Ho visto la TV brillare è un film gotico e suburbano. Ambientato tra il 1996 e il 2024, parla di un’amicizia nata attorno a una serie televisiva.
Realizzato nel 2024 da Jane Schoenbrun, Ho visto la TV brillare (I Saw the TV Glow) è approdato recentemente su Netflix. Il film è considerato un grande omaggio al New Queer Cinema, ma le sue suggestioni vanno ben al di là della riflessione su questioni di libertà sessuale e identità di genere.
La trama
I protagonisti dell’opera sono Owen (Justice Smith) e Maddy (Jack Haven). I due vivono una condizione di depressione e alienazione dalla società – lui a causa di una malattia respiratoria, lei perché omosessuale. Owen e Maddy si conoscono grazie alla comune passione per The Pink Opaque, opera per ragazzi simile ai Power Rangers. Per poterne vedere le puntate, Owen inizia a frequentare casa di Maddy, e tra i due si instaura un legame di profonda amicizia, destinato a segnare l’esistenza di entrambi.
Ho visto la TV brillare, una riflessione sul tempo che scorre
Ho visto la TV brillare spalanca una molteplicità di temi. Innanzitutto, ricorre l’idea degli anni che passano “come secondi”, percezione che porta alla follia i due ragazzi. Continuamente rimarcata dalla scenografia e dalla colonna sonora, è al tempo stesso esorcizzata da messaggi come “There is still time” (“C’è ancora tempo”), scritta che appare a 1:21:32. Un ruolo importante è svolto anche dagli spazi liminali dove sono ambientate le vicende e da brani come Tonight, Tonight (cover realizzata da Snail Mail) o Claw Machine (canzone di Sloppy Jane e Phoebe Bridgers; il suo primo verso, “I saw the TV glow, I”, dà il titolo al film).
L’estetica di Ho visto la TV brillare
Ho visto la TV brillare richiama il mondo fatto ‘di gesso’ tipico dell’età liceale. Al tempo stesso, però, è continuamente presente la sensazione che non tutto stia andando ‘come dovrebbe’. Ambientato in un quartiere suburbano, ha tra i suoi motivi ricorrenti delle illuminazioni fluorescenti, elemento chiave del suburban gothic. Ambientato negli Anni Novanta e nel primo decennio degli Anni Duemila, inoltre, il film presenta numerosi riferimenti al mondo ‘dell’analogico’. The Pink Opaque, nei ricordi di Owen, appare come una serie TV spaventosa e violenta, il cui antagonista, Mr. Melancolia (Emma Portner) sembra uscito da Eraserhead.
Un’opera non proprio brillante
Dal punto di vista estetico, Ho visto la TV brillare risplende, e dimostra che Jane Schoenbrun è una regista che non ha paura di sperimentare (operando anche felici citazioni ad autori come David Lynch). Tuttavia il film apre troppe questioni, rendendo difficile l’approfondimento dei suoi temi. Per mettere in risalto lo scorrere del tempo, inoltre, i fatti si susseguono in modo veloce e a tratti confuso, il che porta alla costruzione di una barriera tra lo spettatore e il mondo emotivo dei personaggi. Infine, per un film che viene presentato da Netflix nella categoria ‘horror’, manca una cosa fondamentale: la capacità di spaventare lo spettatore.
Ho visto la TV brillare, un film da vedere
In definitiva, però, è un film di cui è consigliata la visione. Le sue atmosfere sono infatti in grado, al tempo stesso, di incantare e turbare lo spettatore. Anche se resta un’opera ‘fredda’, Ho visto la TV brillare è una produzione che può essere detta pienamente ‘artistica’. La critica all’alienazione generata dall’industria culturale, le fragilità di Owen e Maddy, i riferimenti a Lynch, i giochi visivi sulle gradazioni del viola: queste sono ragioni sufficienti a goderne.