Hereditary è stato uno dei film horror più influenti degli ultimi anni. Ora, stando alle parole del regista Ari Aster, potrebbe avere un prequel.
Una notizia destinata ad accendere l’entusiasmo dei fan di Hereditary: Ari Aster ha rivelato di aver scritto la sceneggiatura di un prequel del film horror che nel 2018 lo ha consacrato tra gli autori più influenti del genere.
La confessione è arrivata durante una proiezione organizzata dall’American Cinematheque a Los Angeles. Il regista ha spiegato di avere già sviluppato una storia ambientata prima degli eventi raccontati nel film, senza essere ancora convinto di trasformarla in un progetto cinematografico.
Così Aster: “Non sembra mai il momento giusto. È un prequel, non un sequel, quindi non so bene dove potrebbe portare questa storia”.
Hereditary, il film che ha cambiato la carriera di Ari Aster
Con Toni Collette protagonista nei panni di una madre travolta da una tragedia devastante, Hereditary è diventato uno dei film horror più apprezzati degli ultimi anni. La storia, intrecciata a culti segreti e inquietanti eredità familiari, ha conquistato pubblico e critica, trasformando Aster in uno dei nomi più importanti del cinema contemporaneo.
Dopo quel successo il regista ha firmato Midsommar, prima di allontanarsi temporaneamente dall’horror con Beau Is Afraid e con la satira sociale Eddington.
L’eventuale prequel di Hereditary rappresenterebbe quindi un ritorno alle origini per il cineasta statunitense, sostenuto da una comunità di appassionati che considera questo film una delle opere più significative del genere negli ultimi decenni.
L’attenzione per la nuova generazione dell’horror
Durante l’incontro con il pubblico, Aster ha parlato anche dei giovani autori che stanno emergendo nel panorama horror, soffermandosi su Kane Parsons e Curry Barker.
Così il regista: “È un periodo davvero interessante con Curry e Kane… Non avevo visto i cortometraggi di Kane fino all’uscita di Backrooms. È davvero interessante. Ha solo 20 anni e ciò che sta facendo con Blender dimostra chiaramente che sta seguendo una sua visione artistica. Sono entusiasta di vedere questo tipo di talento emergere”.
“Odio il termine elevated horror”
Aster ha poi affrontato una definizione che negli anni è stata spesso associata ai suoi film, quella di “elevated horror”: “Odio il termine ‘elevated horror’, soprattutto perché è una categoria nella quale sono stato inserito e che ha infastidito molti appassionati del genere”.
Il regista ha ribadito che il suo obiettivo è sempre stato quello di realizzare il miglior film horror possibile, ricordando anche il percorso di Robert Eggers: “Stavo semplicemente cercando di realizzare un ottimo film horror. Anche Eggers stava facendo la stessa cosa. The Witch è arrivato prima dei miei film”.
I retroscena difficili della produzione di Hereditary
Aster ha condiviso anche alcuni dettagli sul complesso percorso produttivo di Hereditary, raccontando le tensioni vissute durante la fase di finanziamento del progetto. Ricorda: “Era davvero un incubo. Gli avevo praticamente ceduto la mia vita. Gli avevo affidato il film. Mi teneva completamente nelle sue mani”.
Un’esperienza che il regista ricorda ancora oggi come una delle più dure della sua carriera: “È stato uno dei periodi più bui della mia esistenza cercare di completare questo film e proteggerlo, impedendo che tutto andasse in pezzi”.