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Gli indesiderabili, Ladj Ly torna a raccontare la Francia
Quattro anni dopo il successo de I miserabili, Ladj Ly torna a raccontare una francia divisa e abbandonata con Gli indesiderabili.
Il regista Ladj Ly torna ad affrontare un cinema politico e impegnato. Con Gli indesiderabili racconta una storia francese ma in in cui, specialmente ora, ci si rivede facilmente.
Dopo la morte del sindaco di una periferia parigina il pediatra Pierre Forges viene prende il ruolo andando a capo di un progetto di riqualificazione. Ma quando la giovane Haby, abitante di uno dei sovraffollati edifici, scopre che il progetto prevede l’abbattimento del suo palazzone inizia una battaglia per fermare il progetto.
Gli abbandonati
Con Gli indesiderabili Ladj Ly racconta coloro che si trovano che si trovano gettati in fondo alla scala sociale. Gli abitanti dell’edificio 5 son abbandonati a loro stessi, costretti a vivere nell’abusivismo e nel pericolo. Si racconta una parte della Francia abbandonata dalle istituzioni e tramite questa racconta il disinteresse dal paese stesso.
Ladj Ly ci fa vivere per un ora e quaranta nel degrado e l’abbandono di gente che, come ci viene mostrato in una meravigliosa sequenza, non ha modo di comunicare alle istituzioni se non tramite un falso intermediario. Lasciati a loro stessi dalla falsa ignoranza di una Francia che evita di affrontare tali situazioni e chiama l’eradicazioni di questi “elementi problematici” evoluzione.

“Non si può essere sempre arrabbiati”
Questo dice la nostra Habi. Forse la frase chiave di un film ricolmo di rabbia ma anche pieno di speranza. Gli indesiderabili pone una semplice domanda allo spettatore: come userai la tua rabbia? Puoi protestare, ribellarti o nasconderti dalle proprie colpe. Ispirandosi e citando L’odio non solo esplora questo senso di rabbia che caratterizza i giovani. Ma anche come questa rabbia possa essere usata in modo costruttivo.
Si esplora un ritorno a una politica reazionaria e di destra. Ma anche l’arrivo una nuova generazione che, nonostante sembri non avere il potere per cambiare le cose, è pronta a lottare. Ragazzi pronti ad evolversi ed imparare dal passato, pronti ad ispirare gente e fare la cosa giusta. Ma anche di ragazzi che non ne reggono il peso, rischiando di cadere negli errori del passato.
I protagonisti
Seguiamo due personaggi in completa contrapposizione che raccontano e vivono la stessa storia da diverse posizioni. L’ignorante sindaco Pierre Forges e la nostra protagonista Haby. Da un lato viene raccontato un ignorante ma non necessariamente cattivo uomo medio che si ritrova al potere. Dall’altra troviamo una giovane donna musulmana che cerca un cambiamento definendosi: “Una donna francese di oggi.”
Il vecchio e il nuovo tornano ad affrontarsi e vengono rappresentati da due personaggi che non si evolvono nella storia. Iniziano come finiscono e rimangono fermi nelle loro idee. Ma se le ignoranti idee del sindaco portano dolore e divisione le idee di Haby uniscono una comunità. Assistiamo alla nascita di una futura leader mentre vediamo chi veramente ci governa.
Le performance sono potenti. Anta Diaw porta una protagonista riuscitissima e Alexis Manenti un personaggio che nella sua superficialità è in realtà pieno di sfaccettature. Ma il personaggio più interessante è forse Blaz, interpretato da Aristote Luyindula. Se Haby rappresenta un possibile futuro e Pierre il passato, Blaz porta in scena una gioventù che subisce e subisce cercando di tenere tutto dentro.

Comparto tecnico
Gli indesiderabili si presenta con una fotografia che riesce a raccontare i diversi punti di vista della storia. È ottimo lo scambio visivo tra la pulizia negli ambienti più borghesi e il degrado delle case popolari e lo spettacolare utilizzo di droni regala cinema allo stato puro. La fotografia di Julien Poupard racconta storie all’interno di altre storie.
Ma non tutto è riuscito. Non sono poche le movimentate scene in cui piuttosto che caos e dinamicità domina la confusione. Si cade in momenti dove il montaggio è poco chiaro e l’abuso di macchina a mano evidente. Non aiuta nemmeno la piattezza visive dovuta a una color correction piuttosto povera e grigiastra.
La messa in scena è però clamorosa e stupisce costantemente. Troviamo una regia piena di idee e che sfrutta pienamente ogni location e ogni pagina di sceneggiatura. Inoltre va fatta una grande lode all’immersiva e accattivante colonna sonora originale di Pink Noise.
In conclusione
Gli indesiderabili è un film politico e attuale. Non spicca per originalità ma è una bellissima e in qualche modo terrificante esperienza cinematografica. Indimenticabili sequenze e un potente finale vedono protagonisti personaggi pieni di carattere e sfaccettature. Personaggi che portano dietro tutta la rabbia che caratterizza non solo un paese ma il mondo intero.
La regia di Ladj Ly funziona e la bellissima sceneggiatura porta sullo schermo importanti temi e memorabili dialoghi. È indubbio che per alcuni aspetti il film risulti abbastanza grezzo. Ma quello che funziona ha un grande impatto e riuscirà a mettere in discussione lo spettatore ed accendere forti dibattiti. Gli indesiderabili è assolutamente da vedere e va goduto sul grande schermo.
