Words of War, il film su Anna Politkovskaja, miete successo dai mercati internazionali: continua la sua distribuzione nel mondo.
Il dramma politico-thriller Words of War, che racconta la vita e il brutale omicidio della giornalista investigativa russo-americana Anna Politkovskaja, continua a espandere la propria diffusione nel mercato globale.
Concourse Media ha annunciato nuove vendite internazionali: Trade Media si è assicurata i diritti per la Francia, Mis Label per la Scandinavia, Noori Pictures per la Corea del Sud e Vertical per l’Europa dell’Est, ad eccezione della Polonia. Negli Stati Uniti, il film è disponibile in streaming attraverso Decal, la joint venture tra Neon e Bleecker Street.
Il cast stellare vede protagonisti la candidata ai BAFTA Maxine Peake, il candidato all’Oscar Ciarán Hinds e il candidato ai BAFTA Jason Isaacs. La produzione esecutiva è firmata da Sean Penn e dal deputato statunitense Eric Swalwell.
Le vendite europee precedentemente concluse includono Signature per il Regno Unito, Divisa per la Spagna, Eagle per l’Italia, Front Row per il Medio Oriente e Dimeo per la Polonia.
Di cosa parla Words of War?
Words of War è ispirato alla vera storia di Anna Politkovskaja, voce indipendente e coraggiosa nel panorama mediatico russo tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila.
Nota per le sue inchieste sulle violazioni dei diritti umani durante la Seconda guerra cecena, Politkovskaja sfidò apertamente il potere, subendo intimidazioni e minacce.
La sua uccisione, avvenuta il 7 ottobre 2006, giorno del compleanno di Vladimir Putin, nell’ascensore del suo palazzo a Mosca, suscitò indignazione e condanna a livello internazionale.
Una proiezione del film si è tenuta lo scorso anno al National Press Club di Washington, D.C., alla presenza di Sean Penn, del giornalista Bob Woodward, del deputato Swalwell e dell’ex direttore della CIA John Brennan.
La sceneggiatura è firmata da Eric Poppen, mentre la regia è affidata a James Strong (Broadchurch). La produzione è a cura di Mark Maxey per Rolling Pictures e Miriam Segal per Good Films Collective.