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100 anni di Marilyn: Quando la moglie è in vacanza
In occasione del centenario della nascita dell’attrice più iconica al mondo, vi proponiamo la recensione di Quando la moglie è in vacanza. Lei è Marilyn Monroe.
Se c’è un regista che ha regalato a Marilyn Monroe i suoi ruoli più iconici, quello è senza dubbio Billy Wilder, con Quando la moglie è in vacanza e A qualcuno piace caldo.
Il regista, al tempo maestro indiscusso della commedia statunitense, ha incrociato per la prima volta il cammino di Marilyn nel 1955, quando la diva aveva già recitato in film come Niagara di Henry Hathaway, Gli uomini preferiscono le bionde di Howard Hawks e Come sposare un milionario di Jean Negulesco, tutti usciti nel 1953.
Aveva dimostrato di essere in grado di calarsi sia in ruoli più dark (La tua bocca brucia e, per l’appunto, Niagara) che in ruoli di bella ragazza svampita ma solo in apparenza (Gli uomini preferiscono le bionde). E ora, sotto la sapiente regia di Wilder, si trovava a incarnare uno dei più grandi sogni erotici dell’uomo medio: la vicina (attraente) della porta accanto.
Il film, il cui titolo originale era The Seven Year Itch (letteralmente: Il prurito del settimo anno) era tratto dall’omonima opera teatrale di George Axelrod e faceva esplicito riferimento al vero tema cardine del film: quello di un matrimonio sereno che, dopo anni (i sette, come da credenza popolare) entrava in crisi, dal lato maritale, per via di un’estate calda e di una vicina di casa bollente.
Il film era concepito per raccontare un fenomeno frequente, quello della crisi di un uomo qualunque di mezza età, usando come innesco la bellezza innocente e il sex appeal inconsapevole di Marilyn Monroe. Che qui interpreta un personaggio senza nome, che da sceneggiatura è, semplicemente, “la Ragazza”.
A qualcuno piace caldo, la trama
Siamo a Manhattan, è una calda estate degli anni Cinquanta. Il consulente editoriale Richard Sherman manda in vacanza al mare la moglie Helen assieme ai figlioletti e si ripromette di raggiungerli dopo. Nel frattempo si gode la vita da scapolo a tempo e fa la conoscenza della deliziosa vicina di casa.
L’innesco “letterario” della storia
Tutto nasce da un libro: il manoscritto che Richard sta visionando per lavoro. Opera di un celebre psichiatra, tale Brubaker, sostiene la tesi che quasi tutti gli uomini sono spinti ad avere relazioni adultere raggiunto il settimo anno di matrimonio.
Questa lettura finisce per suggestionarlo al punto che valuta l’idea di commettere adulterio con la bella vicina, mentre si convince che la moglie, che in vacanza ha incontrato in suo amico, ne approfitti per essergli infedele.
Tutto, in realtà e come spesso avviene anche al di fuori dal cinema, è nella sua testa. E da quella prospettiva è mostrata a noi spettatori.
Quando la moglie è in vacanza, il sogno erotico della vicina della porta accanto
Il desiderio di Richard si riaccende nel conoscere la sua vicina, che in tutto il film resta sempre e solo un sogno, a tratti erotico e sensuale ma più spesso buffo e quasi surreale.
Spoiler: Richard e “la Ragazza” non avranno alcuna relazione extraconiugale, ma il loro rapporto resterà sempre su un piano onirico/di fantasia, con la sola eccezione di due casti e teneri baci. In Quando la moglie è in vacanza Marilyn incarna una sensualità quasi involontaria, innocente, com’è suo marchio di fabbrica. Impersona una ragazza che racconta candidamente di conservare reggiseno e mutandine in frigorifero per via dell’afa ma che, di contro, non fa assolutamente nulla per sedurre il suo malcapitato vicino.
Nemmeno godersi per strada l’aria fresca che viene dalla grata della metropolitana e che, inavvertitamente, le alza la gonna. Una scena il cui ciak è stato ripetuto numerose volte, al cospetto di moltissimi passanti e che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso (dalla misura già colma) del matrimonio tra Monroe e il campione di baseball Joe DiMaggio.
Ma torniamo al film. Richard, malgrado la totale assenza di malizia da parte della ragazza, la sogna in ogni forma, inclusa quella di una vamp in abito da sera dalla fantasia tigrata, con tanto di bocchino da fumo, che si abbandona a lui preda della musica di Rachmaninov da lui suonata con maestria al piano. Questo mentre nella realtà la ragazza si diverte come una bambina a suonare sguaiatamente le “Tagliatelle” (Chopsticks, elementare valzer composto nel 1877 dalla compositrice Euphemia Allen, ndr).
Il candore del personaggio di Marilyn
Che Marilyn sia un personaggio “candido” in Quando la moglie è in vacanza lo denuncia anche l’abbigliamento, che è quasi sempre colorato di bianco: dall’abito bianco con le bretelline incrociate che indossa quando scende a bere lo champagne con Richard fino all’accappatoio di spugna che indossa alla fine del film, passando per il celeberrimo completo della scena della metropolitana e per una bianca e virginea camicia da notte.
Anche quando i due andranno a vedere Il mostro della laguna nera, in una scena di puro meta-cinema, la Ragazza si dice dispiaciuta per la triste fine del mostro del film perché “aveva un aspetto terrificante, ma non era davvero cattivo”.
La cifra stilistica di Quando la moglie è in vacanza? Una grande ironia
La regia perfetta e la sapiente sceneggiatura di Quando la moglie è in vacanza, curata a quattro mani dallo stesso regista e dall’autore dell’opera teatrale originale, ci restituiscono un film scoppiettante, nel quale ogni scambio di battute porta il sorriso sulle labbra, complice il fare ammiccante del protagonista Tom Ewell (protagonista anche della commedia teatrale) e la disarmante innocenza infantile di Marilyn Monroe.
Un plauso va al doppiaggio italiano originale, a dir poco irresistibile, del film. A doppiare Marilyn fu Rosetta Calavetta, che le prestava la voce fin dai tempi di Orchidea bionda (1949) ed era specializzata in bionde cinematografiche. La voce italiana di Tom Ewell era, invece, quella di Stefano Sibaldi, doppiatore abituale di Ewell oltre che di Frank Sinatra, Fred Astaire, Glenn Ford e molti altri.
Quando la moglie è in vacanza, qualche aneddoto dal set
A parte l’apertura ufficiale della crisi con Joe DiMaggio, causata anche dagli infiniti e umilianti (per lui) ciak della scena della gonna in Quando la moglie è in vacanza, sono molti gli aneddoti legati alle riprese del film.
Ciak infiniti
Partiamo dai tantissimi ciak, legati alla fama da perfezionista di Billy Wilder ma anche alla difficile gestione di un’attrice come Marilyn. La scena in cui entra in cucina e dice semplicemente “Dov’è il bourbon?” richiese 59 ciak. Cinquantanove. Wilder, che aveva già i nervi a brandelli, raccontò anni dopo con una risata amara: “Al cinquantasettesimo ciak avevo fatto incollare il testo sulla maniglia del frigorifero. Al cinquantottesimo lei aprì lo sportello sbagliato”.
La produzione calcolò che Wilder aveva consumato circa 580 dollari di pellicola solo per quella singola riga di dialogo. Wilder, notoriamente burbero, in seguito disse: “Lavorare con lei era come andar dal dentista ogni mattina. Eppure quando la vedevi sullo schermo, capivi perché eri andato”.
Gonne svolazzanti
La gonna bianca plissettata che Monroe indossa nella celebre scena della grata fu disegnata da William “Bill” Travilla, costumista di fiducia dell’attrice. Travilla ne realizzò due copie identiche per sicurezza: una andò persa sul set durante le riprese notturne, l’altra, dopo decenni nei magazzini della Fox, fu battuta all’asta nel 2011 per 4,6 milioni di dollari.
Travilla confessò in un’intervista che Marilyn volle provare il vestito così tante volte che lui finì per consegnarglielo a casa. Dichiarò: “Se avessi saputo che sarebbe diventato il vestito più famoso del Novecento l’avrei tenuto io”.
Comprimari complessati
Tom Ewell aveva già interpretato il protagonista nella versione teatrale di Broadway dalla quale il film era tratto. Era quindi, tecnicamente, l’attore più preparato del set. Il problema era che condivideva ogni scena con Marilyn Monroe.
Ewell raccontò con autoironia devastante: “Recitare accanto a Marilyn era come cercare di far notare un temperamatite appoggiato sulla Venere di Milo“.
Il rimpianto di Billy
Due anni dopo, Billy Wilder girò ancora con Marilyn Monroe A qualcuno piace caldo e anche quello fu un’impresa. Ma Quando la moglie è in vacanza rimane forse il film in cui il genio burbero del regista e la luce dell’attrice si trovarono nel miglior equilibrio possibile.
Alla fine della lavorazione, Wilder disse ai giornalisti che non avrebbe mai più lavorato con Monroe. Poi aggiunse, dopo una pausa: “A meno che non ne avessi bisogno”. Fu così.
Quando la moglie è in vacanza in sintesi
Quando la moglie è in vacanza è, assieme al capolavoro A qualcuno piace caldo, il film commedia in cui Marilyn risplende di più, rubando letteralmente la scena al protagonista maschile (il povero Tom Ewell). Il mito di celluloide trova la sua voce, rappresentando in forma filmica ciò che è sempre stata per milioni di spettatori: un sogno irraggiungibile.
L’impianto teatrale e la sceneggiatura rendono particolarmente spumeggiante il film, tutto giocato sul filo sottile dell’ironia e della sensualità, che ha fatto fallire definitivamente il matrimonio (vero) di Marilyn Monroe con Joe DiMaggio. Ma, secondo noi, ne è valsa la pena. E pure secondo il regista Billy Wilder.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3.8
★★★⯨★