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Trump

Trump e Hollywood: un piano confuso

Negli ultimi giorni Donald Trump è tornato a parlare di Hollywood, rilanciando una proposta che mescola minacce di dazi e incentivi economici. 

In un’intervista rilasciata al New York Post, il presidente ha ribadito l’ipotesi di imporre dazi sui film realizzati all’estero, accennando anche alla possibilità di introdurre “bond a basso interesse” per sostenere la produzione cinematografica negli USA.

Il confuso piano di Trump

Trump non ha fornito molti dettagli, limitandosi a ribadire l’obiettivo di riportare il cinema a “Los Angeles in particolare”, in risposta al calo delle produzioni americane. Sindacati e produttori di Hollywood chiedono però tutt’altro: incentivi federali sul modello inglese e canadese, basati su crediti d’imposta e rimborsi in grado di ridurre costi di produzione.

Non è la prima volta che Trump evoca l’idea di tariffe punitive. Già in primavera aveva parlato di dazi al 100% sui film girati all’estero, minaccia poi ribadita a settembre e tornata al centro del dibattito dopo l’incontro tra Trump e l’attore Jon Voight. Il tema degli incentivi resta centrale per l’industria cinematografica americana, che chiede misure federali capaci di rendere gli Stati Uniti competitivi rispetto ad altri Paesi che offrono condizioni economiche più vantaggiose. Le dichiarazioni di Trump, tra dazi e ipotesi di nuovi strumenti finanziari, si inseriscono in questo contesto, senza però chiarire quali misure potrebbero essere effettivamente adottate.