. Si tratta di trovare il nostro tono, di trovare insieme questi strumenti e di vivere un’esperienza. E guardate, lavoro sodo, e le persone che lavorano con me lo sanno.
Mi aspetto molto e lo dico apertamente. E’ come dire: Le voci sono vere. E tu lo vuoi? Io rispondo: Credimi, le voci sono vere. Sarò qui prima di te. Che esperienza vuoi?
Ha poi aggiunto:
Sono molto aperto. Non è che non abbiamo un piano. Abbiamo le sceneggiature, abbiamo i piani, li stiamo seguendo. Ma sento anche quel livello di responsabilità per …credo, per tutti. Anche quando ero bambino, mi dicevano: Oh, dai, Tom. Sei così intenso. E io rispondevo: Non so cosa dire. Sono intenso.
Ho sviluppato un ottimo senso dell’umorismo al riguardo, ma era come dire: quando mi interessa qualcosa, voglio impararla. Voglio capirla. E vuoi superare la confusione e sviluppare quelle capacità.
Per restare concentrato, Cruise tiene il telefono lontano da sè, e dal set.
Guardo e ascolto, e voglio dedicargli il minor tempo possibile. E la mia troupe e le persone che mi circondano sanno che è come dire: Non mandatemi email dettagliate. Venite a parlarmi. Mi piace parlare con le persone.
Ha tutta l’intenzione di entrare in contatto con la nuova generazione di talenti del cinema futuro. Glenn Powell, suo collega in Top Gun, racconta di quando Cruise gli diede un video di sei ore da visionare.
Era una cosa molto semplice. Volevo solo far capire alla gente cosa sono le lenti e cosa rappresenta l’inquadratura. Proprio come per un attore sul palcoscenico, o nello sviluppo del cinema, da dove tutto è iniziato, cosa significa quell’inquadratura e come interpretarla.
Ci sono diversi livelli di narrazione, di struttura, ma anche: capire certe cose in modo da potersene dimenticare.
L’articolo con lui protagonista è dedicato al suo ultimo film, Digger, di Alejandro G. Inarritu. Il suo ritorno ad un film non action dopo anni. Si dice ottimista sulle possibilità che il progetto possa piacere al pubblico.
Hollywood ha sempre attraversato alti e bassi. Se si studia Hollywood, si vedono periodi di successo, di prosperità e di totale bancarotta. Sono entusiasta. Sono molto entusiasta di dove si trova il cinema …Se si guarda a quante persone vanno al cinema, a dove siamo arrivati e a cosa vogliono, ne sono davvero entusiasta.
Parole di amore eterno verso il cinema, segno che l’attore ha ancora voglia di stupire, puntando ad obiettivi sempre più grandi.