Lo Stargate riapre su Prime Video, tra mito e stelle

Stargate cancellato da Amazon? I fan non si rassegnano: #SaveStargate

Amazon MGM ferma la nuova serie Stargate di Martin Gero. I fan lanciano petizioni e hashtag: il franchise sci-fi può ancora salvarsi?

Il problema di Stargate, a quanto pare, è avere ancora dei fan. Non pochi, non distratti, non nostalgici da merchandising: fan veri, organizzati, rumorosi, abbastanza presenti da trasformare una cancellazione in una campagna pubblicitaria.

Amazon MGM voleva riportare in vita il franchise su Prime Video, con sviluppo affidato a Martin Gero, con Brad Wright e Joseph Mallozzi coinvolti come consulting producer. Poi il portale si è richiuso, e la vera ragione emersa nelle ultime ore è di quelle che raccontano molto bene l’industria contemporanea: il progetto sarebbe sembrato troppo pensato per chi Stargate lo conosceva già.

Stargate, Amazon e il problema dei franchise “troppo fedeli”

La notizia della “presunta” cancellazione non arriva, almeno per ora, da un comunicato pubblico di Amazon MGM, ma da un’esclusiva di Variety. Stargate non è un marchio riesumato a freddo da un catalogo: è un franchise che ha continuato a vivere nella memoria dei fan, nelle convention, nelle discussioni online e nelle riletture di SG-1, Atlantis e Universe, ancora oggi disponibili su diverse piattaforme streaming.

Il punto è che gli studios spesso temono di non controllare ciò che rende amate le loro IP. Vogliono il nome, il catalogo, la fanbase pronta alla mobilitazione; poi però chiedono al progetto di comportarsi come un prodotto completamente nuovo, senza attrito e senza debiti verso chi lo ha tenuto vivo per anni.

Dopo mesi di sviluppo, una writers’ room già al lavoro e i primi rumors pessimistici sul destino del progetto, Joseph Mallozzi è intervenuto per contestare l’idea che la nuova serie fosse pensata solo per i fan storici, poiché nello streaming una fanbase fedele è solo un punto di partenza, non una garanzia.

Ma uno stop così rumoroso è davvero la fine del progetto?

#SaveStargate: la battaglia dei fan è già iniziata

La risposta del fandom è arrivata subito: petizioni su change.org, savethegate.com, savethegate.org, appelli, post su X, Reddit, Facebook, Instagram e Youtube, hashtag dedicati e decine di testate a rilanciare la campagna.

#SaveStargate e e hashtag simili hanno cominciato a circolare online, mentre SciFiNow segnala circa 60.000 firme raccolte per chiedere ad Amazon MGM di ripensarci. Anche Michael Shanks, storico Daniel Jackson di Stargate SG-1, ha invitato i fan a farsi sentire, avvertendo che questa potrebbe essere l’ultima occasione per vedere un nuovo progetto con una parte del vecchio gruppo creativo coinvolto.

Funzionerà? Difficile. A questo punto, però, la domanda è se tutta questa vicenda stia già facendo il lavoro che una vera campagna promozionale avrebbe dovuto fare, perché nel mercato dello streaming anche uno stop può produrre informazioni utili.

Per Amazon MGM il dato più interessante potrebbe essere proprio questo: non solo quanti ricordano Stargate, ma quanti credono che quel portale sia ancora aperto. Sui social, del resto, l’indignazione è uno dei carburanti più efficienti: accende discussioni, produce condivisioni, rimette un marchio davanti a chi magari non ci pensava da anni o non lo conosceva affatto.

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