Wild Horse Nine

Wild Horse Nine incanta Venezia: Malkovich punta all’Oscar

Applausi da record al Lido per Wild Horse Nine: la dark comedy politica accende la corsa all’Oscar per Malkovich, Rockwell e McDonagh.

Alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026, John Malkovich si è imposto fin dal primo giorno come il nome più caldo e discusso della stagione dei premi. Il merito è di Wild Horse Nine, l’atteso nuovo film diretto da Martin McDonagh.

Ambientata nel 1973, poco prima del golpe cileno, la pellicola è una dark comedy politica dal retrogusto amaro in cui l’attore veste i panni di un agente della CIA spedito sull’Isola di Pasqua al fianco di un formidabile Sam Rockwell.

Tra reazioni entusiaste e una calorosa standing ovation, la domanda che serpeggia tra i cinefili è ormai inevitabile: potrebbe essere finalmente questo il ruolo della consacrazione definitiva?

Il peso di una carriera leggendaria

Già candidato due volte all’Academy Award — per Le stagioni del cuore e Nel centro del mirino — John Malkovich non ha mai trasformato le nomination in una statuetta.

Proprio per questo motivo, la sua potenziale candidatura per Wild Horse Nine possiede tutti gli ingredienti della grande narrazione hollywoodiana: un interprete di straordinario spessore, una carriera monumentale riconosciuta a livello globale, un autore amato dall’Academy e un personaggio cesellato tra cinismo, colpa e disarmante vulnerabilità.

Wild Horse Nine: La conferenza

In conferenza stampa, tuttavia, l’attore ha preferito mantenere un profilo misurato. Interrogato sulla prospettiva dell’Oscar, Malkovich ha definito l’attenzione mediatica “un’incredibile gentilezza”, spostando immediatamente i riflettori sulla qualità corale dell’opera e lodando la scrittura impeccabile di McDonagh.

Dal canto suo, il regista britannico — reduce dai successi di Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Gli spiriti dell’isola — sembra aver plasmato la parte da protagonista per John Malkovich, regalandoci un ritratto umano spigoloso e moralmente compromesso.

Wild Horse Nine: Il fattore McDonagh

Se le probabilità per la categoria principale stuzzicano la critica, è altrettanto concreto scommettere che questo possa essere l’anno in cui Martin McDonagh conquisti finalmente l’Oscar alla Migliore Sceneggiatura Originale.

Il brillante drammaturgo e regista irlandese vanta già tre prestigiose nomination in questa categoria per i capolavori In Bruges, Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Gli spiriti dell’isola, e la nuova architettura narrativa di Wild Horse Nine potrebbe segnare il trionfo definitivo del suo script tagliente e politico.

Non solo Malkovich

A completare il quadro trionfale della pellicola c’è poi un’altra seria candidatura alla statuetta: quella per il Miglior Attore Non protagonista.

Sam Rockwell, già vincitore dell’Oscar proprio con un film di McDonagh, regala una performance di spessore magnetico, affiancando Malkovich in un serrato duetto recitativo fatto di tensione, amicizia e rimorsi.

Wild Horse Nine : Verso i Premi Oscar 2027

La marcia verso i prossimi Academy Awards è appena agli inizi, ma Wild Horse Nine gode già di un vantaggio narrativo di prim’ordine su più fronti.

Tra la spinta per il riconoscimento alla carriera di John Malkovich, la forza dirompente della sceneggiatura di McDonagh e l’impatto di Rockwell, Venezia ha lanciato un segnale potentissimo: la stagione dei premi ha un nuovo, incontrastato favorito.